10 FEBBRAIO
Nel 1947 fu firmato il trattato di pace che assegnava l'Istria e gran parte della Venezia Giulia alla Jugoslavia, data che, insieme all'orrore delle foibe. rappresenta tuttora una ferita in migliaia di esuli e un momento di profonda riflessione per tutti gli Italiani
Per decenni non se ne è parlato, un po' per reticenza e anche perché rispetto e onore dovevano essere riservati solo se condivisi da certe parti politiche.
Una voluta reticenza di quello che sono state le foibe, almeno una trentina, dove sono stati gettati, quasi tutti vivi, tantissimi Italiani (non meno di 5-6mila tra civili e militari) sotto l'accusa, spesso infondata, di militanza nel Fascismo.
E che dire delle intere famiglie giuliano dalmate espulse dal regime titino, profughi che hanno dovuto lasciare i loro beni, le loro case in Istria e Dalmazia?
E non si può giustificare che furono episodi bellici perché fu una vera e propria rappresaglia perpetrata con guerra ormai finita!
Un tentativo di pulizia etnica contro la quale si deve assistere è anche uno strisciante negazionismo. Diciotto ani fa girai con la telecamera tra le famiglie degli esuli che si erano insesiate a Fossalon di Grado e ne riportai un servizio con tratti commuoventi: il rievocare le violenze a cui avevano assistito, le umiliazioni che avevano subito e l'arrivare in un'Italia indifferenze.
Malgrado numerose proposte si è dovuta attendere la legge 92 de 30 marzo 2004 - con piena soddisfazione dell'allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi - per vedere istituito il Giorno del Ricordo: peccato che prima di allora si erano spenti molti esuli, testimoni sofferenti di quella tragedia assolutamente italiana sulla quale molti italiani ancora tacciono per colpevole pudore.
Si deve diffondere, soprattutto nelle giovani generazioni, il dramma vissuto, patito da decine di famiglie di Italiani e dall'onore del nostro Paese: si combatta così una voluta ignoranza.
Tra le manifestazioni in programma segnalo un convegno al Municipio 7 di Milano e la Corsa del Ricordo che si disputerà a Roma domenica 12 febbraio, starter d'eccezione il fiumano di nascita e campione olimpico di marcia a Tokyo, Abdon Pamich,.
venerdì 10 febbraio 2017
giovedì 2 febbraio 2017
EMIGRAZIONE ITALIANA: a Fiuggi premiate speranze diventate certezze
Il disegno di una vecchia valigia chiusa da dello spago e
rivolta verso un aereo sotto la scritta Premio Italiani nel mondo ha attirato
l’attenzione dei trecento partecipanti alle due giornate di lavori
dell’Assemblea nazionale ASI tenutasi nel Teatro Comunale di Fiuggi il 28 e 29
gennaio. E’ una delle immagini più emblematiche di un evento che ho raccontato
a Gianfranco Beretta, presidente di Brianza Channel per Tele Insubria e che qui
riporto per i miei lettori.
E’ stato oltremodo interessante ma, soprattutto, emozionante,
caratterizzato da riferimenti e simboli che hanno fatto riflettere. Si tornava
a Fiuggi, in quella città dove poco più di un anno fa era stata proclamata
l’istituzione del Premio ASI Italiani
nel mondo e mi ha fatto piacere che abbiamo ripagato quel battesimo con
conferimenti di alto livello e partecipazioni oltremodo emozionanti. La scelta
del magnifico Teatro Comunale è stata onorata al meglio per presentare ed
esaltare le radici, il solco identitario di Associazioni Sportive Sociali
Italiane.
In una sala attigua a quella del teatro era stata allestita la mostra
Settant’anni di Sport a Destra: decine di foto, di articoli
giornalistici, divise, trofei di una storia sportiva tanto significativa quanto
indimenticabile perché ognuno di quei documenti era lì a testimoniare una ragguardevole,
seppur non sempre agevole presenza sul territorio; forse per questo
mirabilmente condotta ed apprezzata.
