martedì 1 marzo 2022

"Ucraini, respingete i russi a parolacce"

E' questa la più ovvia deduzione dopo aver ascoltato le dichiarazioni di nostri senatori all'esterno di Palazzo Madama, malgrado avessero approvato all'unanimità l'odierno discorso di Draghi sulla gravissima crisi in Ucraina e l'invio di armamenti come missili antiaerei Stinger, mortai, mitragliatrici e armi anticarro. A parte i distinguo ascoltati durante il dibattito al Senato che espressi fuori, davanti al microfono dei giornalisti, alcuni esponenti politici avevano lasciato intendere che agli ucraini non sarebbe stato opportuno dare armi. Estremamente pomposi nell'esprimere solidarietà, ma, seppur inconsciamente, "alleati" con Mosca nel privare il popolo ucraino, così ingiustamente invaso, assediato e martoriato, della possibilità di difendersi con ogni mezzo lecito contro la vorace espansione russa. Fino a ieri le uniche forniture d'ambito militare sarebbero state esclusivamente di difesa personale come elmetti e giubbotti antiproiettili. Legittimo chiedersi se sarebbero stati sufficienti contro chi bombarda da aerei e carri armati, chi semina terrore e occupa militarmente la tua terra. Il motivo? Per taluni ideologico, per altri, probabilmente, il restare fedeli ad un'amicizia che, dopo il declino di Putin, dovrà essere messa in conto.

giovedì 10 febbraio 2022

Giorno del Ricordo ancora più triste

La celebrazione del Giorno del Ricordo assume, per chi ha avuto l'onore di conoscere Egea Haffner, una connotazione ancora più triste. E mi rammarica (quando non mi irrita) pensare a tutti coloro che si soffermano su quella foto così emblematica della bimba che, con la sua borsa ed un cartello, sta per lasciare Pola ed imbarcarsi verso il resto dell'Italia, un'Italia patria sovente ingrata, e non pensare a quello che è stato poi il seguito.
Il mio pensiero va a Giovanni Tomazzoni, devoto compagno di vita di Egea; sì, proprio lei, l'ex bimba "esule giuliana 30001". Dopo una lunga malattia, sopportata con un'ammirevole dignità e sorretto altrettanto ammirevolmente dalla Famiglia, le sue sofferenze si sono concluse. Poche settimane fa ha chiuso serenamente e per sempre gli occhi e sento il dovere di commemorarlo proprio oggi, Giorno del Ricordo. Ho avuto il grande onore si conoscere Egea e Giovanni nella loro casa di Rovereto (foto in alto) e, con riconoscente commozione, ripercorro quel paio d'ore trascorse conversando e conoscendo la triste realtà di quell'esodo, ma anche le reciproche premure tra due compagni di vita da additare come esempio. Sono grato a lui, all'Ingegner Giovanni Tomazzoni, per l'utile documentazione che mi fornì. Lui, che aveva un pregevole trascorso professionale, fu invece prodigo di notizie sull'Esodo e, solo su mia insistenza, mi mostrò una medaglia d'oro quale premio della sua attività ingnegneristica. Proprio una gran bella persona. Addio e grazie per l'esempio che hai lasciato. (nella foto Egea e Giovanni Tomazzoni) - riproduzione riservata.

mercoledì 2 febbraio 2022

Festival: scherza coi fanti, ma lascia stare i santi

L'autobattesimo di Achille Lauro è stato, a modesto parere mio, un boomerang per l'artista perchè oggi si è parlato più del gesto che della canzone. Mentre S.E. Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia - San Remo, diramava la sua esecrazione, tanto dovuta quanto incontrovertibile, l'Osservatore Romano dava una lezione di stile con un comunicato di cui riporto la frase finale: "Da questo punto di vista difficilmente dimenticheremo la recita del Padre Nostro, in ginocchio, di un grande artista rock come David Bowie*. Non ci sono più i trasgressori di una volta" che una persona a me molto cara ha così commentato: Chapeau. Vorrei però andare indietro con la memoria a quando Peppino Gagliardi si presentò sul palco del Festival edizione 1966 con una corona del rosario tra le mani...e in favore di telecamera. Apriti cielo! Piovvero critiche da ogni parte. Tuttavia, per immediata spiegazione del cantante, non fu una trovata scenica, ma la conseguenza che, da perfetto credente, aveva atteso il momento di andare sul palco ...pregando. Così, con l'emozione e la concitazione che solo chi partecipa al Festival può capire, il rosario gli rimase in mano. Bene, ad Achille Lauro la ciotolina d'acqua non gli era rimasta casualmente in mano e, dato che il senso della religiosità è stata esplicita, non posso che riandare ad un episodio tragico: la reazione violenta e sanguinosa, nel 2015, contro la redazione di Charlie Hebdo che aveva irriso Maometto. Ricordo anche come la commentò il Papa mentre era su un aereo, ma non la ripeto. Dico però la mia: occorre rispettare i simboli di tutte le fedi religiose, sempre. (*1992 - Freddie Mercury Tribute)

