martedì 31 marzo 2020

Intitoliamo piazze o vie agli eroi che combattono il coronavirus

La prova di generosa abnegazione mostrata da medici e infermieri in queste settimane non deve restare nelle cronache sempre più ingiallite e, spesso, caduche della memoria.
Propongo che nei comuni italiani, almeno in quelli maggiormente toccati dalla tragedia del Covid 19, siano dedicate piazze, vie o giardini al personale medico e paramedico che tanto si è prodigato, pagando anche con la propria vita l'assistenza dei contagiati.
Si obietterà che questi riconoscimenti si celebrano solo per persone ormai defunte; bene, facciamolo quando la pandemia del coronavirus avrà lasciato il nostro Paese, ma non perdiamo questa opportunità di additare, a perenne memoria, un settore di nostri Connazionali che si è prodigato con ammirevole, esemplare generosa professionalità ...e cuore.
Ne ho parlato con gli amici dell'ANIOC, l'Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche trovando ampio consenso ed anche una proposta: il conferimento di una medaglia. Ottima idea, solo che se data ad personam c'è il rischio di trascurare qualcuno ugualmente meritevole.
Non lasciamo però cadere questo suggerimento assolutamente condivisibile; per cui, ferma restando l'idea di intitolare una struttura pubblica alle migliaia di "missionari", si proponga al Presidente della Repubblica (ci avrà certo già pensato) che una medaglia al Valore civile  sia assegnata ai singoli medici e infermieri morti sul campo nell'adempimento del loro eroico impegno.
GRAZIE A TUTTI LORO, DI VERO CUORE

Sul sito Change.org è in corso la raccolta gratuita di adesioni a questa mia proposta.
3 giugno 2020 - sono immensamente felice che il Presidente Mattarella abbia conferito il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica a tutto il personale medito, infermieristico e ai valenti collaboratori dell'ospedale di Codogno che si sono ammirevolmente prodigati nella lotta contro il Covid 19 e a lenire il dolore e le sofferenze di chi ne ha patito il contagio. 
Tra loro la dottoressa Annalisa Malara, l'anestesista che, per prima,  individuò il virus in un ricoverato e l'infermiera cremonese Elena Pagliarini ritratta mentre, stremata da una notte di assistenza, si era appisolata qualche attimo: simbolo di tanto ammirevole impegno.
Grazie Presidente! 

2 commenti:

  1. Caro Gianmaria,
    come sempre condivido il tuo pensiero e le tue parole.Credo sia una iniziativa assolutamente doverosa .
    Rimango a tua disposizione per ogni concreta iniziativa utile in tal senso.
    Abbraccio, Angelo Musmeci.

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  2. Grazie Angelo per la nota sensibilità, la proposta sta trovando eco e sto per avviare altri mezzi di diffusione. Sono certo che nella tua bella Catania saprai essere portavoce di questa iniziativa trovando la necessaria attenzione. Un abbraccio e ...a presto.

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