venerdì 18 dicembre 2020

COVID, un errore dietro l'altro

Quanto sia stato grave non prendere immediati e concreti provvedimenti restrittivi dopo che il CdM, nella riunione del 31 gennaio, aveva dichuararo sei mesi di stato d'emergenza è noto, ma nessuno ha pagato di fronte ad un Paese che piangeva già decine di vittime.= Ci ricordiamo gli ordinativi di milioni mascherine e altri equipaggiamenti anticontagio che la Protezione civile commissionava ad intermediari pagando loro il 60% (sessantapercento) del valore all'atto dell'ordine e li saldava non appena avuta notizia che la merce era partita dal produttore? Non so come abbiano reagito le famiglie di quei fornitori dello Stato che si erano tolti la vita perchè, dopo molti mesi in attesa di essere pagati, stavano fallendo sommersi dai debiti.= Però il Governo trova i soldi per il bonus monopattini. Qui prodest? Ora siamo a provvedimenti restrittivi che non tengono in alcun conto palesi realtà; un esempio? Perchè solo adesso "si va verso un rafforzamento della sicurezza" dopo avere già pianto oltre 70.000 morti? Perchè contingentiamo solo adesso l'ingresso nella Galleria Vittorio Emanuele quando era palese che, una volta portata la Lombardia in zona gialla, in migliaia l'avevano affollata? Non sono più inquinanti i pedoni che ti passano a mezzo metro di distanza che una innocua famiglia chiusa nella propria auto?= Perchè fermiano le auto, ma non gli indisciplinati che con spregiudicata provicazione circolano senza mascherina? Eppure sembra sia più facile chiedere ad una pattuglia di palettare un automobilista che mettere agenti nelle stazioni della metropolitana e arrestare chi scavalca le transenne.

lunedì 7 dicembre 2020

COVID, che ne sanno di logistica?

Quando sento che per smistare le prossime centinaia di migliaia di flaconi di vaccino (per non parlare della pletora di "esperti" ingaggiati nei mesi scorsi per smistare mascherine, tute, respiratori eccetera) servono 300 (trecento) persone che formerebbero la struttura inventata dal Presidente del Consiglio e dal ministro Speranza, fa salire il sangue al cervello a qualsiasi esperto di logistica. Perchè mai allestire una task force (figurati se non abdicavano ad un termine inglese) di 300 elementi quando una qualsiasi buona azienda specializzata non ne avrebbe impeganti più di 80-90 ...peraltro con capace esperienza.= Basta vedere l'onerosa invenzione dei navigator, parola che solo a pronunciarla si rizzano i capelli anche ai calvi, per capire con quanta ignoranza (nel senso di non conoscenza della materia) i nostri politici abbiano messo in campo una struttura dai deludenti risultati, foraggiata però con un emolumento che nostri validi giovani laureati non guadagnano nell'imprenditoria privata.= Tutto questo irrita per almeno due motivi: 1) è in campo la nostra salute - 2) è gente che pesa sulle nostre spalle, che paghiamo con i nostri denari.= Lasciamo pure il commissario Arcuri al suo posto, ma lo si inviti a guardare al mercato dei privati, a esperti di logistica (anche se già in pensione), si affidi alla loro pluriennale esperienza e raccoglierà certo più soddisfacenti risultati. Ma ci si rende conto quanta imprenditoria privata, che coraggiosamente ha finora stretto i denti, rischia di chiudere senza strapparsi platealmente le vesti o sbandierando bandiere di questo o quel sindacato? Che dire se non prafrasare il saggio "Meditate gente, meditate"?

mercoledì 25 novembre 2020

E' morto Diego Armando Maradona, senza le nostre scuse

8 luglio 1990, allo Stadio Olimpico di Roma si sta per disputare la finale per il titolo mondiale Sono in campo le Nazionali di Argentina e Germania Ovest. Appena intonato l'inno argentino dagli spalti si sono levati fischi: una scena vergognosa perchè gli inni nazionali non si fischiano, si rispettano! Gli inni, come le bandiere, rappresentano un popolo, una nazione. Tutti i telespettatori si accorsero che Maradona mormorò hijos de puta indirizzato a quei non sportivi che oggi, forse, ne porteranno il rimorso per quel loro gesto inqualificabile. Per la cronaca vinsero i tedeschi su calcio di rigore per un fallo di Sensini su Voller.

lunedì 23 novembre 2020

Covid, "Parlatene che vi paghiamo"

Molti si saranno domandati come mai tale intensa e diffusa informazione sullo stato del coronavirus. Certo è la piaga del momento, una dolorosa pandemia che ogni giorno semina morte. Una situazione che muoverebbe qualsiasi fonte a fare inchieste, interviste, organizzare servizi, talk show e quant'altro serva a comunicare uno stato di cose che ha raggiunto livelli drammatici, sia sotto l'aspetto sanitario che economico. E' però passato all'insaputo di quasi tutti un provvedimento del Ministro dello Sviluppo economico che il 9 ottobre (Gazzetta ufficiale del 12) ha così decretato (lo si legge all'articolo 1) = 1. Alle emittenti radiofoniche e televisive locali che si impegnano a trasmettere i messaggi di comunicazione istituzionali relativi all'emergenza sanitaria all'interno dei propri spazi informativi e' riconosciuto, per l'anno 2020, un contributo straordinario per i servizi informativi connessi alla diffusione del contagio da COVID-19. = E' un bene che le emittenti locali abbiano un aiuto finanziario, ma sono certo che avrebbero fatto del loro meglio per informare anche senza un contributo.

mercoledì 18 novembre 2020

A ILARIA SALATINO il Premio ASI Italiani nel mondo

ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane, è lieta di informare che ha assegnato il Premio ASI Italiani nel mondo – ediz.2020 a una giovane trentina, Ilaria Salatino, figlia di una coppia di calabresi; tuttavia da alcuni anni vive e lavora in Austria. Il Premio, che non è abbinato ad alcun brand commerciale, è stato istituito nel 2015 per dare un importante riconoscimento a nostri connazionali che vivono all’estero dove si sono distinti nella Cultura, nel Sociale o nello Sport. In 5 anni, prima di Ilaria, aveva già raggiunto 12 emigrati italiani (4 in Usa, 1 Belgio, 1 Canada, 1 Francia, 1 Gran Bretagna, 2 Lussemburgo, 1 Svezia e 1 Svizzera) e la Fondazione Migrantes (organo pastorale della CEI). “Il nostro intento - dichiara il giornalista Gianmaria Italia ideatore del premio - non è quello di inseguire personalità celebri, anche se qualcuna è più sotto i riflettori di altre per l'attività che svolge, ma fare giungere a nostri connazionali emigrati il riconoscimento per quanto hanno fatto e continuano a fare portando alto l’onore dell’Italia; e per i giovani uno sprone a fare sempre meglio perché c'è un Paese che crede in loro”. Ilaria è la più giovane del gruppo e questa scelta è in linea con la nostra intenzione di dare risalto a quella nostra valente gioventù che affida all'estero le proprie capacità e le proprie speranze. Alle felicitazioni della Commissione che ha unanimemente approvato la scelta di Ilaria, si sono unite quelle del Presidente Nazionale ASI Sen. Claudio Barbaro e del Presidente del comitato regionale ASI Trentino Alto Adige Pantaleo Losapio.
Scheda: Ilaria Salatino, nata a Trento il 13 ottobre 1992 Dopo aver completato gli studi nel Liceo Classico del capoluogo, e praticato varie attività sportive, soprattutto il nuoto, ha conseguito: - laurea in Economia e Gestione Aziendale presso Università degli Studi di Bolzano. In tale periodo ha frequentato corsi Erasmus presso l'Università di Mannheim (Germania) facoltà Economia. Esami in Italiano, Tedesco e Inglese e presso l'Università Cattolica di Lisbona - Laurea Magistrale in Marketing presso la Wirtschafts Universitat Wien - la Vienna University of Business and Economics con massimo dei voti "with honors". Esami e tesi in Inglese – votazione 110/110 e lode. - Parla correntemente Inglese, tedesco e spagnolo. - Da tre anni lavora a Vienna dove è funzionaria di un’importante multinazionale automobilistica.