sabato 29 gennaio 2022

Quirinale, benrimasto Presidente, ma chi ringraziare e...biasimare?

Non c'è stato bisogno che il nuovo o la nuova Presidente della Repubblica avesse lo stesso stile di Sergio Mattarella perchè lui è rimasto lì al suo posto. Sia chiaro, c'è rimasto più per quella volontà popolare che gli Italiani gli hanno tributato in decine e decine d'occasioni ben prima ancora di questa assise elettorale che ci ha invece mostrato l'incapacità di una vasta schiera di politici di essere all'altezza della situazione. Da almeno due mesi Mattarella aveva esplicitamente dichiarato di non essere disponibile per proseguire il mandato, e non l'aveva fatto certo per altezzosità, ma argomentandolo bene. Da un paio di giorni avevano persino concluso il trasloco dalla sua abitazione di via Libertà, a Palermo. Niente da fare. Certi cosiddetti grandi elettori, pur con tutto il tempo che avevano avuto per individuare una figura degna di rappresentarci dal Colle, non ne sono stati capaci. Davvero risibile, per chi ha seguito ogni giorno le fasi del grande appuntamento, la soddisfazione di taluni leader che ieri si pavoneggiavano davanti a microfoni e telecamere sostenendo che il trattenere Mattarella al Quirinale era stata la loro scelta ideale. Mancava solo che esclamassero "Mattarella l'ho inventato io" che la sceneggiata era stata completa. L'hanno "trattenuto" perchè, cercando ogni possibile difetto in questo o quel candidato, ne avevano escluso l'eleggibilità: non ci hanno fatto una bella figura, così come quei franchi tiratori che promettevano il voto e poi in segreto... Calo un velo pietoso su qualche importante esponente della Sinistra che si è preoccupato più di gettare ombre su pur validi esponenti espressi dal Centrodestra che esporsi con uno proprio. Sono curioso di sapere come si comporteranno quando li incroceranno dopo averne esaltato le ...lacune. Per l'Italia che vive del proprio, che soprattutto convive con preoccupazioni quotidiane, il rimanere di Sergio Mattarella non può che essere un buon risultato verso la stima che gli riserva il Paese, ma politicamente è un ripiego. A livello funzionale ci permette di avere ancora Mario Draghi alla guida del governo (dove tuttavia andrebbero corretti i rapporti) e non, come in molti ipotizzavano, al Quirinale. Al "nuovo" Capo dello Stato faccio sommessamente, e con molta umiltà, osservare: ieri sera, nel Suo breve discorso, Lei si è rivolto ai parlamentari e ai delegati reginali ringraziandoli "per la fiducia espressa nei miei confronti". Caro Presidente, oggi più che mai la fiducia in Lei la esprimiano noi che viviamo lontano dai velluti di certi palazzi romani. Concludo con una nota che, pur facendo ormai parte di un inutile passato, non va domenticata: Forza Italia non avrebbe fornito tutti i voti promessi a Elisabetta Casellati, mentre Fratelli d'Italia si consola con il successo personale del suo candidato Carlo Nordio al quale avrebbe garantito tutti i propri 63 voti: l'ex magistrato ne ha ottenuti 90.

