giovedì 15 novembre 2012

Sindrome GIULIANO AMATO ‘92?

SINDROME GIULIANO AMATO ‘92?
Questi prelievi  che il Governo (con l’approvazione del Parlamento) sta attuando sembrano una copiatura adattata ai tempi di quanto fece vent’anni fa Giuliano Amato.
Nel suo primo mandato di Presidente del Consiglio si trovò di fronte una difficile situazione finanziaria e così, fulgida idea, dispose un prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari sotto la motivazione di “interesse di straordinario rilievo”. Era l’11 luglio 1992 ma ebbe effetto retroattivo al 9 luglio. 
Nel frattempo leggo che (lui, Giuliano Amato) ha espresso l'interesse ad elargire due anni di indennità per i politici non rieletti, per favorire il loro ....reinserimento.
Ma avete capito? Verrebbe facile consigliargli di donarli lui quei denari togliendoli dalla ricca mensilità che incassa; mi limito a ricordare ad Amato che i parlamentari fanno a gara per essere eletti, per cui...
E non ci venga a dire che mentre sono parlamentari ignoranodo del tutto la loro professione. 
E dire che del "dottor Sottile" si sussurrava anche una candidatura al Quirinale... Bell'esempio verso un paese che vede crescere la povertà.
Mettendola sul faceto; è come se ad una squadra che perde riconoscessero ugualmente dei punti in classifica, o no? Cosa dire allora ad artigiani e negozianti che si sono trovati a non rialzare più la saracinesca? Per loro la minestra dell'Opera San Vincenzo.
Bocciata l'idea e il proponente!
Mi domando: ma il potere deve comunque esercitarsi per dimostrare che esiste?

mercoledì 14 novembre 2012

MOMENTI DI GLORIA recensione

Passati tre mesi dalla XXX Olimpiade pubblico volentieri la recensione del film Momenti di gloria scritta da Donatella Italia
 