lunedì 9 novembre 2020

Quegli Italiani a cui non sappiamo offrire un futuro migliore

C'è una "regione" di Italiani che non conosce cali demografici, infatti oggi conta esattamente 5.486.081 abitanti, ma non è tra i nostri confini. E' infatti il numero dei nostri connazionali che risiedono all'estero; il 1° gennaio di quest'anno si sono aggiunti 257.812 ai 5.288.281 registrati il 1° gennaio 2019. La diffferenza aritmetica è data solo dalle cancellazioni intervenute nell'anno. Di queste nuove residenze il 50,8% è per espatrio e il 35,5% per Italiani nati all'estero. Lo rivela il Rapporto Italiani nel mondo, un'opera magnificamente curata da Delfina Licata per la Fondazione Migrantes*, organo pastorale della CEI; un volume di 585 pagine affiancato dalla sintesi che ne conta 31. Un vero e proprio capolavoro editoriale che potremmo definire la Bibbia per chiunque voglia capire cosa è oggi la nostra Emigrazione. Oltre a minuziose informazioni statistiche ci sono anche decine di articoli scritti da 57 autori e io ho avuto l'onore di essere invitato a farne parte con una ricerca sul flusso migratorio lombardo, in particolare dal territorio lariano. Il R.I.M. ci rivela quanto sia stato alto il numero degli espatri nel 2019: 130.936 (58.512 donne e 72.424 uomini) di questi 59.051, vale a dire il 44%, provenienti da Lombardia, Veneto, Sicilia e Lazio; una cifra superiore a quella del 2018 (128.583), del 2017 (128.193) e del 2016 (124.076). Dove sono andati? Si sono distribuiti in 186 Paesi, ma il 73% ha scelto l'Europa mentre il 4% negli USA, il 3,5% in Argentina mentre il 2,1% ha scelto l'Australia. Fa riflettere quanto siano marcate le fasce d'età: è residente all'estero il 22,3% è fra i 18 e i 34 anni, mentre il 23,3% è fra i 35 e i 49 anni. Questa edizione del Rapporto è la 15a, un traguardo molto importante perchè ci permette un raffronto molto dettagliato di come sia aumentato il numero dei nostri emigranti e si sia evoluto il loro livello di istruzione. Nel 2006 il 68,4% aveva solo la licenza elementare o non aveva dichiarato quale titolo di studio avesse conseguito; alla fine del 2018 il 29,4% erano laureati e il 29,5% diplomati, il 41,1% un titolo inferiore. Se consideriamo che in Italia il numero dei laureati è inferiore a quello dei diplomati (rispettivamente 19,6% e 62,2%) possiamo ben comprendere che i nostri atenei mettono sul mercato un valore aggiunto. Non voglio però fare una distinzione tra titoli di studio perchè comunque poco meno del 60% degli emigrati ha un livello medio-alto; connazionali che perdiamo a vantaggio della crescita economica di altre nazioni dove vengono offerte prospettive di realizzazione che l'Italia non ha. Chi fosse interessato può richiedere il volume a migrantes.it
* Alla Fondazione Migrantes, tramite Delfina Licata, nel 2017 l'ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane, conferì il Premio Italiani nel Mondo.

domenica 8 novembre 2020

Lezione di Economia dagli "inessenziali"

Qualcuno, con la tracotanza del potente, ma con smisurata ignoranza in fatto di Economia, ha definito "inessenziali" i ristoratori. Il 4 novembre sono partiti in 150 da Firenze e, dopo una decina di tappe, contano di raggiungere Roma per essere ricevuti dal Presidente del Consiglio Conte. E' alquanto arduo definire "inessenziale" una categoria che, studio del Sole 24 Ore, rappresenta il 4% del PIL e il 5% dei posti di lavoro; pensiamo che in maggio si era calcolato che bar e ristoranti avrebbero perso quasi 30 miliardi a causa delle ristrettezze imposte dal lockdown. Alla forzata riduzione di attività di questi pubblici esercizi nessuno aggiunge la ripercussione sull'indotto locale e sui fornitori perchè (vuoi vedere che nessuno del Palazzo ci ha pensato) se un ristorante o un negozio è limitato nelle vendite, riduce anche gli ordinativi, gli approvvigionamenti alla produzione, all'industria. In termini più semplici: qualsiasi punto di vendita è l'anello terminale della catena economica che dall'industria produttiva arriva al commercio. Aggiungo: ogni negoziante, ogni ristoratore, ogni barista è un imprenditore che costruisce la propria esistenza (e quella di chi produce per lui) ogni mattina, quando alza la saracinesca e inizia a lavorare affrontando immediatamente dei costi (utenze, imposte e tasse) e rischi d'impresa che nessun dipendente pubblico deve affrontare. Il Cammino degli "inessenziali" porterà anche questo assunto a Roma.

mercoledì 4 novembre 2020

Bonus mobilità, dove trovare i fondi

"Fondi ministeriali esauriti" in un solo giorno; si tratta di 215 milioni di euro stanziati dal Ministero dell'ambiente per l'acquisto di biciclette, e-bike, monopattini elettrici e similari. Una cifra alquanto importante in un periodo in cui molti esercizi pubblici languono o non rialzano più le saracinesche; eppure c'è chi si lagna perchè teme di non essere fra i beneficiati del contributo statale. Dove trovare i fondi? Semplice, dalle multe sanzionando tutti coloro che con i loto veicoli, motorizzati o no, violano i Codice della strada. C'è o no una legge dello Stato che obbliga i Comuni a reivestire nella manutenzione stradale i proventi dalle contravvenzioni al Cds? Bene, caro ministro Costa, lo Stato stabilisca che parte degli introiti da infrazioni commesse da chi è alla guida di questi veicoli vada a rimpinguare le casse centrali. Sia ben chiaro, la bicicletta, il monopattino e affini sono VEICOLI e come tali non possono godere di impunità quando passano gli incroci col rosso e non possono invadere i passaggi pedonali o i marciapiedi dove sovente causano problemi se non seri danni.

domenica 25 ottobre 2020

Covid, luci e ombre sul Dpcm firmato ieri

Di luci ne vedrei una sola, quella che non sono stati fermati i viaggi dei privati, ma "si raccomanda vivamente di non spostarsi"; e sarebbe stato davvero di una gigantesca impopolarità impedire il poter raggiungere cimiteri fuori città o provincia in occasione della ricorrenza dei Defunti. Le ombre non sono invece poche, prima fra tutte il fermo di palestre e piscine che, come ho già dichiarato nel post del giorno 20, sono fra i luoghi meglio curati in fatto di igiene e sanificazione. E che dire anche della chiusura di cinema e teatri: "sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche ed in altri spazi, anche all'aperto". E quell' "anche all'aperto" accentua le perplessità. E perplessi lascia anche la dichiarazione che il ministro Franceschini ha diramato mediante un twitt "Un dolore la chiusura di teatri e cinema ..(omissis)..e come più dei mesi passati sosterremo le imprese e i lavoratori della cultura". Da un Ministro della Cultura mi sarei aspettato un grido di dolore per il mancato accesso alla Cultura che non promettere bonifici, un vizietto che ci sta costando sempre più perchè se non si frequentano cinema, teatri, ristoranti, palestre eccetera cosa entra nelle casse dello Stato che, invece, promette bonus ed elargizioni? Il Ministro non poteva fare adottare le stesse misure previste per l'accesso ai luoghi di culto in occasione delle celebrazioni liturgiche? Leggasi l'allegato 1 al suddetto Dpcm di ieri. Torno all'elenco delle opinabili chiusure: alle 18 quella dei ristoranti, così come bar, pub, pasticcerie e gelaterie. Male minore per gelaterie e pasticcerie, ma che senso ha fare chiudere i ristoranti alle 18? Il dopomerenda? A parte che i diabetici non hanno orari fissi per mangiare ci si rende conto che il settore dei bar e della ristorazione è quello che più si è impegnato in nuove strutture e per distanziamenti? Somministrare meno pasti significa anche ridurre drasticamente gli approvvigionamenti, quindi gli ordini alle industrie alimentari? Sono stati toccati gli anelli terminali di una catena economica. Mi rendo conto dell'impegno del Governo nell'arginare il Covid 19, ma mi domando chi consiglia provvedimenti del genere.

