martedì 8 marzo 2016

EMIGRAZIONE ITALIANA, lodevole iniziativa dell'ASI

Gianmaria Italia illustra i dati sull'Emigrazione italiana
Mentre gli esponenti di ogni parte politica fingono di ignorare o addirittura sorridono ironici su quella grande realtà rappresentata dai quasi 5 milioni di nostri connazionali all'estero, la stampa se ne ricorda solo quando qualcuno di loro eccelle in qualcosa che ha risalto nel mondo, poi si torna al silenzio.
Ed è un errore, un colpevole errore perché, così facendo, li si mortifica allontanandoli sempre più dalla Madre Patria, una "genitrice" che scopriamo essere anche ingenerosa se non snaturata: migliaia di nostri connazionali sono "eccellenze" nel quotidiano.
Si deve tenere conto che quegli Italiani sono i  messaggeri del miglior Made in Italy in tutti i settori e l'ASI Associazioni Sportive Sociali Italiane (www.asinazionale.it) l'ha capito da tempo e, come ho scritto nel mio post del 22 dicembre scorso, ha istituito il Premio ASI Italiani nel mondo andando a cercare eccellenze, veri talenti nei vari settori: Cultura, Sociale e Sport.
L'indagine è stata davvero soddisfacente e, di conseguenza, la selezione dei candidati non facile; la proclamazione ufficiale avverrà domenica 20 marzo, alle 11,  presso l'Hotel Plaza di Napoli alla presenza del Console Onorario del Lussemburgo, il Dott Giancarlo IACCARINO.
Per la Cultura la scelta è andata alla Prof.ssa Maria SARTORI-PLEBANI che vive a Strassen, alle porte di Lussemburgo, la capitale dell'omonimo Granducato. Originaria di Bolzano si è laureata alla Cattolica di Milano nel 1982; ha insegnato per quattro anni alla Pittsburgh University (Usa) e poi si è trasferita in Lussemburgo dove insegna la nostra lingua agli adulti e ha scritto tre libri didattici particolarmente efficaci: "Tutto cominciò con una telefonata", "Mai dire mai" e "Non c'è due senza tre". La Prof.ssa Sartori-Plebani, felice moglie di un apprezzato dirigente bancario e madre di tre figli, per anni si è anche adoperata nella promozione della cultura lombarda. (http://www.icomeitaliano.eu/it/)
Maria SARTORI-PLEBANI alla presentazione di un suo libro
Per le attività sociali la figura di maggior spicco è stata quella di Bruno RONCARATI. Di origine ferrarese, più esattamente di Cento dove è nato nel 1935, si è laureato a Parma nel 1959 e vive a Londra dalla Primavera del 1962 dove è sposato e ha tre figli.
Ha svolto numerosi incarichi, possiano citarne qui alcuni: apprezzato giornalista vinicolo ha tenuto numerose conferenze per la promozione del vino italiano di cui è stato anche autore di svariate pubblicazioni; è stato insignito di onorificenze al merito della Repubblica Italiana: cavaliere (1974), cavaliere ufficiale (1978) e poi  commendatore (1993). Nei primi anni '60 è stato sottotenente di complemento del 6° btg Alpini Trento, l'amore per la "penna nera" si è poi tradotta nella presidenza della storica sezione Ass.Naz.Alpini in Gran Bretagna (fondata nel 1928): incarico che regge tuttora dal 1980.





