mercoledì 19 ottobre 2022

Sporcizia: Milano imita Roma?

Le imitazioni non sempre riescono bene, tuttavia se Milano non può "vantare" branchi di cinghiali, ecco che presenta qualcosa di più umano: FECI. Una delle zomne di maggioor degrado, palesemente trascurate dagli addetti dell'AMSA (l'azienda che si occupa della nettezza urbana) è poco più a Sud di via Giambellino, via Richard e cavalcavia Don Lorenzo Milani: gran bei nomi che meriterebbero un accostamento più rispettoso. Invece vi abbondano rifiuti, da bottiglie di birra a contenitori di detersivi e altro. Siamo però arrivati alle feci, ovvero alla c...a umana immortalata da queste foto. Che dire? Passiamo ad una frase più esplicita: biasimo agli addetti dell'AMSA e a chi, più pagato, sovrintende all'opera del singolo netturbino

venerdì 7 ottobre 2022

Milano, inesorabile e iniqua Area B

Dal 3 ottobre, a Milano, in quell'ampio territorio chiamato Area B (il 72% della città) che la Giunta di Beppe Sala istituì per vietare l'accesso ad autoveicoli a motore, è aumentato il numero delle limitazioni estendendole ai veicoli diesel Euro 4, Euro 5 e a Benzina Euro 2. Si iniziò il 21 gennaio 2019 con l'interdizione ai veicoli a benzina Euro 0 e a gasolio 0, 1, 2, 3 e progressivamente nelle altre categorie fino al 2030. L'intento fu di ridurre al massimo la presenza di autoveicoli inquinanti nella città lombarda. Questa la teoria, ma una somma idea teorica perchè, in realtà, tutta la città metropolitana paga l'inquinamento generato dal sistema autostradale che le scorre a Nord, vale a dire la A4 (l'arteria di maggior traffico del Sud Europa), la A8 e la A9, ovvero quelle di collegamento con Varese, Como e i Laghi. Nel varare quel provvedimento restrittivo non si tenne in alcun conto che c'era (e persiste) una corrente d'aria proveniente da Nord Ovest, quella appunto che riversa sul capoluogo lombardo le esalazioni provenienti dal transito di migliaia motocicli, automobili, autocarri e autoarticolati: una massa enorme aumentata di anno in anno. Interessa soprattutto quel tratto autostradale dal quadrivio Fiorenza allo sincolo con viale Zara. Una trentina d'anni fa scrissi un articolo per il mensile La Voce dei Vigili Urbani e lo intitolai "la sporca dozzina", i kilometri che, all'incirca, separano quei due punti. Se misurassero la qualità dell'aria di Cusago (località oltre la Tangenziale Ovest) la troverebbero migliore rispetto a Quarto Oggiaro, Certosa e Fulvio Testi. Non è casuale che sulla A4, in zona Ciniello Balsamo, un anno fa abbiano costruito un tunnel lungo 500 metri come antinquinamento e antirumore. L'inflessibile Giunta milanese, pur di mantenere il programma di modalità e scadenze che si era prefissata nel 2019, ha però inesorabilmente applicato dal 3 ottobre scorso il divieto anche ai veicoli diesel Euro 4, Euro 5 e a Benzina Euro 2, pena multe fino a 658 euro e sospensione della patente per i recidivi. Purtroppo senza tenere in alcun conto che colpisce migliaia di automobilisti milanesi che, ancora in difficoltò economiche, possiedono e possono guidare solo questi veicoli. Perchè debba pagarlo la comunità milanese non è del tutto chiaro. In molti ritengono questo provvedimento ideologico e lontano dalla realtà a cui ogni saggio amministratore pubblico dovrebbe rivolgere la propria attenzione. Sconcerta che la Giunta Sala, così "di Sinistra", non ne tenga conto e rimanga irremovibile nella restrizione, "Che almeno si derghi di un anno per dare un poco di respiro alle scarse finanze di gran parte della nostra popolazione", invocano alcuni. C'è chi, invece, è più incisivo ed è il parere tecnico dell'Automobile Club Milano, con in testa il suo presidente Geronimo La Russa che l'ha definito "Un provvedimento contro gli automobilisti e la Milano produttiva. Fu già un errore quando venne progettato, figuriamoci oggi". A contestare politicamente l'Area B è lo schieramento milanese del Centro Destra presente a Palazzo Marino, sede del comune, che lunedi 3 ottobre ha simbolicamente occupato la sala consigliare esponendo cartelli con la scritta "AREA B STOP DIVIETI IDEOLOGICI" (vedi foto). Dato che il sindaco Sala si è dichiarato irremovibile nel provvedimento non resta che supporre, almeno stando a quanto ho descritto sopra, che la ragione della protesta abbia una sua valenza.

