giovedì 4 marzo 2021

Torino, rimossa targa a ricordo delle Vittime delle foibe

C'è una pagina, una pagina dolorosa della nostra Storia che a taluni italiani non è mai andata giù, che hanno sempre cercato di interpretare e riscrivere secondo il loro modo di pensare e di agire: l'esodo dall'Istria, dalle terre giuliano dalmate e la tragedia delle Foibe.= Questi taluni che per oltre quarant'anni hanno condizionato l'attenzione a quel capitolo della vita nazionale; basti pensare che passarono sette Presidenti della Repubblica prima che Francesco Cossiga si recasse a Basovizza dove si inginocchiò davanti alla foiba che, secondo una stima, conteneva 250 metri cubi di corpi gettati dai partigiani titini.= Una parte delle migliaia di italiani che, per la sola ragione di essere tali, avevano trovato nelle foibe istriane la loro triste e cruenta fine.= Quando la verità riuscì finalmente a fare breccia nell'omertà, trovò vari modi per essere ridimensionata e, comunque, giustificata: "Erano tutti fascisti".= Si è dovuta attendere la legge 92 del 30 marzo 2004 per vedere istituito il Giorno del Ricordo da celebrare ogni 10 febbraio per commemorare quella tragedia che tra vittime ed esuli interessò non meno di 400mila italiani.= Ebbene, oggi, a meno di un mese da tale ricorrenza, a Torino si è voluto fare abbattere un segno di quella ferita.= L'ha preteso l'ANPI ed è successo nel quartiere Vallette Lucento dove, in un giardino pubblico, un cartello aveva un testo non gradito perchè non conforme all'epigrafe decisa qualche anno fa dalla giunta Chiamparino.= La scritta precedente era "Giardino vittime delle foibe. In ricordo degli Istriani, Fiumani e Dalmati Vittime delle foibe e dell'esodo dalle loro terre"; la nuova è un poco diversa e più esplicativa: "Giardino vittime delle foibe. Assassinate solo perchè italiane in Istria, Fiume e Dalmazia dai partigiani comunisti di Tito. Nel vandalismo di pochi, nell'indifferenza di altri. Torino ricorda. 10 febbraio 2016".= Non siamo nuovi a testi addomesticati, quasi edulcorati per attenuare o coprire la realtà storica, basti leggere la targa esposta nel 2006 (alla buon'ora) nella stazione di Bologna per capire come venne ignorata la vergognosa accoglienza riservata al treno degli esuli nel 1947.= Ritorniamo a Torino: l'ANPI non ha gradito la sostituzione e ha presentato istanza in Comune perché venisse rimossa la targa "abusiva" che, in realtà, aveva preso il posto della precedente che più volte era stata oggetto di danneggiamenti, tanto che non era mai stata sostituita.= (fonte: elaborazione da articolo su Il Giornale.it)

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