Con la maglia del Centro Naz. Sportivo Fiamma, presidente Sandro Giorgi, gareggiarono ottimi atleti, basti pensare alle mezzofondiste Gabriella Dorio e Agnese Possamai, alla saltatrice Sandra Dini e alla marciatrice Ileana Salvador: insieme sono centinaia di podi, manciate di medaglie portate all’Italia. Hanno fatto venire gli occhi lucidi a chi ne serba il ricordo e meravigliato i più giovani: una gran bella iniziativa come il Premio riservato alle Eccellenze fra i nostri Emigrati.
Con la maglia del Centro Naz. Sportivo Fiamma, presidente Sandro Giorgi, gareggiarono ottimi atleti, basti pensare alle mezzofondiste Gabriella Dorio e Agnese Possamai, alla saltatrice Sandra Dini e alla marciatrice Ileana Salvador: insieme sono centinaia di podi, manciate di medaglie portate all’Italia. Hanno fatto venire gli occhi lucidi a chi ne serba il ricordo e meravigliato i più giovani: una gran bella iniziativa come il Premio riservato alle Eccellenze fra i nostri Emigrati.
L’Emigrazione italiana è nel solco
identitario dell’ASI e la cerimonia di conferimento l’ha confermato in
un’assise di portata nazionale. Si è svolta domenica sul palco del teatro e qui
ecco un altro simbolo: quel disegno della valigia tracciato da una nostra
giovane emigrante aveva un titolo emblematico: Una valigia di speranze. Lì, accolte dal Presidente nazionale e da
noi della commissione (Campo, Giorgi, Scianò e Italia), sono salite le protagoniste per la premiazione:
| L'avv Scianò, Delfina Licata e Italia |
Delfina LICATA che,
per la FONDAZIONE MIGRANTES (al trentesimo anno di attività) cura la
pubblicazione dell’annuale Rapporto Italiani nel mondo. Davvero un’autorità in
materia che troviamo spesso come relatrice in convegni in giro per l’Italia, a
Fiuggi ha rivelato tanta semplicità e riconoscenza. Dopo aver donato una copia
del Rapporto al nostro presidente nazionale Barbaro ha descritto il lavoro
della Fondazione e sorpreso i presenti parlando dei numeri e dei connotati di
quel crescente flusso migratorio dei nostri connazionali: ormai più di
centomila l’anno, accanto ai giovani ormai lasciano l’Italia anche tanti
quarantenni che si mettono in gioco, che cercano all’estero nuovi sbocchi alle
loro esperienze.
| Italia, Barbaro, Salvador e Giorgi |
Ileana SALVADOR; dalle medaglie nell’atletica alla nostra targa premio
accolta, probabilmente, con uguale emozione: campionessa in pista e nella vita.
E’ stata infatti una prestigiosa marciatrice che, a cavallo tra gli anni ’80 e
’90, ha conquistato molti successi internazionali e stabilito anche record
mondiali tuttora imbattuti: è, in assoluto, l’atleta italiana più medagliata
nella sua specialità. Da vent’anni vive con i figli in Svezia dove, laureatasi
in Pedagogia, è un’apprezzata funzionaria dell’Ambasciata d’Italia e la stessa
ambasciatrice Elena Basile ha fatto pervenire un proprio messaggio di
congratulazioni preannunciando che le avrebbero riservato adeguati festeggiamenti
al suo ritorno a Stoccolma. La sua presenza a Fiuggi è stato un momento di
intensa emozione e ha fatto riflettere quando ha citato una cruda realtà:
lasciate le piste dell’atletica ha cercato un lavoro e ha constatato che erano
privilegiati gli svedesi: “la vita all’estero è difficile, per riuscire devi
avere talento”. Inutile aggiungere che
per entrambe gli applausi sono stati lunghi e calorosi.
| Claudio Barbaro tra Delfina Licata e Ileana Salvador |
Abbiamo proclamato altri due vincitori del premio che però
improrogabili altri impegni avevano tenuto distanti: la regista teatrale Luisella
SUBERNI PICCOLI (Lussemburgo) e l’imprenditore siracusano Gaetano INDOMENICO (Usa), ma nei
prossimi mesi saranno in Italia, rispettivamente il 25 maggio al Teatro Hamlet di Roma e per fine marzo a Floridia (Sr), dove consegneremo loro le targhe-premio.