Bruno RONCARATI (Gran Bretagna)
 E' invece originario di Monza, dove è nato il 30 aprile 1970, Andrea Alessandro GALBIATI a cui, nel mondo sportivo, è stato assegnato il soprannome "The Wood", perchè duro come il legno grazie alle numerose vittorie conseguite per ko.
Dopo avere conquistato 4 titoli italiani, un europeo e 2 mondiali nella kick boxing, si è trasferito negli USA dove tuttora vive allenando nella prestigiosa palestra Gleason's Gym Nyc, ma è tale la sua fama che è sovente in giro per il mondo a tenere stage.
E' davvero lunga la serie di riconoscimenti professionali che ha raccolto: Diploma di maestro di boxe rilasciato da USA boxing, Diploma di licenza Corner match professionisti rilasciato da New York Athletic
Commission:...State of Nevada....State of North California.....State of New Jersey.....State of
Tennessee.... State of Alabama.....State of Pennsilvanya - Philadelphia. Diploma di personal trainer boxe rilasciato dalla Gleason's Gym di New York. E' stato l'unico italiano a vincere con una sua allieva nel 2015 i Golden Gloves boxe NY dopo 87 edizioni
Vittoria nella specialità MMA (mixed martial art) nel 2014 con 2 atleti nell’arena più famosa al mondo, il Madison Square Garden di NY.
Unico italiano ad avere nel 2015/2016 un atleta che combatte nella UFC (la piu importante organizzazione a livello globale di arti marziali miste MMA).
Nel 2015 gli sono stati conferiti due importanti riconoscimenti personali: Premio dell'Ambasciata italiana a New York e Insegna d'oro dell'USSMB; quest'anno il Premio ASI Italiani nel mondo che ha accolto con un "grazie, grazie per esservi ricordati di noi", che si commenta da sè.
Andrea GALBIATI (USA)

mercoledì 2 marzo 2016

Refezione scolastica: un diritto, ma a spese di chi?

Su vari giornali e nel corso di una odierna trasmissione televisiva si è fatto del clamore sulla decisione del Sindaco di Corsico di non fare somministrare il pasto a quei bambini i cui genitori erano inadempienti nel pagamento della relativa retta. La questione aveva riguardato un’ottantina di alunni. Non esito a ritenere che ci sia stata dell’informazione fuorviante perché pongo un esempio: se un controllore mi trova sull’autobus senza biglietto, ovviamente mi multa e nessun giornalista ne parla e non si organizzano dibattiti. Dove è la differenza?
Sebbene l’episodio di Corsico (come già accaduto, in passato in altre località) abbia destato clamore, qualche mio collega  ha comunque precisato nel proprio articolo sia che i bambini non sono rimasti a digiuno e che l’esposizione finanziaria del Comune per il mancato introito era arrivato a 1.227.000 euro. Oggi, grazie all’assolvimento dell’obbligo da parte di alcune famiglie, sono scesi ad una trentina i bambini i cui genitori non hanno pagato.
E’ stato anche scritto che questi alunni hanno potuto mangiare in altro locale “per evitare la contaminazione”: niente di più logico ed è informazione malevola descrivere il provvedimento come un’ apartheid . Infatti, regole alla mano, chi fornisce ufficialmente i pasti non può essere chiamato in causa per conseguenze derivanti da cibo proveniente da altre fonti.  Ci siamo dimenticati quando alle feste delle scuole si possono portare solo torte industriali confezionate?
No, non mi associo alla colpevole demagogia di chi sbandiera il diritto ad avere tutto gratis: lo considero una pretesa perché qualcuno finisce comunque per pagare anche per loro.

lunedì 29 febbraio 2016

L'UE tra fragilità politica ed egoismi



I muri e i reticolati disposti alla frontiera da paesi europei per impedire il passaggio di profughi rivela esplicitamente sia la debolezza politica dell’UE che il marcato egoismo di alcuni suoi stati membri.

Iniziative militari intraprese da alcuni, così come incontri tra pochi a tutela dei propri interessi (con legittima protesta della Grecia) sono in netto, stridente contrasto con la rigidità di direttive economiche, finanziarie e fiscali impartite tout court. Come non evidenziare che certi provvedimenti non tengono in alcun conto l’applicabilità sul territorio? Elementi che rivelano quanto sia sempre più lontano dalle realtà nazionali questa UE che è cresciuta a dismisura. Ventotto nazioni di cultura, tradizioni e ordinamenti così diversi possono solo soddisfare utopie e ambizioni di un espansionismo numerico: il costume di Arlecchino ha almeno il pregio di svolgere una funzione …che funziona. Altrettanto quello che accade a Bruxelles e Strasburgo?

Il nazionalismo dell’attuale governo di Varsavia, così euroscettico, sta scontentando aziende straniere che stanno rivedendo i loro investimenti in Polonia, la rigidità posta ai confini da Austria, Croazia e Ungheria rivelano i mai smantellati steccati negli orti di taluni paesi che hanno la memoria corta. Come infatti tacere che Polonia e Ungheria (nell’UE dal 1° maggio 2004) erano, fino al 1991 membri del “Consiglio di mutua assistenza economica” (COMECON) e del “Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza” meglio conosciuto come Patto di Varsavia?

