lunedì 30 settembre 2013

L'AUMENTO IVA VERSO IL FLOP?

Purtroppo non si va verso il ritiro del provvedimento che si tradurrà invece in un flop dei risultati che vogliono ottenere. Si insiste nell'affermare che l'aumento dell'IVA è indispensabile per coprire il disavanzo nelle entrate e detto disavanzo è stato quantificato. Ma con quale certezza si pensa di portare nelle casse dello Stato l'importo sperato? Nessuna, assolutamente nessuna per un motivo semplicissimo che gli amministratori del bene pubblico non vogliono capire: l'imposta grava su qualcosa che si compra, vale a dire acquisti di beni (abbigliamento, calzature, elettrodimestici, computer, alcolici, caffe, ecc..) e di servizi e fra questi si considerino anche le varie parcelle professionali, i trasporti, ecc. Quindi il risultato è alquanto aleatorio. Le famiglie sono già stremate, i consumi è da tempo che stanno diminuendo e da alcuni giorni, dalla Confcommercio alla CGIA di Mestre, dalla Confesercenti alle varie associazioni consumatori, sostengono che l'aumento dell'iva causerà un'ulteriore contrazione dei consumi pari al 3%.  Se, a causa del rincaro, io rinuncio ad un acquisto (bene o servizio che sia) lo Stato non incassa neppure l'equivalente dell'imposta attuale.Una conferma arriva dalla Federvini: "a parità di accisa, dal 2006 al 2013 il gettito derivante dall'accisa sugli alcolici è calato di quasi 150 milioni di euro. Figurarsi con l'accisa aumentata."
Minori consumi significa anche colpire l'occupazione con un disastroso effetto domino perchè la conseguenza più ovvia è che il provvedimento sarà solo negativo.
Io aggiungo (e temo) che questo ulteriore aumento dell'iva (il secondo in due anni) favorirà un'ulteriore evasione fiscale, per cui...
Una considerazione terra terra: un condominio è amministrato da un soggetto che ogni anno, presentando il bilancio consuntivo, viene o meno riconfermato nella carica e, in tale caso, sottopone anche le proprie pretese, il proprio compenso che varrà per l'intero mandato. 
I nostri strapagati politici non sono altro che degli amministratori; nel candidarsi però non ci dicono fino in fondo quanto ci costeranno mentre, come ci stiamo accorgendo, inanellano un errore all'altro.
L'art 1176 del codice civile recita:  "Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia."
Viene sempre osservata questa diligenza?
Quando in una famiglia vengono diminuiscomo le entrate si provvede a fare delle rinunce; si insista allora  nel taglio della spesa pubblica. Mi si risponderà che si tratta poi di piccole cose, non determinanti. Non è vero! Se le sommiamo otteniamo cifre sostanziose; provatre a lasciare un bicchiere sotto un rubinetto che sgocciola: prima o poi ma inevitabilmente si riempie. Dopotutto qualcuno ci venga a spiegare come mai gli enti locali hanno sempre meno disponibilità finanziarie mentre imposte e tasse aumentano? 
Non dimenticherò mai una frase di Aldo Moro: "Ricordiamoci di spegnere sempre la luce quando usciamo da una stanza".
Tornando alla domanda confermo la risposta: questo aumento dell'iva avrà solo un effetto deprimente e non porterà nelle casse dello Stato i frutti sperati perchè per risparmiare sul punto in più si rinuncerà, dove possibile, l'acquisto. E in fatto di provvedimenti ai danni delle nostre tasche si rileggano i provvedimenti varati dall'allora ministro Fornero.


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