Una colonna sonora inconfondibile, una scena, quella dei ragazzi che corrono lungo le sponde di un fiume, che racchiude tutta la forza e la voglia di arrivare – riproposta durante la Cerimonia di apertura di Londra 2012 – e infine un titolo indimenticabile: sì, questo mese parliamo di “Momenti di Gloria”, titolo originale Chariots of Fire.
Questo capolavoro del 1981 diretto da Hugh Hudson ci racconta, in un lungo flashback, le autentiche gesta degli universitari di Cambridge che si allenarono per partecipare ai Giochi Olimpici di Parigi 1924.
La voce narrante non è quella di uno dei due protagonisti principali, Eric Liddell e Harold Abrahams, bensì dell’amico di quest’ultimo, Aubrey Montague, che attraverso le lettere che manda ai genitori ci porta nel mondo di Cambridge agli inizi degli Anni Venti, con le gioie e le speranze dei giovani laureandi appena iscritti.
Tra questi spicca appunto Harold Abrahams che cerca nella corsa un modo per farsi notare nella società snob di Cambridge restia a considerarlo poco più di un “figlio di un ricco ebreo”; grazie al sostegno dei suoi amici e all’aiuto di un allenatore professionista balzerà agli onori della cronaca.
Il suo contraltare è il giocatore di rugby Eric Liddell, scozzese e fervente cattolico, che lascia il mondo della palla ovale per sposare quello della corsa veloce. La lotta a distanza tra i due li vede sfidarsi in una competizione in cui lo scozzese ha la meglio, questo comporta una profonda crisi per Abrahams i cui sogni ambiziosi si infrangono contro una dura realtà: non è lui il più veloce. Per uscirne non bastano la comprensione e l’amore di Sybil, attrice di teatro divenuta sua compagna, né l’incrollabile fiducia che i suoi amici, primo fra tutti il nobile Andrew Lindsay, nutrono per lui: c’è bisogno di un professionista. In suo aiuto arriva Sam Mussabini, allenatore professionista che decide di accogliere le ambizioni del ragazzo e farlo diventare l’uomo più veloce del mondo.
“Ciò che Dio ha dato non si acquista.”, con queste parole Mussabini sprona Abrahams, cambiandogli la falcata (“Falcata lunga: morte del velocista”) e seguendolo passo passo in una crescita soprattutto interiore.
Ovviamente anche Liddell non è da meno nell’impegnarsi e il montaggio di Terry Rawlings ci propone il parallelismo degli allenamenti dei due atleti, la loro forza e il loro credere nelle proprie capacità.
Finalmente si arriva a Parigi 1924, Cambridge regala alla Gran Bretagna le gambe di Abrahams, Lindsay e il nostro narratore Montague; insieme a loro, ovviamente, Liddell. Sulla nave che li sta portando in Francia, però, c’è un colpo di scena: la notizia che le eliminatorie dei 100 metri si terranno di domenica, giorno in cui il cattolicissimo Liddell si rifiuta di gareggiare per rispettare il terzo Comandamento “Ricordati di santificare le feste”.
I Giochi Olimpici iniziano e l’ “Affaire Liddell” resta; a risolverlo interviene lord Andrew Lindsay, il quale, appagato da un argento nella corsa a ostacoli, offre il proprio posto nella gara dei 400 metri (in programma ovviamente in altro giorno della settimana) allo scozzese di modo che possa anch’egli gareggiare e mostrare le proprie qualità senza venir meno al suo credo.
I Giochi Olimpici di Parigi si concludono con un trionfo per i due protagonisti: sia Abrahams nei 100 m sia Liddell nei 400 m conquistano l’oro e tornano a casa accolti con onore.
Le ultime scene del lungometraggio ci fanno sapere che Abrahams seguirà le orme del padre nel mondo degli affari e Liddell si recherà come missionario in Cina, ove morirà alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Abituati come siamo alle grandi descrizioni delle gesta atletiche tipiche delle pellicole di Hollywood, questo film inglese potrebbe quasi deludere chi ama i colpi di scena e memorabili scenografie: luci calde, personaggi ben delineati e soprattutto molta poca retorica.  Le vere gesta di Abrahams e Liddell non vengono particolarmente romanzate, salvo il dettaglio del cambio di specialità: poichè le date delle gare erano conosciute agli atleti da mesi, in realtà lo scozzese si iscrisse direttamente ai 400 metri. Ma è da scene come queste che possiamo capire che non ci troviamo di fronte a un prodotto di Hollywood: l’offerta di Lindsay viene proposta in modo quasi casuale, senza sottolineature eccessive o retoriche forzate.
Anche il rallenty, spesso abusato nel cinema sportivo, viene qui usato sapientemente per sottolineare i momenti di maggior tensione ed evidenziare il pathos vissuto dai protagonisti durante le gare.
La pellicola ebbe 7 Nomination agli Oscar e ne vinse ben 4: miglior Film, miglior Sceneggiatura originale, migliori Costumi e, ovviamente, miglior Colonna sonora, quella “Chariots of Fire” del compositore greco Vangelis che dall’82 accompagna la gran parte dei filmati di atletica. Oltre alla mitica statuetta, il produttore David Puttnam si aggiudicò anche il Golden Globe e il premio Bafta (British Academy of Film and Television Arts). Il montaggio di Terry Rawlings avrà la nomination per l’Oscar e il Bafta
Purtroppo la gloria del film non accompagnò i suoi interpreti: Ben Cross (Abrahams) troverà soprattutto parti da caratterista, mentre Ian Charleson (Liddell) avrà purtroppo una sorte ben triste. Dopo i ruoli del Reverendo Charlie Andrews in “Gandhi” e del regista Marco in “Opera” del nostro Dario Argento non avrà altre apparizioni importanti e morirà a soli 40 anni per AIDS. In suo onore vennero istituiti gli “Ian Charleson Awards” per premiare le performance più classiche degli attori sotto i trent’anni in Regno Unito e il centro contro l’HIV presso il Royal Free Hospital a Londra porta il suo nome.
Tutti noi, comunque, continueremo a emozionarci ascoltando le note di “Chariots of Fire” e immagineremo di essere con quei ragazzi a correre, tutti insieme, sulle rive del fiume Cam.


