giovedì 22 giugno 2023
Al bando gli imballi in plastica? Una follia.
"Nous risquons d'avoir plus de gaspillage alimentaire", vale a dire che avremo un maggior spreco di cibo quale conseguenza dell'eliminazione dell'imballaggio di plastica a frutta e verdura. E' il titolo di quanto pubblicato ieri dal quotidiano lussemburghese L'Essentiel. Si tratta dell'illuminata fantasia di euroambientalisti che, animati da una forsennata ideologia, ignorano quanto si sia rivelata essenziale la protezione della plastica per i prodotti alimentari, soprattutto per frutta e verdura continuamente sotto il contatto di addetti e consumatori. La plastica fa parte della nostra vita da almeno settant'anni; di per sé non è nemica dell'ambiente, lo sono tutti quei soggetti che non la sanno o non vogliono smaltirla come si conviene. Anche un pezzo di vetro o di ceramica, se abbandonato, resta un intruso nell'ambiente anche tra cento anni.
Seregno, un calcio che ha sconvolto almeno due esistenze
Dopo quanto avvenuto domenica 18 su un campo di calcio a Seregno mi è venuto alla memoria il post che pubblicai il 1° Aprile "Il risultato dell'educazione che diamo ai figli". Ecco il tragico spunto di oggi: una partita in un torneo per under 9, quindi per bambini. Sì, perchè a 8 o 9 anni si è bambini, periodo in cui si ha ancora il piacere di correre dietro ad un pallone e, se ci si riesce, mandarla nella porta dell'altra squadra. Un divertimento che non doveva essere turbato. Non è sato così in un oratorio, il S. Ambrogio di Seregno dove, nel confronto tra la squadra della Polis e quella dell'oratorio San Carlo di Muggiò, una rissa tra genitori (!!!) ha causato la perdita di un rene a un uomo di 44 anni. Questi, un dirigente della Polis, era intervenuto per sedare una rissa tra genitori che assistevano alla gara. Invece è stato colpito da un calcio e quale conseguenza, gravissima, all’ospedale dove è stato ricoverato, oltre a riscontrare lesioni alla milza, gli hanno dovuto asportare un rene. Domandiamoci: che insegnamento possono avere offerto quei genitori? Nessuno, anzi un esempio sconvolgente: di essere stati pessimi educatori, uno per uno per avere generato e partecipato alla lite e per il tragico epilogo. Intanto, a perenne memoria, almeno due famiglie sono rimaste sconvolte: quella del ferito e quella del responsabile, ora imputato per lesioni gravissime.
venerdì 2 giugno 2023
DAVIDE DATO (finalmente) sul palco della Scala
La Scala ricorda Carla Fracci, la leggendaria ballerina e icona mondiale mancata nel 2021, attraverso la seconda edizione del Gala istituito, come voluto dal Direttore del Ballo Manuel Legris, per convogliare e celebrare nel suo nome la danza e il balletto con un ampio respiro internazionale.
Il prossimo 7 Giugno il teatro alla Scala vedrà protagonisti il suo Corpo di Ballo, i Primi ballerini, i Solisti e 4 ospiti internazionali: Alessandra Ferri, Roberto Bolle, Jacopo Tissi e Davide Dato, Primo ballerino dell'Opera di Stato di Vienna, al suo debutto* sul palcoscenico scaligero, oltre all'Orchestra del Teatro alla Scala che sarà diretta da Kevin Rhodes.
Nel programma titoli che ripercorrono la storia del balletto e si intersecano con quella di una straordinaria artista, che ha lasciato il segno come interprete del balletto romantico, del grande repertorio ottocentesco ma anche del temperamento e della modernità delle visioni coreografiche del Novecento.
Il biellese Davide Dato si esibirà nella splendida Danse Siamoise (Nijnsky) di John Neumeier dal suo balletto "Le Pavillon d´Armide", che Dato infatti ha ballato a Vienna sotto la guida di Manuel Legris, ora direttore del Corpo di ballo del Teatro alla Scala.(foto in copyright di Ashley Taylor)
* va notato che usare il termine "debutto" è alquanto singolare perché Davide, quando aveva 14 anni, non venne accettato dalla Scuola di ballo scaligera ...e ora lo applaudirà mentre io, già due anni e con legittima fierezza, lo elessi fa tra le eccellenze italiane con il Premio Italiani nel mondo.