Una conclusione ce l’ha data Ileana Salvador: per riuscire,
per affermarsi all’estero occorre avere talento e siamo fieri che esista questo
Premio, per onorare quelle valigie italiane riempite di certezze.
Leggasi anche la mia intervista su Teleinsubria.net http://www.teleinsubria.net/emigrazione-italiana-a-fiuggi-premiate-speranze-diventate-certezze/
e l'articolo sulla rivista Primato
http://www.asinazionale.it/primato/visualizza/primato-febbraio-2017/#page/28-29
| Campo, Licata, Italia, Scianò, Salvador e Giorgi |
e l'articolo sulla rivista Primato
http://www.asinazionale.it/primato/visualizza/primato-febbraio-2017/#page/28-29
giovedì 19 gennaio 2017
ASI, un ente che ha a cuore gli Emigranti italiani
Sì, quell'iniziale maiuscola ci sta tutta nell'identificare quei nostri connazionali che, con la loro quotidiana attività, portano onore all'Italia.
Vivono lontano dai riflettori della celebrità, non cercano prime pagine ma esprimono ogni giorno il loro talento, perchè di talento si tratta quando operi in terra straniera e devi affermarti tra altri stranieri, sei giudicato/a da stranieri e mantieni inalterate le tue caratteristiche, le tue virtù, le tue origini.
Sono risorse che contribuiscono alla crescita del paese che li ospita mentre il cuore resta comunque in Italia.
Ma chi, in patria, li pensa?
Per gran parte dei residenti nella italica penisola l'esistenza di quasi cinque milioni di Italiani residenti all'estero è stata rivelata dal recente referendum: ah, quanto facevano comodo i loro Sì o No, così come fa comodo alle casse dei nostri Comuni introitare imu, tasi e tari che sono pagati dai nostri emigranti per le case che hanno lasciato, seppur vuote, in Italia.
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| Claudio Barbaro |
E un moto di soddisfazione, di gioia è scaturito in molti di loro quando si è diffusa la notizia che Claudio Barbaro, presidente di Associazioni Sportive Sociali Italiane (acronimo ASI) ha accolto la mia proposta di istituire il Premio ASI Italiani nel mondo. Una vera novità rivolta a quei nostri Emigrati che, nello Sport come nella Cultura e nel Sociale, si stanno distinguendo.
D'altronde l'Italianità è nelle radici dell'ente, lo stesso Barbaro si fece promotore di un'iniziativa nazionale per tutelare il nostro Tricolore.
Ecco che in soli due anni il premio ha raggiunto nostri connazionali negli USA, in Gran Bretagna, nel Granducato del Lussemburgo e in Svezia: vere eccellenze!
Davvero un gran bel risultato che accompagna Claudio Barbaro alla rielezione a presidente nazionale dell'ASI, ente che l'ha visto tra i fondatori nel lontano aprile 1994
domenica 15 gennaio 2017
Grandi nomi al PREMIO ITALIANI NEL MONDO
| Ileana Salvador, medaglia d'argento a L'Aia (1989) |
Si celebrerà la mattina di domenica 29 gennaio, nel Teatro Comunale di Fiuggi, la seconda edizione di questa iniziativa. La suggerii nel dicembre 2015 a Claudio Barbaro, presidente nazionale dell'ASI, che la condivise prontamente inserendola tra i più importanti conferimenti di ASI - Associazioni Sportive Sociali Italiane, .
Il "Premio ASI ITALIANI NEL MONDO", attraverso le valutazioni da parte di una commissione presieduta da Gianmaria Italia affiancato da cinque importanti dirigenti dell'ASI*, si prefigge di gratificare nostri connazionali residenti all'estero e che si stanno distinguendo nei settori Cultura, Sociale e Sport.