martedì 27 settembre 2022

Paolo Grimoldi, quell'ingenerosa esclusione

Per chi conosce la Lega Nord dalle sue origini il nome Paolo Grimoldi è alquanto noto. Vi approdò nel 1991 e subito si attivò fondando l'organizzazione giovanile e il Movimento Giovani Padani, di cui è stato anche presidente. La struttura si estese poi in Piemonte, Marche, Trentino e Umbria. Sebbene milanese di nascita la vita di Paolo si è sviluppata in Brianza e lì ha espresso al meglio tutto il suo attivismo meritando la carica di coordinatore federale dal 2002 al 2011. I consensi non tardarono e nel 2004 venne eletto Consigliere provinciale e solo due anni dopo anche alla Camera dei deputati dove sarà rieletto nel 2013. La sua presenza è assidua. Si prende a cuore i problemi portandoli a soluzione; da sottolineare, fra gli altri, la tutela dell'Autodromo: struttura brianzola ma eccellenza per tutti gli Italiani. E fermiamoci qui perchè potrebbe bastare. Non è bastato, invece, a chi stilò le liste di candidatura per queste ultime elezioni politiche perchè Grimoldi, anzichè essere messo capolista nel suo territorio, si trovò terzo. Dato che non c'era il voto di preferenza la Lega avrebbe dovuto ottenere così tanti voti in quel Collegio plurinominale da portare a Montecitorio sia il capolista Fabrizio Cecchetti che la seconda Elena Lucchini e Paolo Grimoldi: solo un sogno in un Collegio a cui spettano 8 seggi! Alla conta è passato solo Cecchetti a cui, sia ben chiaro, nessuno toglie meriti. Resta però il giustificato rammarico di un uomo che ha dato tantissimo per sostenere quel partito che identificava i suoi ideali, nonchè lo sbigottimento per qualunque "esterno" che lo ha conosciuto e apprezzato. (foto ©)

lunedì 26 settembre 2022

Elezioni politiche, una riflessione sul voto

Il risultato elettorale che ha comportato il successo di Fratelli d'Italia, ma soprattutto di Giorgia Meloni, è ovviamente oggetto di dibattiti interni ed internazionali. Tutti i partiti stanno riflettendo perchè i numeri sono indiscutibilmente alti. Per qualcuno si tratta di una sconfitta, per altri di "tenuta" e altri, seppur non vincendo, di un successo. Ognuno può esprimersi come vuole; tuttavia, guardando i voti per la Camera, un raffronto con i risultati delle Politiche 2018 è doveroso: Fratelli d'Italia è passato dal 4,3% al 26% - il PD dal 18,7 al 19,1 (alla vigilia i sondaggi gli assegnavano il 23%) - il Mov. 5 stelle dal 32,7 al 15,4 - la Lega dal 17,4 all' 8,8 e Forza Italia dal 14% all'8,1% Ora leggo che Emma Bonino (+Europa) ha chiesto il riconteggio dei voti perchè gliene mancano alcune migliaia per superare la linea di sbarramento del 3%, vale a dire essere in Parlamento o no.In tema di riflessioni ne aggiungo una che, in verità, è un dubbio: ogni tanto sentiamo che questo o quel politico è stato inquisito per "voto di scambio": cioè, prometteva qualcosa in cambio di voti. Domando a chi ne sa di leggi: ma gli impegni presi per elargire il reddito di cittadinanza, soprattutto in certe province d'Italia e ripagati da decine di migliaia di voti, prefigurano quel reato o no?