DItalia© proprietà riservata

lunedì 12 novembre 2012

ESODATI: LA TROVATA DEL GOVERNO
La panacea arriverà mettendo le mani nelle tasche di pensionati?  
Il Governo sta per varare un provvedimento particolarmente discutibile e per certi versi iniquo: fermare l'adeguamento al costo della vita per tutte le migliaia di pensioni dai 2880 eur (lordi). I denari risparmiati serviranno a sanare il proprio errore sugli esodati.  Ma stavolta non è "colpa" del Governo tecnico: relatori in commissione sono stati Brunetta (Pdl) e Baretta (Pd). Va però detto che il peccato originale sta nell'innalzamento dell'età pensionabile senza avere dei numeri precisi (chi doveva fornirli?) sui lavoratori usciti o uscenti dall'attività. E' stato un errore di tale gravità che in un'azienda avrebbe comportato l'invito a guadagnare la porta...
Perchè iniquo? Perchè non puoi correggere un tuo errore togliendo a migliaia di pensionati la legittima rivalutazione del suo assegno pensionistico.
E di fronte alle legittime proteste non ci vengano a dire che "è solo colpa del governo dei tecnici" perchè poi i provedimenti passano da Camera e Senato dove sono votati dai politici.
Leggo su un sito che un giornalista invita il ministro ad attingere dalle pensioni che  impropriamente definisce "d'oro": "Cara Fornero i soldi prendili qui". 2900 eur lordi al mese non è una pensione d'oro, come definire allora quelle dei parlamentari e dei dirigenti dello Stato?. Le pensioni su cui il Governo (su documento dei politici!!!) stanno per intervenire è, il più delle volte, il frutto di un  legittimo accantonamento per un lungo periodo (anche oltre 40 anni) di lavoro subordinato, senz'altro non certo da baby pensionato (ricordo la schiera degli ex dipendenti pubblici che si somo ritirati in pensione da quarantenni dopo aver versato contributi per 19 anni 6 mesi e 1 giorno, e talvolta anche meno).
I pensionati su cui cadrà il provvedimento (per rimediare ad un errore del ministro Fornero e deio suoi consiglieri), insieme a tutti coloro che percepiscono una pensione oltre le tre volte di minima (480 eur lordi è la minima), hanno già subito il fermo degli aumenti annuali  e rappresentano ancora quel flusso di spesa quotidiana che tiene a galla l'economia.
Si ricordi che i versamenti di contributi all'INPS,  sebbene obbligatori, rappresentano un contratto tra il lavoratore e l'ente di previdenza e non si individuano le ragioni perchè lo Stato debba alterarlo.
Non dimentichiamo che, appena nato, questo "governo dei tecnici" ha varato il grave provvedimento sui tagli delle pensioni mentre non ha potuto usare identica mannaia con soggetti privilegiati.
Il Governo placherà quindi una piazza, ma se si ribellasse un'altra?
  

  

sabato 10 novembre 2012

Una nuova croce


http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/scontornata_manchette/public/fiocco_0_1.png© Le foto pubblicate in questo blog sono proprietà riservata di Gianmaria Italia.




UNA NUOVA CROCE

Appena rientrato da uno dei frequenti viaggi in Lussemburgo ho portato in ricordo l'immagine di questa croce a nodo che mi era finora sconosciuta.
E' nell'abbazia benedettina di Clervaux, nel distretto di Diekirch, nella parte settentrionale del Paese.
E' visibile su un'altare e contraddistingue le varie stazioni della Via Crucis.
Ringrazio chi mi darà qualche spiegazione storica.

Plastico dell'abbazia di Clervaux (Lussemburgo)

lunedì 22 ottobre 2012



GIANMARIA ITALIA SOSTIENE LA CAMPAGNA DI SOLIDARIETA' PER MASSIMILIANO LATORRE  E  SALVATORE GIRONE , MARO' DEL REGGIMENTO SAN MARCO DETENUTI IN INDIA


Per i contenuti alquanto rilevanti e di interesse sociale riporto in "prima pagina" un mio editoriale che trovate anche nella rubrica PENSIERI d'ITALIA:
480 eur di pensione possono essere troppe per l' INPS. A una signora di Trento (che ha peraltro il marito con gravi problemi di salute) l'istituto di previdenza ha riscontrato l'avere pagato una pensione eccessiva e le chiede indietro la parte eccedente. La signora non è una finta invalida e percepisce una pensione che non arriva ai 500 eur mensili. Ora, con l'emolumento decurtato e i 100 eur ogni mese che dovrà restituire, la sua pensione non arriverà ai 300 euro mensili. C'è da chiedersi come si possa corrispondere una pensione inferiore al minimo vitale che, per il 2012, è di 481 eur. Un dato che sconcerta se pensiamo a quanto sia stato facile per certi parlamentari e consiglieri regionali "conquistare"  dopo pochissimi anni una pensione di importo peraltro ben superiore.
               