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| Luisella Suberni Piccoli |
Quest'anno il Premio va a quattro eccellenze:
- per lo Sport alla straordinaria marciatrice Ileana SALVADOR. Dopo avere portato all'Italia numerosi successi internazionali (suo il più ricco medagliere di specialità) e fissato tre record mondiali che tuttora detiene, vive da una ventina d'anni in Svezia dove ha messo la propria griffe in quattro titoli assoluti. Si è laureata in Pedagogia ed è ora un'apprezzata funzionaria della nostra Ambasciata a Stoccolma;
- per la Cultura alla regista teatrale Luisella SUBERNI PICCOLI.
Triestina d'origine vive da trent'anni in Lussemburgo dove ha costituito la compagnia Treatrolingua che mette in scena opere di Goldoni, De Filippo, Tofano, Garinei e Giovannini, Italo Svevo e altri celebri autori italiani. Il 25 maggio sarà al Teatro Hamlet di Roma per presentare l'originale piéce "Va' all'Inferno, Dante!".
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| A destra il giovanissimo Gaetano Indomenico a Floridia nel 1964 |
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| Gaetano Indomenico oggi |
- per il Sociale abbiamo due premiati:
un Italiano che vive all'estero: Gaetano INDOMENICO, originario di Floridia (Siracusa) dove nacque l'11 gennaio 1939. Trasferitosi nel 1964 a Hartford (Connecticut, Usa) lavorò come muratore, ma si mise presto in proprio e ora è un imprenditore edile fra i più affermati; ha lodevolmente contribuito a iniziative sociali e culturali della sua città natale e all'avvio di attività imprenditoriali come l'ippodromo Mediterraneo e Marconi Italia. (le foto qui sopra sono state gentilmente concesse da Mr Paul Pirrotta, Casa Emigranti Italiani di Hartford)
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| Delfina Licata |
Il secondo premio per il sociale non varca i confini nazionali; si è deciso di premiare la FONDAZIONE MIGRANTES che quest'anno celebra i 30 anni e che, attraverso l'annuale Rapporto Italiani nel mondo, dal 2006 pubblica tutti i numeri dell'Emigraziome italiana: province di provenienza, paesi di destinazione, fasce d'età e saggi in un volume di 500 pagine. Un meticoloso e autorevole lavoro di ricerca magistralmente coordinato da Delfina LICATA, e a cui attingono tutti gli organi d'informazione.
* membri della commissione: Natalina Ceraso Levati, Sebastiano Campo. Vittorio Fanello, Sandro Giorgi, Giuseppe Scianò e, quale coordinatore, Gianmaria Italia.
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| Il Gruppo Teatrolingua diretto da Luisella Suberni Piccoli |
mercoledì 11 gennaio 2017
CCIAA Milano, richieste di pagamento anche dopo sei anni
Dalla CCIAA di Milano, attraverso Equitalia, può arrivare una richiesta di pagamento di € 128,17
Fin qui tutto appare possibile, un po' meno se si tratta di un importo che include oneri di riscossione, sanzioni pecuniarie ecc. per il diritto annuale di iscrizione alla Camera di Commercio di Milano del 2010.
Sì, del 2010 e allora l'accettazione di un addebito del genere è ancor meno facilmente digeribile, se poi aggiungiamo che per la CCIAA tale addebito non va in prescrizione e che questa Istituzione rappresenta il fiore all'occhiello dell'economia italiana lascio a lettrici e lettori di questo post ogni personale deduzione.
Ma il presidente Carlo Sangalli è a conoscenza di questi ritardi?
Volete che faccio un elenco di quanti e quali documenti si possono cestinare già dopo cinque, se non due, anni?
Per questo chiedo alla Dirigenza della CCIAA: è mai possibile che ci si accorga solo dopo 6 (sei) anni che un'azienda ha omesso di pagare € 88,00 (perché questa è la quota del diritto annuale)?