martedì 13 settembre 2022

Superbonus 110%, ancora scoperta l'ipotesi di scorporo cantine

Oggi, in Senato, c'è stata la mediazione tra governo e partiti: "si risponderà solo in caso di dolo o colpa grave. Per le cessioni di crediti antecedenti maggio si godrà della limitare le responsabilità solo dopo aver acquisito i visti di conformità" (fonte Repubblica.it). E' un provvedimento in extremis che lascia però scoperto un punto che potrebbe costare carissimo alle casse dello Stato: lo scorporo delle cantine. Dato che, seza una espressa normativa al riguardo, un proprietario potrebbe frazionare l'immobile, accastastarlo in più unità immobiliari: esempio più palese le cantine. Dato che, in un condominio, l'assegnazione del Superbonus sarebbe di € 40.000 per i primi 8 immobili e € 30.000 per i sucessivi è ben chiaro quale sarebbe l'ammontare di intervento (e spesa per lo Stato). Se navighiamo in internet leggiamo una diffusa perplessità su questa opzione, c'è chi la definisce una "furbata"; da parte di taluni funzionari dell'Agenzia Entrate si arriccia il naso e si chiede: "Se la cantina è interrata, ben venga l'incentivazione ai lavori edilizi, ma dove si ravvisa l'esigenza di una efficienza energetica?" Me lo chiedo anch'io (e non sarò il solo), ma se lo sono domandato i politici che, pur già con la valigia in mano, debbono salvaguardare le finanze del nostro Paese? Ci riempiamo la bocca di demagogia tipo salvaguardiamo9 l'ambiente per i nostri figli". Bene, ma nel frattempo cerchiamo di non lasciare loro dei debiti. (© foto di Gianmaria Italia)

domenica 11 settembre 2022

Elisabetta II, nume tutelare del Regno Unito

8 Settembre 2022 si è spenta Elizabeth Alexandra Mary Windsor, ovvero Elisabetta II, la Regina del Regno Unito. Nacque il 21 aprile 1926 a Mayfair, quartiere di Londra. Cosa ha rappresentato in 70 di regno? Il suo "nume tutelare", come l'ha ben definita Anna Maria Abram. Credo che, più di ogni altra definizione, ci dica quale è stato il rapporto che ha legato alla sua gente e rappresentato per tutto il mondo la Regina Elisabetta. Che il Cielo le sia lieve.

mercoledì 31 agosto 2022

Politiche 2022, un motivo per scoraggiare il voto

Sono molteplici le ragioni per cui un elettore non vada a votare, rinunci al suo legittimo diritto di esprimere una volontà. E' inutile e potrebbe essere anche offensivo biasimarlo perchè è la stessa politica, o meglio, i suoi massimi gestori che fanno ogni sforzo per scoraggiare questa scelta. Uno dei motivi lo troviamo in quanto stanno riportando oggi alcuni giornali: l'avere collocato in una posizione marginale, che si tradurrebbe in una quasi impossibile rielezione, un deputato a cui il suo partito dovrebbe invece essere solo riconoscente. Come per lui chissà quali altri casi potremmo individuare. Potrebbe essere motivo di delusione, disaffezione per chi dà al voto quel significato ancor più specifico, mirato, che è la scelta del candidato inteso come diretto interprete dell'elettore. Potremmo aspettarci questa riflessione: "Perchè votare quel partito se non premia chi merita?".