     W IL 4 NOVEMBRE  
ONORE AI CADUTI  W I REDUCI    
stava scritto sui volantini che, da bambino, con mio Nonno andavo ad attaccare sui muri e sui portoni delle case nel nostro paesino in montagna. E poi il 4 Novembre tutta la gente si recava davanti al Monumento ai Caduti e molti si commuovevano. Quei Monumenti (iniziale maiuscola d'obbligo) era e resta un simbolo di onore verso quei nostri Soldati, il loro sacrificio sia perenne monito per tutti. 

                               * * *                                 
 

                                  SULLE FERRARI
                     


Nel mondo della F1 si è contestata la decisione della Ferrari (uno dei prestigiosi simboli del nostro Paese) di fare gareggiare le sue macchine nel GP India con la bandiera della nostra Marina Militare. E perchè mai?
E' un messaggio di solidarietà di rilevanza internazionale nei confronti del maresciallo Massimiliano LATORRE e del sergente Salvatore GIROLAMO del Reggimento San Marco trattenuti in India dalla metà di febbraio. Questi nostri marinai stavano proteggendo una nave italiana da attacchi di pirateria in acque internazionali e così si sono comportati. 

E' amaro constatare che appena motovedette straniere sequestrano o mitragliano un nostro peschereccio nel Mediterraneo ci scandalizziamo, alziamo la voce, imprechiamo minacciando bellicose ritorsioni e quant’altro, ma poi, alla prova dei fatti, voltiamo la testa dall'altra parte.  Ebbene, dalla metà di febbraio due fucilieri del valoroso Reggimento San Marco sono trattenuti nello stato del Kerala, in India. La diplomazia si muove, ma anche noi tutti facciamo vedere la nostra Italianità, la nostra solidarietà con il Tricolore. Sventoliamolo anche fuori da uno stadio e, in questo caso, la bandiera della Marina Militare è il simbolo più appropriato.
Amici, esponiamola nei blog affinchè chi li apre raccolga il nostro messaggio: "Ragazzi, l'Italia è con voi!"
                          File:Bandiera ITALIA Marina Militare 1946 animata.gif                   
                                  *

 L'INQUISITORE DI SABBIONETA 
approda a Milano in via Frua
 
Martedi 15 gennaio ore 18,30
Questo romanzo storico-noir, dopo gli incontri di Sabbioneta, Mantova e Monza, sarà infatti ospite della Biblioteca Civica "Sicilia" in via Sacco - ang via Frua  (MM1 De Angeli)             telef 02 88465863

Si ringrazia per l'ospitalità la sua direttrice Dott.sa FEDERICA TASSARA e, per la preziosa collaborazione, il giornalista SERGIO MERZARIO, presidente dell'Assoc. Culturale ACR ACCADEMIA e  del  CCR IL BAGGESE, sempre attento alla diffusione della Cultura a Milano.
http://acraccademiailbaggese.blogspot.it/?spref=fb



IL PENSIERO DEI LETTORI

"Caro Gianmaria, sto leggendo il tuo particolarissimo romanzo. Mi intriga da morire, è descrittivo al punto giusto, storico quel che basta per goderlo, insomma una ricetta piacevole e da leggere in un fiato solo.  Mi piace da morire con la giusta suspense e...... colpo di scena finale che  ...non l'ho ancora letto ma lo pregusto!!!!!!!!”    
M.Cristina Mambretti (insegnante), Monza

"Il racconto mi ha tenuto col fiato sospeso sino alla fine e, Ti posso confessare che, in certi momenti ho provato delle sensazioni del tutto particolari quando per es. i due ragazzi si erano allontanati
E Donatella si sentiva sola senza alcun aiuto e soprattutto senza capire il motivo della lontananza di Davide. Avevo quasi Il cuore in gola anch’io perché immaginavo chissà che fine avrebbero  fatto!! Molto ben dettagliata e particolarmente misteriosa la figura dell’inquisitore  che rappresenta la filosofia del libro e cioè quanto sia stato importante anche allora il problema religioso. " 
Pietro M. – Monza