martedì 20 ottobre 2020

Contro il Covid anche inspiegabili provvedimenti e dichiarazioni

PENDOLARISMO - La parola d'ordine dei saccenti del Palazzo che viaggiano con autista e negli orari "di morbida" è quella di non affollare i mezzi pubblici. Ma che ne sa della fame e della carestia uno sazio? Poco o nulla. Ecco quindi che bus, tram e metropolitane continuano ad affollartsi perchè non tutte le città sono ben servite, e non riporto graduatorie per evitare di toccare suscettibilità o nervi scoperti... Perchè ignorare che esiste anche il pendolarismo? Milano, ad esempio, conta 1.350.000 residenti, ma ogni giorno riceve 600-700mila persone dalle province vicine. Se non con la propria automobile debbono viaggiare su treni regionali o autolinee, quindi nessuno può permettersi di rinunciare a salirvi "tanto prendo il prossimo". E' il serio problema che incontrano quotidianamente milioni di lavoratori e studenti; anzi, questi ultimni ne risentono maggiormente: per chi vive fuori città l'autobus non ha gli orari "del Dpcm", i ragazzi debbono continuare a prendere la solita corriera all'alba e se la mattina aspettano un'ora l'inizio delle lezioni, quando queste finiscono come tornano a casa? Mano al portafoglio per acquistare il motorino e via su strade extraurbane ...dimenticando i rischi del traffico e della condizione di molte strade? Non si può pensare di risolvere un problema se se ne creano altri, occorre coinvolgere altri attori come i gestori dei mezzi del servizio pubblico oppure prendendo l'esempio di alcune famiglie del Cremonese che hanno i figli studenti a Cremona. Per l'inaffidabilità della linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano, hanno affittato un autobus, costo? Solo 3 euro in più al mese rispetto all'abbonamento ferroviario. Una lezione dai privati che dovrebbe essere ben compresa. PALESTRE E PISCINE - è questo un settore che interessa migliaia di imprenditori. Ebbene, domenica il Presidente del Consiglio, illustrando le misure anticovid, avrebbe dimostrato scarsa o inesatta conoscenza della materia quando, a proposito di palestre e piscine, ha voluto precisare "daremo una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza". Ma quali? Ma chi gliel'ha suggerita una frase così tanto approssimativa quanto deleteria? Ho esperienza diretta che il mondo delle piscine e delle palestre sia fra i più attrezzati, seguiti e controllati; quell'affermazione di Palazzo Chigi ha finito per smorzare sul nascere la ripresa degli abbonamenti con una ricaduta negativa sull'imprenditoria che, soprattutto negli ultimi anni, ha impegnato finanze per allargare il campo economico. Interessa operatori preparati, attrezzature modernissime e tecnologie d'avangiardia nella sanificazione. Come si fa, dunque, a lanciare messaggi di dubbio? In un comunicato l'ASI, Associazione Sportive e Sociali Italiane, ha stigmatizzato questo svarione e, facendosi interprete delle preoccupazioni di tutti gli attori interessati, ha precisato "..nessun focolaio è stato ricondotto a cattivi comportamenti all'interno delle palestre e delle piscine. Lo Sport viene trattato nel Dpcm come attività non essenziale quando questa, invece, produce, oltre a importanti economie, benessere e salute. Gli stessi dati dell'OMS indicano che ogni euro investito nell'attività fisica si traduce in un risparmio di 4 euro per il Servizio Sanitario Nazionale".

lunedì 19 ottobre 2020

Influencer contro ...l'influenza?

Va bene, lo stramaledetto covid è ben più di un'influenza, ma il titolo meritava un certo effetto per riflettere sulla decisione del Presidente Conte di interpellare la notissima coppia Fedez-Ferragni perché convincano i giovani a indossare la mascherina. Vorrebbe dire che non sarebbero stati in grado lui, Presidente del Consiglio dei Ministri e, deduco, anche moltissimi Genitori? L'ha rivelato lo stesso Fedez informando di avere ricevuto una telefonata dal Premier per questo scopo. Con tutta la simpatia che ho verso la coppia mi domando che punto di autorevolezza si è dato Conte nel ritenere necessario deputarle un incarico che, probabimente, malgrado tutte le conferenze stampa e le apparizioni in tv, non sarebbe stato in grado di trasmettere. E' certo una prova di umiltà, una ricerca di collaborazione che rispetto, tuttavia sono perplesso. Forse una visita in qualche padiglione di terapia intensiva sarebbe più efficace per capire i danni arrecati dal coronavirus.

Lockdown a Natale? Che ne pensa il Presidente del Consiglio?

Nella conferenza stampa di ieri sera il Presidente Conte ha illustrato i provvedimenti che dovrebbero arginare la crescita dei contagi "...per scongiurare un nuovo lockdown generalizzato. Il Paese non può permettersi una nuova battuta d'arresto che finirebbe per compromettere severamente l'intero tessuto economico." Parole chiarissime e confortanti, sebbene fra le disposizioni alcune sono demandate ai Sindaci che non hanno ben accolto questa delega di responsabilità, l'ANCI l'ha definta "scorrettezza istituzionale". Tuttavia quello che mi sconcerta è la risposta che il Premier ha poi dato ad un Giornalista: "Per quanto riguarda le ferie, be' io non faccio previsioni sulle ferie natalizie, io dico solo questo, l'ho già anticipato, rispettiamo tutte le regole, impegnamoci come sin qui fatto con grande senso di respnsabilità, affrontiamo questo momento molto difficile con fiducia e poi, ovviamente, auguriamoci tutti di riprendere quelle attività di svago che lei auspicava." Ma, Prof. Conte, non crede sia una contraddizione? Premesso che "ferie e attività di svago" non sono altro che un mezzo per attivare momenti, fasi economiche molto rilevanti; il Suo non fare previsioni sembra contraddire la corretta affermazione che "il Paese non può permettersi una nuova battuta d'arresto". Perchè non assume una posizione chiara ed esplicita? Conformemente all'importante ruolo che ricopre, prenda gli opportuni provvedimenti e si assuma le conseguenze. Tanto, lo sappiamo da sempre, se tutto andrà bene saranno in molti a salire sul carro dei vicinrori, mentre se andrà male il colpevole sarà uno solo ...magari il cameriere che, senza mascherina, ha servito il caffè.

venerdì 16 ottobre 2020

ASI, ente messaggero dell'italianità

"...Vado a citare qualcuno di questi eventi, anche se sono tutti importanti allo stesso modo e stanno facendo la storia dell'ASI accrescendo in tutto il territorio nazionale la nostra visibilità ... il Premio Italiani nel mondo che ci ha permesso di farci conoscere all'estero, soprattutto dalle nostre comunità ivi residenti, ...la Corsa del Ricordo, uno degli eventi più belli perchè più identitari, sentiti e vicini alle nostre radici ..." Sono questi due passaggi, particolarmente significativi, della lunga quanto applauditissima relazione con cui il Senatore Claudio BARBARO ha aperto i lavori della X Assemblea Nazionale dell'ASI, Associazione Società Sportive e Sociali Italiane di cui è presidente e co-fondatore. L'evento, che ha coinvolto quasi cinquecento tra dirigenti e ospiti, si è tenuto a Roma sabato 10 e domenica 11 ottobre sulla tribuna d'onore dello Stadio Olimpico. Con queste citazioni Barbaro ha rimarcato origini e sentimenti dell'ASI, vicino ai milioni di nostri emigranti e al doloroso esilio sofferto dalle nostre genti giuliane, istriane e dalmate: peculiarità che onorano e distinguono questo importante ente nel panorama sportivo e sociale italiano.

giovedì 15 ottobre 2020

Lockdown a Natale? Assolutamente ... forse. E i danni?

 In un Paese come il nostro dove decine di migliaia di famiglie  coniugano a fatica il pranzo con la cena, dove slittano o addirittura saltano i pagamenti di affitti e spese condominiali, c'è un governo che anticipa "a fantasia" provvedimenti di rara gravità: l'adozione del lockdown, ovvero della chiusura di esercizi e movimenti sotto Natale.

Il tutto era partito un  giorno fa quando le agen zie di stampa avevano riportato una diochuarazio e del virologo Andrea Grisanti: "Un lockdown in Italia durante le feste di Natale potrebbe essere necessario per bloccare la diffusione del coronavirus e aumentare l'efficienza del tracciamento dei contagi sul territorio".

