giovedì 8 febbraio 2018

Alpini Bersaglieri e Fanti per l'obbligo del servizio militare

Dove è l’amore di Patria? Il Tricolore è da sventolare solo allo stadio? Quali riferimenti hanno oggi i giovani? Peraltro, fin dall’infanzia, eliminando perfino la bocciatura nella scuola primaria, è stato tolto loro ogni stimolo al miglioramento, l’orizzonte delle ambizioni. 
Negli ultimi anni si è sempre più diffusa una lagnanza mista alla rassegnazione: “certe cose non sarebbero successe se i giovani avessero fatto il militare”.
Le Associazioni Nazionali di Alpini, Bersaglieri e Fanti hanno raccolto questo anelito sociale e, sotto il titolo: “Ripristino di un periodo di servizio obbligatorio dei giovani a favore della Patria nelle modalità che la politica vorrà individuare”, hanno voluto scuotere l'opinione pubblica, ma soprattutto le forze politiche promuovendo una conferenza stampa che si è tenuta a Milano, al Palazzo delle Stelline lo scorso 7 febbraio.
La sala era strapiena di Alpini, ma anche di cittadini interessati dall'importante argomento.
Vuoi per questo, e mi auguro non l'abbiano fatto per l'approssimarsi delle elezioni, erano presenti anche noti esponenti politici.
Doverosa la loro presenza perché la "legge Martino", con cui si sospendeva l'obbligatorietà del servizio militare dal 1° gennaio 2005, fu approvata con 433 voti favorevoli, 17 contrari e 7 astenuti (i Verdi).
Da quel momento alle armi si poteva accedere solo per ferma volontaria e, col tempo, le conseguenze sociali si sono viste.
Anche io sono tra quelli che ritiene che nulla si è sostituito all'importanza del servizio militare; se vogliamo, e solo parzialmente, la pratica sportiva che non deve però essere interpretata solo di puro agonismo.
Ai nostri giovani è mancata l'opportunità di fare nuove conoscenze, di costruire aggregazione, imparare il rispetto delle regole, della gerarchia: parole bollate anche da molti opinion maker senza tener conto che la vita da adulti, soprattutto il mondo del lavoro, avrebbero imposto tutto questo.
Perché quindi non prenderne confidenza al termine delle scuole superiori con una ferma obbligatoria di 6 mesi?
Fino ad una quindicina d'anni fa il principale problema rappresentato dal servizio militare era l'interruzione dell'attività lavorativa o il ritardo nell'iniziarla; oggi, che in gran parte dei casi il posto di lavoro si fa attendere dopo la maturità o laurea, il trascorrere 6 mesi da soldato può essere un'utile, complementare esperienza formativa. 
A chi oppone i nei della vita di caserma si può rispondere che, tolti alcuni aspetti migliorabili se non solo perfettibili,  c’era comunque una inequivocabile risposta: il limite temporale, dopo una dozzina di mesi la naia finiva. Si tornava alla vita borghese dopo aver costruito, cementato rapporti umani e quanto di positivo era stato appreso "con le stellette" è testimoniato dalle centinaia di appelli che molte riviste pubblicano: congedati che, a distanza di anni, pubblicano fotografie della leva militare cercando commilitoni.
Sebastiano FAVERO - ANA  ©

Daniele CAROZZI - ANB  ©

Gianni STUCCHI - ANF  ©
La vita militare ha rappresentato una grande palestra, una scuola di vita e io ho condiviso l'iniziativa illustrata in quella conferenza stampa da associazioni d'Arma rappresentate ai massimi livelli: Sebastiano FAVERO, presidente nazionale dell’ANA, Daniele CAROZZI, vicepresidente dell’Associazione Bersaglieri e Gianni STUCCHI,  presidente dell’Associazione del Fante in  rappresentanza di circa 400mila iscritti.
Mons Bruno FASANI  ©
Mons. Bruno FASANI, direttore della rivista L'Alpino, ha aperto l'incontro: "Non è un escamotage per rimpinguare le fila che si stanno assottigliando, ma fare fronte ad un problema morale, al vuoto educativo, occorre seminare nelle nuove generazioni il senso del servizio comune, educare alle responsabilità con nuove sensibilità",  Fra le motivazioni morali anche quella che questa iniziativa è da interpretare come un investimento, non un costo.
Davvero significativi e numerosi gli esponenti politici che hanno aderito; mancavano solo Forza Italia e il Mov. 5 stelle. Affido però alla lettura del mio articolo pubblicato su http://www.teleinsubria.net/  tutti i dettagli del dibattito; a me preme notare che si sono rilevate posizioni differenti, talvolta opposte sul modo di attuare la proposta, tuttavia nel porre un problema si è data anche la sua soluzione: alle forze politiche il compito di trovare il percorso per raggiungerla.


(foto di Gianmaria Italia © proprietà riservata)

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