Mi riprometto di andare personalmente in via Meravigli per chiedere, non certo un trattamento di favore (giammai), ma, a nome della persona ex iscritta ala Camera di Commercio, se questo è un bel modo di presentare la propria efficienza.
Fin qui tutto appare possibile, un po' meno se si tratta di un importo che include oneri di riscossione, sanzioni pecuniarie ecc. per il diritto annuale di iscrizione alla Camera di Commercio di Milano del 2010.
Sì, del 2010 e allora l'accettazione di un addebito del genere è ancor meno facilmente digeribile, se poi aggiungiamo che per la CCIAA tale addebito non va in prescrizione e che questa Istituzione rappresenta il fiore all'occhiello dell'economia italiana lascio a lettrici e lettori di questo post ogni personale deduzione.
Ma il presidente Carlo Sangalli è a conoscenza di questi ritardi?
Volete che faccio un elenco di quanti e quali documenti si possono cestinare già dopo cinque, se non due, anni?
Per questo chiedo alla Dirigenza della CCIAA: è mai possibile che ci si accorga solo dopo 6 (sei) anni che un'azienda ha omesso di pagare € 88,00 (perché questa è la quota del diritto annuale)?
Mi riprometto di andare personalmente in via Meravigli per chiedere, non certo un trattamento di favore (giammai), ma, a nome della persona ex iscritta ala Camera di Commercio, se questo è un bel modo di presentare la propria efficienza.
martedì 10 gennaio 2017
Vilipendio alla bandiera da due altoatesini
Due giovani italiani in vacanza in Thailandia hanno strappato alcune bandiere di quel Paese.
Se la sono cavata con una pena alquanto mite: multati ed espulsi.
Una volta arrestati, alquanto sorpresi avevano dichiarato che in Italia "la bandiera non è così importante".
Ma cosa dicono?
A parte che non è affatto vero perché l'art 292 del codice penale è dedicato al vilipendio alla bandiera, sarà il caso che appena tornano in Aldo Adige siano convocati da un nostro giudice e appropriatamente redarguiti, oltretutto hanno "oltraggiato" l'Italia perchè, con il loro comportamento, hanno fatto fare una brutta figura al nostro paese.
Mentre il pensiero corre a qualche simile episodio nostrano vorrei anche rivolgermi ai loro genitori e alle scuole che li hanno avuto per allievi: ma che cosa avete insegnato loro?
Se la sono cavata con una pena alquanto mite: multati ed espulsi.
Una volta arrestati, alquanto sorpresi avevano dichiarato che in Italia "la bandiera non è così importante".
Ma cosa dicono?
A parte che non è affatto vero perché l'art 292 del codice penale è dedicato al vilipendio alla bandiera, sarà il caso che appena tornano in Aldo Adige siano convocati da un nostro giudice e appropriatamente redarguiti, oltretutto hanno "oltraggiato" l'Italia perchè, con il loro comportamento, hanno fatto fare una brutta figura al nostro paese.
Mentre il pensiero corre a qualche simile episodio nostrano vorrei anche rivolgermi ai loro genitori e alle scuole che li hanno avuto per allievi: ma che cosa avete insegnato loro?
domenica 1 gennaio 2017
Il sostegno di Sergio MATTARELLA ai nostri giovani emigrati
Non meno
significative le parole del Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno:
“…a tutti gli
italiani, a quelli che risiedono e a quelli che ne sono lontani per lavoro o
per studio e sentono intensamente il vincolo di appartenenza alla patria. (....) Avete
conoscenze e potenzialità molto grandi, deve esservi assicurata la possibilità
di essere protagonisti della vita sociale. Molti di voi studiano o lavorano in
altri paesi d'Europa: una grande opportunità, ma deve essere una scelta libera; se si è costretti a lasciare l'Italia per mancanza di occasioni si è di fronte
ad una patologia a cui bisogna porre rimedio. I giovani che decidono di farlo
meritano sempre rispetto e sostegno e quando non si può riportare nel nostro
paese l'esperienza maturata all'estero viene impoverita l'intera società”.
Occorre forse aggiungere altro?
Occorre forse aggiungere altro?
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