Quanto mai! Ecco allora inseguirsi le dichiarazioni dal Palazzo; leggiamo:

il presidente del CdM Giuseppe Conte (su Corriere.it): tre giorni fa lo escludeva, ma già martedi non era più così sicuro, tanto che ieri, a Capri: "Non faccio previsioni, le faccio sulle misure più idonee, adeguate e sostenibili per evitare il lockdown" E, per farsi capire meglio "Molto dipenderà dal comportamento dei cittadini".

Come dargli torto? Quando assistiamo alla spavalderia di chi ostenta il volto senza alcuna copertura, quando si irride chi invita a coprire il viso con la mascherina e si hanno sponsor perfino in Parlamento.

Poche ore fa il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, quindi uno nella giusta stanza dei bottoni, tranquillizza: "Con questi  numeri di contagi è prematuro ipotizzare un lockdown a Natale. La dichiarazione del prof Crisanti si basava su dato in crescita dei contagi"

Ci conforta il professor Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell'ospedale San martino di Genova che, rispondendo indirettamente, oggi ha affermato: "Sparare che ci sarà una chiusura mette solo allarmismo in uno dei giorni più belli dell'anno. Noi clinici e medici dobbiamo essere più attenti. Le scelte di una nuova serrata spettano solo alla polirica"

E alla politica è giunto il messaggio netto della Confcommercio: "Fare prevalere la prudenza perché un lockdown a Natale sarebbe un disastro di proporzioni inimmaginabili."  




mercoledì 23 settembre 2020

Alessia Morani sul Superbonus

 Ho apprezzato le obiettive considerazioni e gli impegni dell'On. Alessia MORANI intervenuta oggi nella trasmissione FuoriTg di Rai3 (peraltro ben condotta da Maria Rosaria De Medici) su un tema molto attuale: il Superbonus 110% di cui ho già trattato in altri post.

Alessia Morani (sito MiseGov)

Con lei, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, sono intervenuti Francesco BURRELLI, presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e il giornalista RAI Niccolò BELLAGAMBA.

Si è parlato a lungo dei benefici che offre questo provvedimento legato al Decreto Rilancio; indiscutibile l'intento di aiuto alla ripresa dell'edilizia e la maggior diffusione del recupero energetico.

Restano però alcune perplessità, la maggiore delle quali è che in un'assemblea condominiale bastino solo 334/1000 - indipendentemente dal parere contrario di tutti gli altri condomini - per avviare i lavori con il Superbonus 110.  Davvero sconcertante; un punto che il Ministero deve senz'altro correggere prima che il decreto sia convertito in legge, perché lede la libertà ...e il portafoglio dei singoli. Senza contare poi il rischio che, nell'adempimento burocratico, si incorra in qualche errore o difetto procedurale tali che l'Agenzia delle Entrate chieda indietro i soldi al privato. 

Un emendamento migliorativo proprio dovuto, si vada almeno alla maggioranza semplice 501/1000.

Confido quindi nella saggezza del Ministro PATUANELLI e, per quanto ha manifestato nei suoi odierni interventi, nel buonsenso dell'On.le Morani che ha comunque promesso al presidente Burrelli una proroga del Superbonus 110 e del Bonus 90 per le facciate. 

A margine considero errata e inopportuna l'affermazione di Bellagamba: "saranno lavori gratis". Non sarà affatto vero e per un semplice motivo: per recuperare i 2 punti di classe energetica si dovranno apportare tali onerose modifiche, oltre agli onorari dei professionisti, che si andrà oltre la cifra rimborsabile prevista dal Decreto.


lunedì 21 settembre 2020

L'altra faccia del Superbonus 110

 Il tanto reclamizzato Superbonus 110%, emanato dal Decreto Rilancio, sta certo interessando tutta la vasta platea degli operatori, dall'edilizia agli amministratori e ai condomini.

L'intento dichiarato è quello di dare nuovo impulso alle imprese edili e ridurre sprechi energetici.

Buona cosa, ma nel primo caso non basterà limitarlo al  31 dicembre 2021 perché sarebbe come dare un bicchiere d'acqua ad un assetato nel deserto e poi abbandonarlo, occorrerà prolungare questo rifornimento di almeno tre anni.

Tuttavia mi domando se è tutto oro quello che luce.  Ho qualche dubbio.

Circa il recupero energetico c'è un vincolo: lo Stato ti pagherà (fino a determinati importi scalari) solo se le opere adottate porteranno al recupero di almeno 2 classi energetiche: non è cosa semplice. (Applaudo intanto che nel 2019 le emissioni di gas serra sono diminuite del 4% rispetto all'anno prima).

Per questa scalata si dovranno effettuare lavori e adottare tali e tanti accorgimenti tecnici e burocratici il cui costo molto difficilmente rientrerà nel massimale stabilito per singola unità abitativa. E se non si è adempiuto più che perfettamente alle rigide norme (lo Stato non regala denaro a chicchessia  ...salvo qualche reddito di cittadinanza) c'è il rischio che l'Agenzia delle Entrate ti chieda indietro tutti i soldi aggiungendo una penale.

Pensiamo al cappotto: per rispettare una trasmittanza delle strutture opache verticali che impone di realizzare un nuovo isolamento di almeno 15 cm di spessore, sarà necessario sostituire anche i serramenti con nuovi più performanti; dovranno esserne installati di nuovi con telaio termico e triplo vetro.
C'è poi una sorpresa ...d'immagine. Se non si adotta una soluzione per l'installazione dei nuovi serramenti a filo esterno del cappotto (controtelai in legno o pvc, mai metallici) si dovrà restringere l'imbotte delle finestre per consentire il risvolto del cappotto, in altri termini le finestre saranno "infossate" con la conseguente riduzione di luce. Fatte le debite proporzioni sarà come avere le feritoie di un castello. Si è pensato ai balconi, a volte già ridotti che fai fatica a sistemarvi lo stendibiancheria?

Insomma, non è in discesa la strada per rispettare le norme del Superbonus 110, oltretutto molte recenti costruzioni hanno già al loro interno pannelli di lana di vetro che offrono un apprezzabile isolamento.

Allora una proposta al ministro Patuelli: se tanto ci tiene ad aiutare l'edilizia pensi anche a chi non può affrontare l'oneroso iter del Superbonus 110 e incrementi fino al 70% l'agevolazione per le ristrutturazioni edilizie.  Credo che otterrà ulteriori consensi.

23.9.2020  In mio successivo post il commento all'odierna partecipazione del sottosegretario Alessia Morani alla trasmissione FuoriTg - Rai3 

domenica 20 settembre 2020

Il venti settembre nella storia d'Italia

 E' questo il titolo del libro curato da Giovanni Spadolini e edito  da Nuova Antologia  nel 1970,  che scomodo adesso proprio cinquant'anni dopo, a un secolo e mezzo dall'ingresso dei bersaglieri per  Porta Pia.

Spadolini rievoca l'evento con queste parole che paiono anche un monito:

"L'Italia ha Roma!

Questo gran fatto è pieno di tante promesse e c'impone tanti obblighi quanta è la grandezza delle memorie che al nome di Roma si accompagnano."

giovedì 17 settembre 2020

Tamponi anti Covid, l'ammirevole risposta di Milano


Da oltre due mesi, nel più assoluto silenzio da parte della grande informazione, lontani dai flash dei fotografi, dalle telecamere e dai microfoni, una mezza dozzina di sanitari dell'Ospedale San Carlo Borromeo effettua il tampone faringeo. 

Instancabili nei loro camici si avvicinano alle auto ed effettuano il prelievo di chi varca il cancello della grande struttura milanese, a San Siro.  Affluiscono in tanti, la fila delle auto parte dalla via Olivieri, entra nel parcheggio esterno dove si snoda come un serpente; la gente aspetta in silenziosa pazienza e speranza che quella breve quanto importante analisi porti ad un esito negativo. C'è anche l'ansia di non essere arrivati in tempo: "Non si preoccupi, faremo il tampone a tutti", è la tranquillizzante voce che senti ripetere.

L'attesa può essere anche di quattro ore, e questo dà la dimensione del lavoro svolto dagli operatori del San Carlo per dodici ore consecutive, e mentre da nosocomi di altre parti d'Italia giungono lamentele di vario genere, ecco che qui c'è anche il personale che ti si avvicina portandoti bottigliette d'acqua per attenuare il fastidio del caldo; non parliamo poi del medico che conforta la bimba febbricitante offrendole un lecca lecca, e sa che le tornerà il sorriso.

