domenica 17 giugno 2018

Milano contro il diesel, quando la demagogia prevale sul buon senso

Quando la demagogia penetra nella politica anche persone avvezze alla concretezza della managerialità ne risentono e condizionano le loro affermazioni .
E' il caso di Giuseppe Sala, sindaco di Milano, il quale ha recentemente annunciato che, a partire dal 2019, la città chiuderà le porte agli autoveicoli alimentati a  gasolio nelle categorie dall'euro 0 fino alla 3; si prospetta uguale provvedimento in tempi successivi anche per euro 4, 5 e addirittura euro 6.
Se già è discutibile chiudere agli euro 5 è totalmente errato colpire le auto con motore euro 6 che rappresentano un ammirevole traguardo nell'adozione di provvedimenti tecnologici avanzati contro emissioni inquinanti.
Purtroppo il sindaco Sala, così come suoi colleghi, non ha precisato come articolerà la chiusura: quali giorni della settimana e orari, creando preoccupazione se non sconcerto.
Alla Giunta milanese suggerisco di informarsi sulle costanti correnti d'aria: sono da NW e riversano sulla metropoli tutti gli inquinanti provenienti dalle autostrade da/per Torino, Varese, Como e Bergamo-Brescia, vale a dire quella "sporca dozzina" (come ebbi a definirla trent'anni fa sulla Voce dei Vigili Urbani) che dal casello della MI-TO, percorrendo tutto il versante settentrionale di Milano, va verso lo svincolo di Milano viale Zara.
Decine di migliaia di autoveicoli di ogni tipo e cilindrata che, inarrestabili, scaricano nell'aria inquinanti di cui ne fa le spese il capoluogo lombardo e quei milanesi possessori di auto a gasolio che l'amministrazione comunale intente - ingiustamente - penalizzare.
Il mio auspicio, oltre che un significativo ridimensionamento del proposito del sindaco Sala, sia l'escludere, almeno per i prossimi 8 anni le automobili euro 5 e fino al 2030 quelle euro 6. Sarebbe un rispetto al valore tecnologico raggiunto dalle industrie nel campo anti inquinamento che alle centinaia di migliaia di proprietari di auto diesel che hanno investito i loro risparmi in questo acquisto ...non certo di facciata ma di utilità.


giovedì 31 maggio 2018

GOVERNO: fuori Giorgia dentro IVA

Nel governo M5s-Lega non c'è posto per Giorgia Meloni mentre è probabile che entri IVA, nel senso del suo aumento.
Questa l'ipotesi più probabile dopo avere letto quanto riporta La Stampa: per compensare le mancate entrate per  l'applicazione della flat-tax occorrerà aumentare l'IVA annullando quindi le evasioni fiscali; come non temere che, per non pagare una fattura gravata del 23% si paghi "in nero"?
Oltretutto, sempre dal quotidiano torinese, leggiamo che il Prof Giovanni Tria, prossimo  ministro dell'Economia, aveva criticato il contratto Lega-Cinque stelle.
Questo governo, che Di Maio etichetta "politico", in verità contiene una mezza dozzina di tecnici cominciando dal suo presidente, il Prof Giuseppe Conte...
E poi il ministro dell'Econonia, il giurista ed avvocato Enzo Moavero Milanesi (Scelta Civica) non ha già fatto parte dei governi  Monti e Letta?
Evviva la coerenza e ...Buona fortuna! 

martedì 29 maggio 2018

Ma Di MAIO con che spirito...

...si ripresenterà da Sergio Mattarella dopo che solo una manciata di giorni fa aveva annunciato che ne avrebbe avviato l'impeachment?
Questa sembra essere l'ipotesi dopo aver rilanciato una riedizione di governo con la Lega: in un paio di giorni ecco i ministri dopo averci discusso inutilmente per oltre due settimane.
Solo che stavolta, oltre a Matteo Salvini, ci sarebbe Giorgia Meloni che, dei tre, è la più esperta in questioni politiche e di governo. 
Salvini ha due opzioni: "vado al governo mettendo uno dei miei a presidente del consiglio, oppure torniamo alle urne, tanto vinco comunque".
Proprio per  questo la leader di Fratelli d'Italia ha avvertito una strana aria negativa: se si va al voto il M5s perde  qualcosina mentre la Lega incrementerà i suffragi a scapito di FdI, meglio quindi tenersi buona l'attuale quota di deputati e senatori per irrobustire l'eventuale governo M5s - Lega .
Come lei ha riflettuto anche il signor Di Maio: se si va alle elezioni il M5s perderebbe consensi, l'abbiamo capito tutti che il tanto promesso reddito di cittadinanza non andrà in porto per due motivi: 
a) i soldi non ci sono e non ci saranno; 
b) l'aver annunciato che tale assegno sarà di 780 euro mensili ha fatto irritare centinaia di migliaia di pensionati che, pur avendo versato contributi all'INPS, percepiscono una pensione pari o inferiore ai 780 euro del "cittadinanza".
Per cui il Signor Di Maio si è prodotto in una repentina retromarcia per ricostruire un accordo di governo contando su una maggioranza che in una prossima consultazione elettorale potrebbe vacillare.
Resta comunque sempre il dover risalire al Colle e ribussare alla porta del Quirinale; chissà se sa niente di Enrico IV quando a Canossa...