”Buongiorno signor Italia, ho finito il libro già alcuni giorni fa, e adesso finalmente ho un po' di tempo per scriverle... Sì, mi è piaciuto, specialmente nella prima parte, dove l'ambiente un po' fosco è molto ben rappresentato: lo stile di vita e le abitudini, tanto diversi dai giorni nostri, ma uguali nelle cose fondamentali.
Il finale poi, l'ho letto velocemente prché avevo voglia di sapere come andava a finire....
E mi è venuta un gran voglia di visitare la città, l'ho messa nel programma per il prossimo anno:
voglio vedere tutti i monumenti molto interessanti che ci sono!
Tanti cordiali saluti a lei a alla sua famiglia.”
Prof. Maria Sartori Plebani - Lussemburgo


”Ti devo fare i complimenti per il tuo libro. Veramente l' avevo letto tutto di un fiato la sera stessa che me lo hai dato e l'ho trovato interessantissimo e godibilissimo,ma non ti avevo detto nulla in quanto volevo rileggerlo.Chiedo venia. In attesa di una tua prossima opera.” 

Carlo P. - Monza

"Grazie di avermelo donato, e grazie per la dedica gentile che ha voluto scrivere. Lo terrò tra le cose che mi sono care.
Sono stato a Sabbioneta tanto tempo fa e in qualche modo ci sono tornato. Un po’ in gita anch’io con la scolaresca del pullman che nel libro mi pare descritta con tinte leggere e precise, quasi un acquarello  (mi è rimasta negli occhi la scena dei bimbi che guardano la strada che corre inginocchiati sul sedile posteriore), e un po’ perché ci ricorda che dietro la bellezza di facciate e palazzi ci siano eventi e storie che non dovremmo dimenticare. Pagine buie e crudeli di ignoranza e pregiudizio, come quelle verso la comunità ebraica. Mi ha colpito la notazione sul piede alzato delle statue equestri che simboleggerebbe la morte per malattia o in battaglia del condottiero. Bella la trama:  il bottone d’oro che riporta la storia ai nostri giorni mi pare particolarmente felice . Ma la cosa che mi piaciuta  di più è l’aria sincera che circola dall’inizio alla fine del romanzo. Bella aria, fatta di educazione verso le cose e le persone.          
Carlo D. - Milano


"che storia avvincente! che suspense! come è descritta bene Sabbioneta e come giochi con  l'antico e l'attuale, la storia e la fantasia! e fai in modo che tutti si fondono insieme  sono sicura che avrai i giusti riconoscimenti per questo bellissimo romanzo"   

Anna Biraghi - Sesto S.G.



Dario Colombo, affermato rallysta internazionale, ha donato una copia del libro ad una sua conoscente: “Ne è rimasta entusiasta. L’anno scorso, oltretutto, era stata a Sabbioneta e, leggendolo, le è sembrato di tornarci un’altra volta”


“Ciao Gianmaria, sono riuscito a prolungare la lettura del tuo romanzo sino al terzo giorno di vacanza, Di più non è stato possibile. La lettura della storia prende molto e genera una continua aspettativa che ti spinge a partire immediatamente con il capitolo successivo pregiudicando a volte la riflessione su quanto letto. Per questo motivo, e soprattutto per approfittare tanto delle dotte citazioni quanto della cultura storica che si può apprendere da un testo curato ed attento all’ambientazione, ho deciso di ricominciare la lettura. Ti confesso poi di avere appreso molte cose interessanti sulla cultura ebraica delle quali ero totalmente ignorante. Rimane l’emozione per il finale e la speranza che questa storia abbia un seguito. Lo merita proprio.  Con mia moglie, che ha letto il tuo libro, abbiamo pensato di fare una piccola gita a Sabbioneta. L’Italia che dobbiamo ancora conoscere è veramente tanta ma Sabbioneta, per colpa del tuo romanzo e per la vicinanza, ci intriga e ci stimola ad effettuare al più presto questa gita. Ciao ”    
 Antonio R. - Cologno M.se 


"il libro merita molto ed è stato un piacere acquistarlo"  -  Massimo V. (giornalista) - Mantova

“Ho avuto il privilegio di leggere il romanzo storico in anteprima e posso dirvi che mi  è molto piaciuto e merita di essere letto ;prossimamente lo presenteremo anche a Monza.  Complimenti  di cuore a Gianmaria  che spero continui a scrivere  romanzi , non solo articoli per i  vari media.”            Gabriele Stefanoni – Monza



“Sono contento per lei e la sua famiglia e orgoglioso di aver letto il libro ancora prima che fosse offerto all'editore per la stampa.” 