Il tutto è gratuito.

Un lavoro ammirevole che non avrà un pur meritato riconoscimento dal Colle, anche solo un cenno di apprezzamento per questa gente che vive e conforta la tua attesa e da cui ti congedi, forse, con un semplice Grazie. Peccato per un'occasione persa.

Ci sarebbe da dire che questa iniziativa della Sanità lombarda, che non si mette in posa davanti a microfoni e telecamere,  è uno schiaffo morale ai suoi detrattori, ma qui si bada alla concretezza, si guarda alla realtà sperando di debellare il contagio.

Da queste pagine, con un ideale abbraccio, il mio Grazie per quello che fanno e, lo si riconosca, anche un apprezzamento per chi l'ha organizzato.



NY, il Sindaco si sospende lo stipendio

 A New York gli effetti del coronavirus si stanno facendo sentire anche nelle finanze della città della Grande mela le cui casse si sono svuotate. 

Un rimedio?  Il sindaco Bill de Blasio si è tolto lo stipendio per almeno una settimana, così i suoi collaboratori e i dipendenti comunali che "resteranno a casa per una settimana senza stipendio".

lunedì 14 settembre 2020

Prorogato il Superbonus 110 ?

 Si fanno sempre più insistenti le voci che il decreto Superbonus 110 venga esteso fino alla fine del 2022

La proroga di almeno un anno risponde ad una logica: se venne ideato per aiutare la ripresa dell'edilizia non può bastare un anno di ossigeno per riavviarla; oltretutto, con i ritardi nel varare il decreto attuativo e le formalità burocratiche il tutto si è ridotto da 18 mesi a poco più di un anno
Meno isterie, dunque e più serenità nelle valutazioni più appropriate su cosa servirà realmente agli edifici per recuperare le 2 classi energetiche; un percorso irto di difficoltà burocratiche e il rischio di sanzioni; non si dimentichino i costi accessori che, con molta facilità, porteranno la spesa oltre la quota rimborsata dallo Stato. 
Ci sono tuttavia soluzioni alternative nei costi e meno impegnative nel rifacimento delle facciate da non sottovalutare.

mercoledì 9 settembre 2020

Ciclisti contromano? Lo permetterà il Codice della strada.

 Attraverso il decreto "semplificazioni" si sta varando una mini variazione al Codice della strada.

Tre i capitoli principali: installazione di autovelox anche nei centri urbani, autorizzare anche i netturbini a rilevare le infrazioni, ma soprattutto istituire nelle città strade dove sarà permesso ai ciclisti di andare contromano.

Nell'assoluta certezza che ci sono moltissimi ciclisti che rispettano i semafori e non invadono arbitrariamente i marciapiedi, mi domando a cosa serva poi fissare loro il limite di velocità a 30 km/h quando gli agenti della Polizia locale non fermano ciclisti che attraversano col rosso o pedalano sulle strisce pedonali.  Non si dimentichi che la bicicletta è un veicolo a tutti gli effetti: punto 1 lettera C dell'art 47 del Codice della strada.

Giustificazione? "Se quando li fermo cadono è capace che la colpa è mia."

Se c'è un utente vulnerabile sulla strada è solo il pedone; chiediamogli cosa ne pensa quando un ciclista gli sfreccia davanti o, già successo, investe chi esce da un portone o da un negozio.

Qualcuno sussurra, anche a voce alta, che sono vincolati da "disposizioni che arrivano dall'alto". Allora io rispondo che è solo un disdicevole gioco politico.  Non si può pensare diversamente se guardiamo le corsie riservate ai ciclisti a Milano in una strada così trafficata e commerciale come corso Buenos Aires. Non bastano i gruppi di ciclisti che, sempre a Milano, da un paio d'anni si fanno beffa della Polizia locale percorrendo contromano molte vie del centro?

Allora, cari esperti estensori di queste variazioni, mettete in bella evidenza i vostri volti e i vostri nomi perché al primo incidente grave, diretta conseguenza di queste "concessioni", sapremo chi ringraziare.

giovedì 27 agosto 2020

Monza, cuore e motori al Gran Premio di F1

 


“Il 2020 sarà un anno indimenticabile. Facciamo in modo che quei valori alti, nobili e universali che lo sport incarna, ce lo facciano ricordare come l’anno nel quale l’umanità riuscì a sconfiggere una delle piaghe più gravi che l’umanità era stata chiamata ad affrontare”, ha dichiarato il presidente dell’ACI  Angelo Sticchi Damiani aprendo stamane la conferenza stampa di presentazione del 91° Gran Premio d’Italia che si disputerà a Monza il 6 settembre. Sarà una gara alquanto anomala, unica nella storia del circuito monzese perché,  a causa del Covid 19, le vetture correranno tra tribune deserte.

                                Angelo Sticchi e Giovanni Malagò   (foto di Gianmaria Italia)

Una perdita d’immagine e finanziaria non indifferente se pensiamo che a marzo erano già pervenute circa 30mila prenotazioni e si sperava di raggiungere il record dello scorso anno quando si ebbero circa 200milla spettatori. La SIAS, l’ente che gestisce l’autodromo, ha dichiarato che in ottobre tutte le prenotazioni saranno rimborsate. Ci sarà anche un ragguardevole danno economico di cui soffrirà tutto l’indotto diretto e indiretto della kermesse.  

L’organizzazione, curata dall’ACI e dalla SIAS, ha ideato due iniziative originali che hanno come base la generosità e la riconoscenza. Prima fra tutte quella chiamata Face For Fan che permetterà di “essere presenti” in foto, vale a dire farsi ritrarre su delle sagome che saranno poste sulla tribuna centrale; a questi appassionati, che potranno prenotarsi sul sito www.faceforfan.com , si chiederà un contributo minimo di 40 euro; l’intero ricavato sarà ripartito su tre istituzioni sanitarie: l’ospedale Policlinico di Milano, l’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma e l’associazione onlus Brianza per il Cuore di Monza. Insomma, una gara di solidarietà accanto a quella motoristica.

L’altra è di riconoscenza verso chi si è tanto adoperato nella cura dei contagiati dal coronavirus: 250, tra medici, infermieri, operatori del 118 e della Protezione Civile  saranno gli unici spettatori presenti in autodromo. Prima della gara ci sarà un’esibizione del coro e della fanfara degli Alpini e il circuito sarà sorvolato dalle Frecce Tricolori. Una situazione quindi del tutto unica che non poteva lasciare insensibili anche la Liberty Media, la società che detiene il Formula One Group, che ha aggiunto un anno ai cinque concordati con Monza per la concessione del Gran Premio. 

    G. Redaelli, D. Allevi, A. Fontana, A. Sticchi Damiani, G. Malagò e G. La Russa  (foto di G. Italia)

Questo, in sintesi, quanto hanno annunciato nella conferenza stampa tenutasi giovedì 27 agosto davanti al Palazzo della Regione Lombardia il presidente dell’ACI  Angelo Sticchi Damiani, il presidente del CONI  Giovanni Malagò, il presidente della Regione Attilio Fontana, il sindaco di Monza Dario Allevi, il presidente della SIAS Giuseppe Redaelli e il presidente dell’Automobile Club Milano Geronimo La Russa che ha ricordato che nel 2022 l’autodromo monzese festeggerà un secolo di vita.


mercoledì 26 agosto 2020

Milano, altre ciclabili per altri errori?

 Milano sta avviando i lavori per la via ciclabile che, lungo il viale Monza, collegherà corso Venezia a Sesto San Giovanni, zona Marelli. Il percorso si unisce a quello che da piazza S.Babila, lungo corso Buenos Aires, arriva a p.le Loreto.

A questo riguardo vale la pena ricordare le polemiche sorte, non per ragioni politico-sociali ma per palesi difetti nella segnaletica orizzontale e per quei disagi, quando non definibili pericoli, che stanno interessando ciclisti, pedoni e automobilisti.

Da mesi il Comune di Milano, attraverso sondaggi proposti online, chiede pareri sulle "aspettative ambientalistiche" dei suoi cittadini. A quanto pare, vuoi per il tipo di domande, vuoi per lo scarso interesse, non so quanta autorevolezza e attendibilità si possa dare alle risposte. Certo è che, essendo quell'itinerario corrispondente al primo ramo della metropolitana (anno 1965), chi usa l'auto su quel tratto lo fa per assoluta inderogabile necessità e sacrificare ulteriore spazio alla carreggiata è alquanto azzardato.