domenica 14 maggio 2023
A Ossimo una reliquia per ricordare tutti i minatori
Se per le nuove generazioni Marcinelle può apparire un nome nuovo quando è ricordato ogni 8 Agosto, non lo è per tutte quelle popolazioni, soprattutto dei paesi di montagna, che hanno visto partire migliaia di loro figli verso le miniere. Quelle di ferro delle Terres rouges, tra Francia e Lussemburgo, o di carbone in Francia e Belgio. Ma anche in Istria, in quegli anni italiana, più esattamente a Arsa. Quasi nessuno sa che lì, il 28 Febbraio 1940, un'esplosione uccise 185 minatori e ne intossicò 150. Più tristemente celebre fu, sedici anni dopo (8 Agosto 1956), l'incendio a Marcinelle (Belgio) dove perirono in 262, 136 dei quali italiani. Ma tra il 1946 e il 1963, il grande bacino minerario belga attorno a Charleroi fu la tomba di 1126 lavoratori, di cui 867 italiani*. Ovunque la terra voleva vittime, agnelli sacrificali quale tributo per quel prezioso minerale che le si portava via. Nei loro paesi d'origine il ricordo è nella devozione a Santa Barbara patrona degli artiglieri e dei minatori, appunto. Nella bresciana Valle Camonica i reduci dalle miniere sono chiamati barbarini e nella chiesa parrocchiale di Ossimo Inferiore c'è un apposito altare. E proprio lì, su consiglio di Mons Angelo Bassi, il parroco Don Paolo Gregorini e Don Lino Zani, missionario appena rientrato dall'Amazzonia, hanno posto un'ampolla contenente carbone e minerali raccolti sul terril della miniera Bois du Cazier, a Marcinelle. Una reliquia per non fare dimenticare. (* cfr. A.Seghetto e R.Nocera ne Il Belgio degli Italiani)
Consegnato a tre nostre eccellenze il Premio Italiani nel Mondo
Don LINO ZANI, missionario; DAVIDE DATO, ballerino; RAFFAELLA CALABRESE, docente sono tre nostri connazionali a cui, in questi giorni, è stata consegnata la targa del Premio Italiani nel mondo, riconoscimento ideato nel 2015 dal giornalista Gianmaria Italia e inserito fra i premi dell'ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane. In realtà l'assegnazione per merito risale a differenti periodi, ma l'assenza dall'Italia di loro tre ne aveva ritardato la consegna che è avvenuta in questa prima metà di Maggio. Don LINO ZANI è appena rientrato dal Brasile dove ha svolto in modo encomiabile la sua attività di missionario e ha raggiunto Ossimo, suo paese natale in Valle Camonica. Lo aspettavano tutti e per sabato 6 Maggio il sindaco Cristian Farisè aveva organizzato una bella festa coinvolgendo autorità civili e religiose dei paesi vicini, varie associazioni e tutta la comunità che si è stretta attorno al sacerdote. Don Lino è molto amato a Ossimo dove è nato nel 1948; nella chiesa parrocchiale ha ricevuto i sacramenti e ha celebrato la sua prima messa. Nella foto in alto il momento della consegna della targa-premio e qui mentre si rivolge ai presenti, dietro di lui alcuni Alpini e Italia
A DAVIDE DATO, etoile dell'Opera di Vienna che abbiamo ammirato in occasione del Concerto di Capodanno, la targa è arrivata invece in un pacco postale perchè i numerosi impegni artistici lo hanno tenuto lontano dalla sua sede. Ha tuttavia molto ben gradito il riconoscimento e ne è fiero. Nella foto ci mostra il contenuto del pacco aperto: targa e lettera ufficiale della proclamazione. Per la professoressa RAFFAELLA CALABRESE la consegna ha trovato la complicità del suo arrivo a Milano perchè sta per iniziare un periodo di insegnamento che si terrà a Ispra per conto dell'UE. E' titolare della cattedra di statistica presso l'Università di Edimburgo, ma non solo: è direttore del Dottorato Fintech, Program Director del Master in Banking innovation ed è membro dell'osservatorio UE sui pagamenti e associata dell'Istituto europeo di ricerca sul credito. Recentemente si è fatta apprezzare per i contributi a piccole e medie imporese. Non solo: aiuta un'associazione che si occupa dei rifugati in Scozia...ed è felice mamma di Olivia e Rachele (tutte le foto proprietà riservata di Gianmaria Italia)
martedì 9 maggio 2023
Caro Ciclista, la smetta di ignorare le regole
E' la più logica risposta al cartello "Smetta di ignorare il ciclista" esposto durante una delle ormai frequenti manifestazioni di ciclisti.
Il grave incidente che ieri, sulla via Comasina a Milano, ha portato al decesso di un ciclista di 55 anni - di fronte al quale tutti avrebero dovuto fermarsi in rispettoso silenzio - ha generato invece l'ennesima protesta di ciclisti che hanno sbandierato solo propri diritti e aspirazioni, ma ignorando i doveri. Vorremmo che tutta quella maggioranza di cittadini che assiste silenziosa alle ripetute violazioni del Codice della strada, compresi gli agenti della Polizia locale, prendano posizione. Dobbiamo infatti ricordare a quei politici mossi solo da convenienza elettorale e agli impuniti che siamo stanchi di vedere sfrecciare biciclette sul marciapiede, attraversare incroci malgrado il semaforo sia rosso o pedalano sulle strisce pedonale. Abbiamo mai notato quanti pedalano parlando al cellulare? Allora, caro ciclista che protesti senza sapene neppure come si sono svolti i fatti, quali le reali cause di certi tragici incidenti, sarebbe opportuno che ti mettessi in regola e fossi tu il primo messaggero della buona condotta.
giovedì 4 maggio 2023
Affitto camere, ingiustificate lamentele di universitari
Ha destato clamore la protesta della univesitaria 23enne che, con tenda, si è accampata in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, per lamentare il caro affitti. "700 euro al mese per una camera!" denunciano gli univeesitari che vengono a Milano per stutdiare. Peccato che la cronaca si fermi al clamore e non scruti nella realtà. E' che questi universitari rifiutano (è provato) proposte di camere ingole a 350-400 euro al mese solo perchè non sono nel raggio di 1 km da Città Studi o altro ateneo. Lo confermo, perchè l'ospitalità in una camera singola, peraltro in un dignitoso appartamento in mezzo al verde (a 1,5 km da S.Siro), è stata rifiutata da 2 ragazze e da un giovanotto. La colpa è loro come dei loro genitori che non li hanno educati a capire che le comodità non si trovano sotto casa; se si viene a Milano per studiare, così come per lavorare, occorre anche il "sacrificio" di qualche fermata d'autobus o metropolitana senza alzare tende prima di dedicarsi a microfoni e telecamere di reporter.
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