venerdì 10 luglio 2020

Conte proroga l'emergenza coronavirus

Che ci sia una ripresa dei contagi è sotto gli occhi di tutti, c'è però da domandarsi dove si è mancato nei controlli. Perché è la carenza nei controlli e l'eccessiva liberalizzazione concessa qua e là a fare uscire il fiume dal suo alveo, salvo mettere in difficoltà ristoranti, bar e scuole con pareti e distanziatori, a fare risvegliare il Covid 19.
Quando il Presidente del consiglio, proprio a Venezia dove ha assistito al collaudo ufficiale del Mose che dovrebbe scongiurare l'acqua alta in piazza San Marco e riportare fiducia agli operatori turistici, dichiara che "Ci sono le condizioni per prorogare l'emergenza fino al 31 dicembre", a qualcuno saranno cadute le braccia.
Da notare: questo il proclama da titoloni che fa scorrere brividi sulla schiena, però esprime l'intenzione di passare dal Parlamento. !?
Ma come, coinvolge il Parlamento che ha ignorato in più occasioni e ora lo responsabilizza per una intenzione che fa rima con decisione?
Cosa comporterà? Quali provvedimenti verranno mantenuti o accentuati? Certo continueremo a pagare la pletora di tecnici ed esperti, o no? La Protezione civile continuerà ad approvvigionarsi direttamente di mascherine, camici eccetera evitando gare d'appalto? Vale a dire pagare in anticipo il fornitore? E perché la pubblica amministrazione non  pensa invece di abbreviare i pagamenti (posticipati) agli altri?
Io, invece, mi sono sorpreso che, dopo aver pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° febbraio l'inizio di un semestre di emergenza nazionale, il 19 febbraio si è lasciata disputare regolarmente la partita di Champions League tra Atalanta e Valencia: lo stadio San Siro fu un'incubatrice di contagi che misero in ginocchio la Bergamasca e migrò anche a Valencia.
Pochi giorni prima, nel palazzetto dello Sport di Casalromano (MN), si era disputata un'affollata gara di arti marziali (foto): nessuna autorità aveva posto divieti.

Se si dispone un divieto si predispongano anche gli  agenti affinché li facciano rispettare, invece abbiamo lasciato che apparissero su tutti i giornali cartacei e televisivi i disinvolti "smascherati" che animavano la movida dei navigli.
Strilla, strepiti e j'accuse per inviare (tardivamente) pattuglie. Ma perché solo a Milano quando analoghe scene avvenivano in altre parti d'Italia e i responsabili erano perfettamente identificabili?
Io ho un'altra interpretazione: continuiamo a parlare di coronavirus e, vietando gli assembramenti, si procrastina la possibilità di nuove elezioni perché poi, con l'avvicinarci a quella del Presidente della Repubblica, Conte, Zingaretti e Di Maio continueranno a gestire un governo riempito di bisticci interni, parolame e il varo di qualche nuovo bonus (con i soldi di chi?) per pasturare il vivaio dei consensi.
Ma al governo si rendono conto che lo stato di emergenza, senza una disciplina dei comportamenti, atrofizza l'economia, quindi la vera sostanza del Paese mentre il pil è sceso del 12%?  I dipendenti delle aziende private hanno ormai esaurito le ferie, in migliaia boccheggiano aspettando ancora di ricevere i denari della cassa integrazione.
Ma quel mondo è troppo lontano da quello dei palazzi e della pubblica amministrazione dove gli stipendi continuano ad affluire. Ma fino a quando?

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