Un dato è certo: la Giunta del sindaco Sala ha intrapreso una politica piuttosto incisiva, per non dire imperativa, sui temi ambientalistici che fanno discutere e che hanno sollevato non poche autorevoli contestazioni, (leggi Automobile Club Milano).


lunedì 24 agosto 2020

Verona Vicenza Padova, solidarietà alla loro gente

 Un violento nubifragio ha colpito con inaudita violenza la città scaligera e i territori vicentini e padovani; un ulteriore colpo a quella gente sempre operosa che, come nel resto del nostro Paese, sta faticosamente riprendendosi dopo le conseguenze del coronavirus.

Sono affettuosamente vicino a tutti loro e a chi stanno patendo per questa calamità augurando  un pronto riscatto.

sabato 22 agosto 2020

22 agosto 1914 La pagina più sanguinosa della storia francese.

 Proprio il 22 agosto del 1914, ovvero le jour le plus sanglant de l'histoire de France

In terra belga, esattamente a Rossignol, la Francia patì la più sanguinosa delle sua pagine di guerra, e a patirne furono i soldati algerini che, sia lì come altrove, combatterono sotto la bandiera francese. Si ritiene che non meno di 27.000 suoi soldati caddero sotto i colpi delle mitraglie e dei cannoni germanici.



domenica 16 agosto 2020

TG, commenti proprio insensibili

 "Ieri, sebbene fosse Ferragosto, sono proseguite le ricerche del piccolo Gioele..."     

"Sebbene fosse Ferragosto?"; ma come, la morte, le sorti di una vita sono condizionate da una festività?

Niente da fare; davvero sconcertante questo incipit del servizio dalla Sicilia mandato in onda oggi alle 13,30 da un noto tg nazionale. Ma non è la sola perla che ci riservano i telegiornali; quante volte abbiamo sentito dire, per esempio, "morto a soli due anni...", e perché, se ne aveva sei pace all'anima sua?

Io mi domando a che livello di scarsa professionalità sono scesi certi colleghi a cui manca anche la sensibilità. Ma quelle emittenti, e parlo di nazionali, non hanno un caporedazione che controlli?

Mi offro a metà del loro stipendio.


 


venerdì 7 agosto 2020

TG3, grave omissione sulla Zona rossa nella Bergamasca

L'odierna edizione del Tg3 (ore 12) ha riservato un servizio sulla mancata adozione della Zona rossa durante l'epidemia da coronavirus. Tuttavia se si ascolta quanto enunciato non si precisa che il Governo ignorò le raccomandazioni del CTS, il Comitato tecnico Scientifico. Per cui, dall'ascolto del servizio, appare ai più che la Regione Lombardia, malgrado le segnalazioni e l'arrivo di 250 militari, lasciò libera circolazione nelle aree di Alzano Lombardo e Nembro con le gravi conseguenze che sappiamo. 

I fatti furono ben diversi, ma lo si può apprendere solo leggendo il giornalismo scritto*: il CTS il 3 marzo informò il Ministero della Salute con un verbale che chiedeva la chiusura dei due comuni "per limitare la diffusione dell'infezione", ma Conte dichiara ora di non averlo mai visto. Forse lui no, ma il ministro Speranza e/o suoi collaboratori che curavano la corrispondenza ufficiale? Inviati i militari? Certo, ma senza alcun ordine operativo, quindi ...inutili loro malgrado. 

Che dire dopo le sassate scagliate contro Presidente e Assessore alla Sanità della Lombardia? Che suggerire a Conte e alleati? Meno passerelle e più attenzione alla realtà di una regione che merita solo un reverente inchino verso chi è stato colpito dal Covid19 e tanto credito dal nostro Paese

* per esempio lastampa.it

giovedì 6 agosto 2020

BARBARO: lo Sport dei tanti che meritano di essere visti e ascoltati


Agosto, quindi vacanze, vita all'aria aperta, ma anche un pensiero a quando, tra qualche settimana, si ritornerà al quotidiano dove per molti c'è anche la pratica sportiva.
Sì, quella pratica tanto pubblicizzata e auspicata da salutisti, ma la cui (non facile) programmazione e gestione è poi affidata a pochi.
Lo Sport non è infatti solo quello che richiama centinaia di migliaia di tifosi allo stadio, sugli spalti di palazzetti, a bordo pista o, meno impegnativamente, davanti alla tv: è sui campi di calcio, di rugby, sui parterre per contendere una palla sotto canestro o contro una rete, confrontarsi con avversario su una pista di atletica, in piscina, sul tatami, e via dicendo ...e i numeri sono altissimi.
A questo immenso popolo, assolutamente non invisibile, ha dedicato una propria lettera aperta il Senatore Claudio BARBARO che da 26 anni presiede l'ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane, uno dei nostri maggiori enti di promozione sportiva.
La riporto qui, certo non è breve, ma molto interessante, per cui ne consiglio la lettura.