COTTARELLI e il Governo ombrellone


Non lo definisco balneare perché il governo di transizione che tenta di varare non è solo “balneare”, serve anche a coprire dalla pioggia di critiche, per lo più discutibili, che stanno piovendo sull’Italia.
Tuttavia temo che la scelta di Carlo Cottarelli sia stata alquanto improvvida perché gli Italiani non dimenticano la spending review che preparò cinque anni fa per il governo Letta.
L’economista cremonese è  persona degnissima, anche professionalmente; ricordo però tre punti di quel dossier: il taglio delle pensioni ai disabili e di reversibilità oltre all’applicazione di un contributo di solidarietà per le pensioni  di anzianità superiori ai 3.00 euro lordi mensili.
Se per migliorare i conti del Paese bastava e basta tagliare le spese non occorre muovere cattedratici, perché non chiedere a qualsiasi massaia di casa nostra?
Ora, nel toto-ministri che si appresterebbe a presentare al Presidente della Repubblica, ci sarebbero nomi davvero illustri, mi domando però per quale scopo. Per soddisfare i mercati? L’UE o anche “solo” Frau Merkel?  Non sono ingenui, sanno perfettamente che non porteranno a casa alcun provvedimento significativo se non quello di mettere in vetrina nostre eccellenze, ma  se questo è lo scopo basta fare sapere al mondo che abbiamo migliaia di eccellenze che si esprimono  al meglio all’estero e non fra i sacri corridoi dei nostri palazzi. Lo sa il mondo intero quello che moltissimi nostri connazionali emigrati sanno esprimere, sebbene ignorati dal nostro potere politico.

venerdì 18 maggio 2018

Quando il M5s votò contro l'EMA a Milano

E' successo solo due mesi fa, a metà marzo quando gli europarlamentari del Movimento 5 stelle votarono a favore della mozione che trasferiva la sede dell'Agenzia Europea del Farmaco ad Amsterdam, ma pare che ce ne siamo dimenticati.
Quei loro voti, come numero, non sarebbero stati determinanti per invertire la rotta, ma rivelarono palesemente che l'Italia era divisa e, pur con un gran giro di argomentazioni, i pentastellati non appoggiarono le legittime istanze di Milano, quindi dell'Italia.
Ora il M5s ha la presunzione di voler governare l'Italia, che dobbiamo aspettarci?

mercoledì 16 maggio 2018

M5s – Lega, un passo di lato? No, INDIETRO


Non può che essere questa la scelta di buon senso che propongo dopo avere letto e sentito sulle intenzioni che Di Maio e Salvini vogliono imbastire per dare un governo all’Italia (o per se stessi?). 
Cosa ci può essere di veramente valido per mantenere, o addirittura rilanciare, il ruolo del nostro Paese? Non certo il "reddito di cittadinanza" che permetterebbe a un soggetto di incassare ben 780 euro al mese (ben più di quanto elargito a migliaia di pensionati) in attesa che accetti il terzo posto di lavoro ...magari per due, tre anni!
“Gli obiettivi debbono essere concreti e realizzabili”, si legge sui manuali di management, ma che ne sanno questi signori?
Io non ne vedo alcuno e le risposte date immediatamente dai vertici europei e dalla Borsa  sono preoccupanti, dovrebbero fare riflettere, c'è in gioco il futuro di 60 milioni d'Italiani!
Non è un caso che il presidente Mattarella, dopo avere concesso due settimane a questa trattativa, pretenda in testo definitivo dell'accordo tra i due partiti prima di dare il proprio parere ..che spero negativo.
Perché? Ritengo che ambizioni personali, molto più interpretabili come presunzioni, debbano essere lasciate sullo zerbino di casa, così come ogni passo per la formazione di un governo M5s-Lega.
Queste le mie riserve accentuate dal fatto che, al momento, il M5s non presenterebbe figure ed esperienze significative, diverso il mio pensiero verso la Lega che ha un vissuto  politico collaudato ed  una struttura consolidata.

lunedì 14 maggio 2018

ALPINI a Trento, Adunata per l'Italianità

Un tripudio di Tricolori in una città in festa per scrivere ancora una volta, a Cent'anni dalla felice conclusione della Grande Guerra, un'altra pagina di affetto reciproco tra gli Italiani ed i loro Alpini giunti nel capoluogo trentino per la 91a Adunata Nazionale (11-13 maggio).
Stimati in 80.000 di una strabocchevole folla di 500.000 provenienti da ogni parte d'Italia e del Mondo: dalle valli come dalle isole, dalle vicine Francia e Svizzera, come dall'Australia e dal Sud America.
Un evento straordinario sotto tutti i punti di vista, basti pensare alla contemporanea presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, della presidente del Senato Elisabetta Casellati e della ministra della Difesa Roberta Pinotti


L'affettuosa invasione delle Penne nere in piazza Duomo  © 


                                           LA SFILATA


la bandiera di guerra  © 


il medagliere dei Reduci di Russia  © 

©   dagli Alpini in armi...
...alla fanfara di Borno (Valle Camonica)  © 

la delegazione istriana e dalmata  © 


il labaro dell'ANA con 216 medaglie d'oro   © 

Cliccare sulle foto per ingrandirle; altre immagini in  unavaligiadisperanze.blogspot.it 
e  http://www.teleinsubria.net/adunata-alpini-a-trento-esemplare-testimonianza-di-italianita/

foto di Gianmaria Italia © proprietà riservata