Luca Zavattoni – Milano 




"E bravo il nostro Italia !!!
Ci è piaciuto sai! anche se forse abbiamo trovato la prima parte un po' cattedrattica e quindi forse un po' fredda, ma probabilmente ci stava; la seconda parte invece ............ te lo assicuriamo proprio: la suspence era palpabile, eri costretto a proseguire la lettura perchè non vedevi l'ora di scoprire cosa fosse successo e perchè! E poi i fantasmi, i misteri, il soprannaturale, i brividi ............. per fortuna tutto rientra nella normalità.
E bravo di nuovo il nostro Italia!!!"
da Erica e Ico Riontino - Trieste
 

"L'ho trovato avvincente".  Antonella C. - S.Felice s/Panaro

"E' scritto bene, breve ed agile il periodare, chiaro il carattere di stampa, avvincente; insomma un bel libro che sono contento di aver letto"   
Raul Tentolini - Casalmaggiore

"Carissimo, complimenti per l'ultimo lavoro".   Maurizio M. - Cremona 

"Comunque il romanzo mi è proprio piaciuto."  Luisa Decò - Parma

"Sto leggendo il tuo libro che trovo veramente coinvolgente e molto ben scritto"                 Enrico Radaelli . Arcore




sabato 20 ottobre 2012

Libreria Di Pellegrini - Mantova

Situata nel centro storico di Mantova, a due passi dall'imponente Teatro Sociale e con un balcone che si affaccia sul pittoresco canale Rio, la Libreria Di Pellegrini rappresenta da tre generazioni IL tempio della letteratura mantovana. Nata nel 1920 su iniziativa di Adamo Di Pellegrini è qui che si ritrovano  gli appassionati di Cultura perchè, quasi ogni giorno, la dott.sa Marina di Pellegrini organizza eventi che sanno interessare giovanissimi e adulti: uno straordinario salotto letterario che porta prestigio alla città dei Gonzaga che pure vanta espressioni e testimonianze impareggiabili.

Nel pomeriggio di sabato 20 ottobre si è tenuta la presentazione dell'Inquisitore di Sabbioneta. Accanto all'autore la dott.sa Di Pellegrini ha posto due rilevanti testimonial: Emanuele Colorni (presidente della Comunità Ebraica mantovana) e Stefano Patuzzi che, attingendo dai vari brani del romanzo, ha tenuto una vera e propria lezione di Ebraismo. Davvero straordinario! 
Particolarmente gradita fra il pubblico la presenza del Prof Levi e di Alberto Sarzi Madidini che ha voluto, ancora una volta, essere vicino al cammino di questo romanzo e rappresentare Sabbioneta.

 Marina Di Pellegrini (dietro si scorge il Rio)
 una parte del pubblico con, in prima fila, il Prof Levi
Sarzi Madidini, Italia, Colorni e Patuzzi

domenica 14 ottobre 2012

LA BAMBOLA AL MUSEO
Si tratta della bambola protagonista di un intero capitolo e significativamente presente in altre pagine del romanzo L'Inquisitore di Sabbioneta. Come si conviene ai personaggi venne presentata ufficialmente nella cittadina mantivana insieme al libro ricevendo benevoli attenzioni da parte dell'Assessore provinciale alla Cultura Dott.sa Francesca ZALTIERI. A pag 92 del libro si  legge che viene donata alla signora Cecilia Bernardi perchè entri a fare parte della ricca collezione che popola il suo Museo delle Bambole (è a Sabbioneta ed è il terzo in Italia). Un'ulteriore conferma di come il romanzo abbia coinvolto la cittadina.
La "promessa letteraria" è stata mantenuta sabato 13 ottobre con la consegna ufficiale a suo figlio Graziano Contesini che l'ha riposta in una splendida teca del Museo, affiancata dalla dichiarazione di autenticità e da una copia del libro.

Nella foto il delicato gesto dell'assessore provinciale Dott.sa Zaltieri con in braccio la bambola