"Mi confronto quotidianamente con la nostra gente, con quella che ha contribuito a dare vita a un grande tessuto sportivo e a una grande famiglia, quella di ASI. 
Con il nostro provinciale di Bergamo, qualche giorno fa, commentando quelle immagini che hanno fatto commuovere tutti noi, con dieci pagine di necrologi fitte di volti e di nomi; con chi era abituato ad alzare la serranda della propria palestra ogni giorno e alla stessa ora o con chi in quella palestra ci lavorava; con chi stava per premere il grilletto della pistola da starter, dopo aver sognato tutto l’anno l’inizio del proprio evento.  
In questo periodo di emergenza epidemiologica e di forzata permanenza abbiamo anche pensato a come contribuire a dare un senso al presente e, parallelamente, arginare le problematiche che da questo presente sorgeranno. 
Uno sguardo all’attualità: siamo riusciti a estendere le coperture assicurative all’attività motoria in casa; stiamo per dare vita a un piccolo progetto di laboratorio sociale come quello legato all’hashtag #AsiSportInCasa: l’invito è quello di inviarci foto e video legati all’attività casalinga; e poi le lezioni a distanza e la nostra attività di divulgazione attraverso sito e social.  
E uno sguardo al futuro, a quello che sarà dopo questo periodo. A ciò che rimarrà, frutto anche degli sforzi di tutti noi, oggi. Perché nulla sarà più come prima.  
È apparso da subito evidente come le Istituzioni del mondo sportivo non avessero ben chiaro quale fosse il problema di carattere generale. Come è apparso sin troppo evidente, c’è stato un deficit di rappresentanza, nei confronti del governo, da parte del mondo dello sport.  
Un deficit di rappresentanza non certo nel Calcio - che, semmai, sui tavoli più importanti della politica e dei media, ha vissuto momenti di grande confusione e decisioni sovrapposte e contraddittorie rimbalzate però in ogni dove - ma quanto di tutto un mondo meno alla ribalta come quello delle palestre, delle piscine, di chi lo sport lo promuove ogni giorno, di quel mondo che è stato sempre al suo posto, fedele al suo dovere, quello di stare vicino ai cittadini: promuovendo sani stili di vita, facendo crescere i nostri figli con quelle regole legate al sacrificio, al rispetto per il prossimo, alla capacità di saper vincere e di saper incassare le sconfitte, specchio della vita. Presidio per la salute e traino per il Sistema Paese. Supplendo anche a tante carenze pubbliche.
Un presidio, un traino ignorato sin dalle prime riunioni a Palazzo Chigi quando Coni, Sport e Salute o anche le rappresentanze del sindacalismo autonomo, non sono stati chiamati in occasione del tavolo convocato dal Premier Conte.  
Ho pensato a lungo, come rappresentante di un mondo multidisciplinare che mi concede una prospettiva sicuramente allargata, a come contribuire a rendere visibile un mondo invisibile agli occhi della politica, senza cadere in una difesa corporativa di interessi di parte che avrebbe potuto costituire un elemento miope della lettura o eccessivamente sbilanciato nella difesa di spazi. Questo poiché ritengo lo sport elemento nodale, fondamentale e indivisibile del Sistema Paese. Indivisibile? Si. Non devono esistere steccati culturali e d’importanza tra lo sport di vertice e quello di base, quello di massima prestazione e quello spontaneo, attività motoria e competizione, quello per gli anziani e per i giovani nelle nostre scuole, quello nei parchi e quello… a casa. 
Esiste lo sport è un’unica parola, origina da Desport (divertimento) e vale per tutto ciò che è inteso come “pratica finalizzata al miglioramento dell’individuo” 
Cosa è invece accaduto? Che ogni organismo sportivo, si è principalmente impegnato nel capire come il blocco delle attività non si dovesse tradurre in un danno al movimento che esso rappresentava. Conclusione: è mancata una risposta di sistema. Come spesso nel nostro Belpaese. 
E, nella mancanza di una risposta di sistema, siamo stati muti testimoni anche di bassezze e corporativismi. Non è questa la sede per un mero e sterile elenco. E - anche per una questione di rispetto in questi momenti delicati - non sia momento nemmeno per beghe da cortile. E neppure, vogliamo entrare nella parte dei capponi che approfittano per beccarsi a vicenda ben stretti nelle mani di Renzo mentre si reca dal dottor Azzeccagarbugli. Ma un esempio proprio non possiamo esimerci dal farlo. Tra le varie iniziative intraprese per stimolare il Governo a comprendere pienamente le istanze provenienti dal mondo dello sport – che alla fine è valso la citazione del nostro gruppo in Gazzetta Ufficiale, Decreto “Cura Italia”, con un lavoro di ricerca congiunto con Fitness Network Italia – abbiamo rafforzato anche la campagna di informazione, che ci aveva dato già ampio riscontro, prenotando pagine sui principali quotidiani: Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Tuttosport... 
La nostra azione è stata protesa a tutelare tutta la filiera partendo dalle Asd, Ssd, passando per gli operatori e arrivando ai praticanti, a prescindere da quale attività essi svolgessero.
Qualcuno ci ha accusato di “comprare spazi” (cambio merci questo sconosciuto?) come se questo appunto rappresentasse oggi una priorità da mettere su carta, magari dopo averci pensato anche un po’ su.  Non è tempo, ripeto, di vestali senza un sorriso, pronte a fare le prime della classe o di scolaretti rapidi a nascondere il pallone nell’ora di ricreazione e, ad abundantiam, Sacerdoti del politicamente corretto. Quali catastrofi (ora mi riferisco a quelle di natura economica per le nostre strutture e per gli operatori che vi operano) devono accadere perché si capisca che lo sport non ha bisogno di divisioni e di difese del proprio orticello? O che lo sport è a servizio di un bene più grande per il nostro Paese e va trattato da adulto e da persone con un comportamento adulto? 
Giriamo pagina. C’è una corsa a rivendicare il merito delle misure, ci sono più organizzazioni che stanno dicendo “È grazie a noi...”. Non interessa sottolineare chi ha il merito di quello che è possibile realizzare e per quanto riguarda le misure che è possibile adottare, l’importante è che queste ci siano. 
Ma cosa hanno prodotto, alla fine, tutte queste rivendicazioni (compresa la nostra): misure insufficienti. A fronte di quelle ottenute dallo sport professionistico, che ha già avuto agevolazioni enormi che lo sport di base non ha minimamente ottenuto. Fanno risparmiare al Calcio, abbiamo stimato, 600 milioni: e tutti gli altri? Noi non ci fermiamo: continueremo a premere alle porte del Sistema. Abbiamo protocollato, ancora una volta, la richiesta di un incontro al Governo e preparato emendamenti al Decreto “Cura Italia” 
È il momento di un’amara considerazione: senza competizione il sistema sportivo italiano è sparito dalla scena. Al massimo si parla degli sportivi sui social, dei campionati da riprendere e del rinvio degli Europei. Eccolo il limite del nostro ordinamento sportivo. Dello Sport = Benessere non importa nulla a nessuno. 
La speranza – e sarà anche il nostro impegno – è che da questo periodo emergenziale, si generino i frutti per una rivoluzione culturale, per una rivisitazione del nostro ordinamento sportivo, che “restituisca” agli italiani lo sport nella sua più estesa concezione: a partire dalle scuole, passando per la virtuosa attività di tutti gli Enti e di ogni singola palestra sul territorio, per chi organizza una gara podistica e chi una finale di Champions. Tutto è sport, tutto contribuisce alla formazione del nostro tessuto sociale, dei nostri giovani e contribuisce tanto al bene collettivo che al benessere individuale.  
Proprio da un momento come questo, in cui lo sport cosiddetto organizzato è in ginocchio e l’Italia continua a fare attività nelle proprie case, autodisciplinandosi, c’è spazio anche per alimentare un dibattito e proiettarci verso un futuro senza quei lacci e lacciuoli che hanno compresso l’attività sportiva fino ad oggi. In un Sistema in cui la cosiddetta “organizzazione” è stata demandata ai soggetti federali ai quali lo Stato attraverso il Coni ha riconosciuto la possibilità di disciplinare ogni singola attività sportiva: ogni volta che ricorre la parola Boxe, piuttosto che Ciclismo, Nuoto, Equitazione, Canottaggio o Atletica leggera, l’attuale sistema sportivo tende ad indicare che le attività svolte al di fuori degli ambiti federali siano illegittime. Sono centinaia le diffide che, ogni giorno, le federazioni esercitano rivendicando l’esclusiva titolarità della propria disciplina. Sebbene le leggi dello Stato stabiliscano il contrario. Come emerso, peraltro, da recenti e altisonanti pronunciamenti da parte dell’Antitrust.  
A forza di dividere lo sport dall’attività motoria, i cui confini sono stati sempre estremamente labili, siamo arrivati alla concezione di massa che chi si muove da solo non stia facendo sport e di fatto quello che in questi giorni stanno facendo le persone dentro le case non sia sport ma attività motoria: quando la stessa racchiude in sé la gran parte dei principi fondamentali propri dello sport, come la motivazione, la performance, concetti che sono riconoscibili in un fine sociale che si raggiunge attraverso il miglioramento della qualità della vita. 
Senza considerare che tutto ciò genera anche un problema di natura fiscale. Le agevolazioni, per una Asd, scattavano fino a tre anni fa nel momento in cui la stessa veniva iscritta al registro CONI attraverso un organismo sportivo (federazioni o enti di promozione sportiva). Sempre con il limite, però, della concezione dello sport organizzato.  
A questo punto, cosa ha fatto il CONI sulla spinta dell’Agenzia delle Entrate? Ha ristretto sensibilmente il range di definizione delle discipline sportive a 365 partendo da un’ipotesi iniziale di circa 7mila.  Comprimendo, di fatto, il campo delle attività e subordinandole ulteriormente alle federazioni, così ancora più nevralgiche nel campo dell’organizzazione di eventi e attività sportive.   
Vogliamo difendere la rivoluzione culturale di quello che sta avvenendo in questi giorni. 
Tutti quanti si sono trincerati dietro “attività motoria” come se questa non avesse la dignità di essere chiamata “Sport”.  
Ma oggi, dentro casa, quella che va classificata come attività sportiva, siamo obbligati a farla tutti. Quelli che si sono scambiati la palla tra una finestra e l’altra, uno dei tanti video virali circolati in rete, praticavano una disciplina assimilabile al tennis. Esasperando all’ennesima potenza, non si sarebbe potuto, poiché non regolamentata.  
Questa emergenza può rappresentare un punto di ripartenza?
Vogliamo immaginare un nuovo sistema di sport?
È possibile immaginare luoghi, impianti che possano ospitare tutte le attività sportive o motorie senza alcun tipo di condizionamento obsoleto, autentica catena per tutto il sistema? 
Per cui, continuando a esasperare questo concetto, vogliamo definire sport tutto ciò che è movimento o tutto ciò che è movimento finalizzato al benessere e viceversa anche al risultato?"     Claudio Barbaro                                                                                                  

Omaggio al maestro Zavoli

All'indomani della scomparsa di Sergio Zavoli tutti i vari testimoni della sua straordinaria carriera giornalistica hanno usato il termine "maestro".
Io, a quel sostantivo, sostituirei "esempio" perché, guardando ed ascoltando talune trasmissioni si è colti da scossoni di ribellione, di ripulsa a frasi e termini usati dagli "allievi" che farebbero irritare il buon Zavoli. 
Ben venga dunque "ci ha lasciato  molti esempi", salvo poi farne buon uso o meno.