mercoledì 26 gennaio 2022

Letta per il NO a prescindere

Enrico Letta, appena nominato segretario del PD, espose subito tre punti, tre obiettivi cardine della sua guida: la maggiore età a 16 anni, lo ius soli e il divario di genere. Almeno i primi due non mi parvero certo prioritari e molto significativi per dare un'impronta da segretario di un così grande partito. In questi giorni dove la cronaca si è cimentata nel raccogliere previsioni e orientamenti, magari più dagli opinion maker che dai partiti, Letta si è distinto nel giudicare le proposte del Centrodestra senza opporne una propria. Il no comunque, solo perchè le candidature arrivavano dalla sponda politica opposta, non ha dato un grande smalto all'attesa managerialità di questo uomo che pure ha un trascorso politico davvero ragguardevole: europarlamentare, presidente del Consiglio per dieci mesi, sottosegretario di Stato e tre volte ministro. Quando si respinge la candidatura di Maria Elisabetta Alberti Casellati, ovvero l'attuale (e peraltro apprezzata) presidente del Senato, definendola "candidatura assurda,farebbe saltare tutto" e si oppone un veto, senza specifiche motivazioni, anche alla terna proposta dal Centrodestra: Carlo Nordio, Marcello Pera e Letizia Moratti, lascia almeno perplessi. Che dire? Il mio auspicio è che si abbia un (o una) Presidente della Repubblica come Carlo Azeglio Ciampi o Sergio Mattarella, a prescindere da cosa possa pensarne Enrico Letta.

martedì 25 gennaio 2022

Quirinale, lo sgarbo a Spadolini

Vincenzo Scotti, più volte ministro e storico esponente della DC, ha ricordato lo scorso dicembre a La Stampa, e confermato pochi giorni fa in una intervista a Rai2, che nel 1992 Giovanni Spadolini, in quel periodo Presidente del Senato (luglio 1987-aprile 1994), risultava tra gli eleggibili al Colle per sostituire Francesco Cossiga. C'erano state già alcune decine di voti a suo favore e, nel ballottaggio con Vassalli, avrebbe potuto avere i consensi necessari. Ne era convinto tanto che, lo afferma Scotti, stava già predisponendo il discorso di investitura. Purtroppo ci fu l'attentato a Capaci contro il giudice Falcone e le forze politiche preferirono orientarsi su un esponente della DC: Oscar Luigi Scalfaro, che in quel periodo era Presidente della Camera. Scotti ricorda che la decisione fu dei socialisti che, dimentichi di come Spadolini fu un apprezzato primo dei Presidenti del Consiglio non democristiano, non l'appoggiarono per il Quirinale dirottando la preferenza su Scalfaro. Ma non fu la sola delusione patita dall' "Uomo di Cultura prestato alla Politica": la mancata riconferma a Presidente del Senato. Avvenne il 16 aprile 1994 quando il Centrodestra gli oppose Carlo Scognamiglio xche lo suoperò di un solo voto. Toccante fu la presenza voto del senatore a vita, lo storico Leo Valiani. Seppur in cagionevoli condizioni di salute, non mancò alle votazioni per dare il suo contributo all'amico Spadolini che si spense meno di quattro mesi dopo: 4 agosto 1994. Per la nuova Presidenza della Repubblica io ho una preferenza che non è fra quelle più citate: Maria Elisabella Alberti Casellati, l'attuale Presidente del Senato, vale a dire, la seconda carica dello Stato. Avvocato, laureata in giurisprudenza e diritto canonico. E' persona sobria che non ha mai dtao modo di essere chiacchierata e, per chi tanto se l'aspetta, una donna. E per chi la vuole intendere anche in chave politica, è vicina a Berlusconi senza però avere alcuna commistione in qualsivoglia neo.(nella foto quando intervistai Giovanni Spadolini nel 1984)

lunedì 17 gennaio 2022

Calcio, gli arbitri continuano a sbagliare

Il clamoroso errore del signor Serra nell'odierna gara Milan-Spezia ha dimostrato che non c'è maggior valorizzazione e professionismo delle (ex) giacchette nere: quali esseri umani sono soggetti all'errore, magari anche determinante. Per il club rossonero non sarà certo una consolazione sapere che per l'arbitro Serra ci sarà una lunga assenza dai campi di gioco. Quando, anni prima dell'avvento del VAR, si discuteva e i depositari del sapere calcistico riempivano pagine di giornali e ore nei talk show auspicando appunto che il professionismo della classe arbitrale avrebbe cancellato tutti i suoi errori, c'è da chiedersi quanta concretezza ci sia stata in quelle previsioni. Ho seguito per 15 (quindici) campionati il Calcio femminile (ero l'unico a livello nazionale) e posso testimoniare che un arbitro che si avvicina a questo impegno ha sempre la coscienza di prepararsi al meglio per misurarsi sul campo a pari livello dei giocatori. Gli errori sono nella natura umana, solo che con società che sono quotate in borsa certo sarebbe bene rivedere i regolamenti e domandarsi se il fischio finale debba sancire indelebilmente il risultato conseguito sul campo.