Ministra AZZOLINA, sul Covid nessuna discrezionalità

Il protocollo appena sottoscritto tra ministero e sindacati contiene una clausola di discrezionalità nell'uso della mascherina.
Assolutamente sbagliato.
Mentre si dibatte tanto sulle distanze tra banchi di scuola e loro modello è del tutto fuori luogo che studenti, insegnanti e personale ATA (bel portafoglio di voti) si comportino come preferisce in tema di uso della mascherina; invece si deve indossare e tutto il personale ministeriale deve essere di buon esempio, nel caso non fosse chiaro...anche per la salute di tutti.

sabato 1 agosto 2020

Sbarchi, ora Conte non può più prendersela con Salvini

Estratto di odierno articolo su it.Yahoo.com  a proposito dei continui sbarchi di migranti

Salvini non c’è più, certo. Però il problema non è scomparso, è sempre lì, come ci dimostra la cronaca. L’ex prefetto di Milano e ora ministro dell’Interno Lamorgese si trova a dover risolvere una situazione che si fa sempre più incandescente: ogni giorno arrivano una miriade di scafi e barchini dalla Tunisia, gli hotspost si riempiono sempre di più, soprattutto a Lampedusa, i migranti devono essere messi in quarantena e trasferiti in altri centri, i sindaci di questi centri sono sul piede di guerra, i cittadini a loro volta sono impauriti per una nuova ondata di Covid d’importazione. Al Viminale stanno facendo il possibile, ricordano che “il contesto è senza precedenti” e che la “gestione dei flussi è ancora più difficile per l’emergenza sanitaria”. Poco da aggiungere in effetti. Quello che invece stupisce è il silenzio, anche questo senza precedenti, che arriva da palazzo Chigi. In questa settimana caldissima di sbarchi e fughe di massa dai centri d’accoglienza, Giuseppe Conte si è limitato a una laconica e lapalissiana dichiarazione: “la situazione è complessa”. Ce n’eravamo accorti. Bisognerebbe ora trovare una soluzione, anche “straordinaria”, come i dem Zingaretti e Orlando vanno ripetendo da giorni. Anche perché stavolta Conte non ha nessun uomo nero dietro cui nascondersi. Lamorgese non è Salvini. E anche questo è lapalissiano.

venerdì 31 luglio 2020

Salvini sotto processo? Un boomerang per chi l'ha voluto

L'accanimento politico espresso ieri dai 149 voti con cui il Senato ha autorizzato il processare  Matteo Salvini per la questione Open Arms quale imputato di "sequestro di persona plurimo e rifiuto d'atti d'ufficio", sta facendo esultare soprattutto i fiancheggiatori di quella ong e tutti coloro che si ritengono "umanitari" ... tout court.
La spiegazione è semplice: mandarlo sotto processo per un'accusa che riguarda l'esercizio della sua funzione crea un serio precedente, oltretutto Salvini operò come ministro del nostro governo (presidente Giuseppe Conte) a tutela di interessi nazionali. E chi non è animato da un preconcetto livore politico vada a rileggersi le cronache di quei giorni in cui la nave, dopo avere effettuato i salvataggi (zona Malta), preferì puntare sulle coste italiane di Lampedusa ignorando la disponibilità del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez che aveva attivato il porto di Algeciras. Inoltre la Spagna aveva già diffidato la Open Arms ad effettuare i soccorsi in mare perché quel compito è deputato alla Capitaneria di porto.
Perché allora la scelta dell'Italia? Solo ideologica e strumentale.
Aggiungo due particolari  di non poco conto:
- la risoluzione del Consiglio d'Europa n° 1821 del 28.6.2011, richiamandosi alla Convenzione Search And Rescue), stabilisce "luogo sicuro" quello dove viene garantita la protezione fisica delle persone "adottando le disposizioni necessarie affinché lo sbarco abbia luogo nel più breve tempo ragionevolmente possibile". Ripeto: perché prendere la rotta verso l'Italia?
- dove era la dichiarata emergenza sanitaria quando i medici, dopo avere visitato i primi sbarcati, ne riscontrarono uno solo, peraltro affetto da otite?
Orsù, un poco di senso della Nazione.
Sarebbe ora che l'Italia rifletta sulla decisione del Senato (149 a 141) perché basta guardarsi attorno per capire dove alloggia la tanto declamata "accoglienza umanitaria" sbandierata più da certi partiti e loro clientes che dall'opinione pubblica.
Abbiamo un governo così prono alle direttive UE che fa passerella con la demagogia dell'accoglienza mentre grava di IMU le case degli emigrati italiani.
Inqualificabile!




giovedì 30 luglio 2020

Ma che si dice in tv?

"Cinque persone e una mamma, vittime nella discoteca di Corinaldo", così si è espresso poco fa da Ancona il collaboratore della RAI nel riferire della sentenza a carico della "banda dello spray" che nel dicembre 2018 causò quel fuggi fuggi dalla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo.
Che dire? Forse per il selezionato giornalista quella mamma non era una persona?
E quando senti dire (o leggi): "Morta una bimba di soli due anni"... Allora se ne aveva già dieci pace all'anima sua?
Ma non basta perché sono numerose le occasioni in cui conduttori e ospiti si esprimono con frasi e strafalcioni che lasciano sconcertati, per non parlare di opinioni che, purtroppo, non hanno un valido contradditorio.
Il fatto più grave è che la televisione è tuttora ritenuta la fonte della Cultura ..."l'hanno detto in tv"  e così superficialità e ignoranza trovano terreno fertile.

domenica 26 luglio 2020

Coronavirus, riconoscenza di MATTARELLA agli Italiani all'estero

Ieri, sabato 25 luglio, il Presidente della Repubblica Sergio MATTARELLA ho rivolto questo messaggio agli Italiani che vivono all'estero


Rivolgo un pensiero, pieno di affetto, a tutti gli italiani residenti all’estero.
So con quanta partecipazione avete seguito le sofferenze vissute, nel nostro Paese, per il coronavirus. Lo avete fatto da lontano, per la distanza fisica che ci separa; eppure del tutto vicini nella coscienza che ci unisce.
Una conferma, se ve ne fosse stato bisogno, del sentimento intenso che raccoglie le comunità italiane e di origine italiana diffuse nel mondo. Un sentimento di unità e di solidarietà per il quale vi esprimo riconoscenza.
E’ stata una prova che ha posto in evidenza valori di civismo e di dedizione alle persone in difficoltà. Valori che rappresentano base importante della nostra società, e alimentano la vita delle nostre istituzioni democratiche.
Nei tanti borghi e città d’Italia questa stagione è stata accompagnata da lutti e patimenti, cui si è aggiunto il dolore di non poter celebrare i funerali, dei defunti: emergenza ora, fortunatamente, superata.
Adesso l’impegno è rivolto alla ricostruzione di un tessuto, capace di affrontare i rischi che si manifestano e di rilanciare la fiducia nel futuro.
Il virus ha superato frontiere e distanze continentali. Ha messo in discussione percorsi e modi di vita consolidati.
Questi mesi di pandemia, per molti dei connazionali all’estero, hanno aggiunto alla preoccupazione per la salute il disagio e il rammarico di non poter raggiungere i propri cari in Italia, anche a seguito delle restrizioni nei collegamenti aerei.
La lontananza pesa, sulle nostre comunità all’estero e tutte le istituzioni della Repubblica sono impegnate ad alleviare queste difficoltà; per la sua parte la rete consolare e delle ambasciate è volta a rafforzare l’attenzione e ad ascoltare e corrispondere alle loro esigenze.
La collaborazione e il coordinamento, della comunità internazionale nel contrastare, il virus - un avversario comune e ancora largamente sconosciuto - sta riconducendo, gradualmente, alla normalità anche dei collegamenti e alle conseguenti aperture.
Del resto, soltanto la conoscenza condivisa e una efficace azione corale a difesa della salute da parte di tutti i Paesi può permettere di sconfiggere la malattia.
Prima della pausa - prodotta dal mese di agosto - desidero farvi giungere il sentimento, più forte, di vicinanza, della Repubblica, a tutti voi.

(trasmesso il 25 luglio 2020 dal programma “L’Italia con Voi” di Rai Italia)

Grazie Presidente; frattanto, per favore, solleciti il nostro Governo a ringraziare i nostri emigranti per l'onore che portano ogni giorno all'Italia con la loro operosità e il loro valore.