E della Croazia che ne è parte solo nel 2013? E’ un segnale anche per Serbia e Montenegro che anelano all’ingresso nell’Unione. 
Il Regno Unito, membro dal 1973, è alla vigilia di un referendum per uscirne. 
E’ così politicamente scorretto domandarsi se il divenire “cittadini europei” non abbia il solo fine di goderne dei benefici ignorandone gli oneri?

Che il futuro dell’UE finisca per ricadere sulle spalle dei soli sei paesi fondatori: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi mi irrita, ma mi riempie anche d’orgoglio.

giovedì 25 febbraio 2016

Per legge scompare la fedeltà nel matrimonio?

"Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione."
E' il secondo capoverso  dell'art. 143 del codice civile, un punto attorno al quale si sono costruiti rapporti di una vita insieme.
Adesso, adducendo che "è il retaggio di una visione superata e vetusta del matrimonio", alcuni senatori PD, Dem e Idv hanno sottoscritto il disegno di legge tendente ad abolire detta norma.
No, non è una barzelletta e nemmeno uno scherzo di Carnevale fuori stagione (siamo in tempo di Quaresima). Non ho motivo di dubitare sulle consapevoli intenzioni dei suddetti parlamentari, auspico solo che naufraghi nella cloaca più prossima a Palazzo Madama per un semplice motivo: si snaturerebbe il senso del matrimonio portandolo al livello di atto notarile al pari di un rogito.
C'è però un mio timore: di questo passo, visto il dilagare dei reati, si arrivi ad eliminare il codice penale: tanto è il retaggio di una visione superata e vetusta della correttezza e del convivere civile.

martedì 23 febbraio 2016

Basta con le ironie sull'Italia

Ormai il vaso è colmo: su Repubblica.it di oggi si riportano le risate ironiche dei giornalisti stranieri durante la conferenza stampa indetta dal nostro Presidente del Consiglio all'Assoc. Stampa estera quando ha annunciato che il 22 dicembre sarà completata la Salerno-Reggio Calabria.
E' ora di finirla che, oltralpe, si permettano di irridere quello che fa il nostro Paese, ed è intollerabile che nessuna firma verghi un biasimo per certi atteggiamenti che altrove sarebbero severamente puniti.
Leggendo i commenti del social forum rilevo battute autolesionistiche; continuiamo a farci del male
Potremo avere, come tutti, dei problemi, ma ce li sbrighiamo tra le nostre mura, con legittime critiche, ma saranno tra le nostre mura e guardando sempre in positivo il corso del nostro Paese.
Non si dimentichino quei nostri Emigrarti, così dimenticati in Patria, che contuinuano a farci onore all'estero.

venerdì 19 febbraio 2016

RICERCATORI ALL'ESTERO, il Ministero interviene

La "sberla" mediatica data dall'affermazione via Facebook di Roberta D'Alessandro: "Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati", ha trovato spazio sui mass media che, finalmente, hanno dedicato al (doloroso) fenomeno dell'emigrazione di nostri talenti qualche riga in più rispetto al solito scarno dato statistico.
Il ministro Giannini, dopo avere replicato, si è fatta intervistare oggi dal TG2 e ha enunciato che si apriranno le porte al rientro di nostri ricercatori operanti ora all'estero.
Buona cosa, ma mi domando se un Ministro deve farsi scuotere da una così esplicita dichiarazione per mettere mano a provvedimenti correttivi che, comunque, hanno riguardato solo i ricercatori a dimostrazione che il Governo ignora l'argomento (e non prendo in causa i ministri ma la schiera di esperti di cui si avvalgono).
Aggiungo che, oltre ai 50mila ricercatori che hanno portato il loro ingegno al servizio di aziende ed enti stranieri, occorrerà pensare a quegli Italiani, valenti esperti in economia e finanza che ora rappresentano punti di forza di istituzioni all'estero. Ho già scritto e ripeto qui: fatene rientrare un po' e piazzateli in posti chiave e vedrete che la burocrazia sarà snellita.
Sappiamo che si è tanto invocato il proseguire gli studi, il conseguimento di una laurea "per qualificarci nel mondo", eppure so di plurilaureati, magari con alle spalle anche dei master, che sono "a spasso" e che non si vergognano di fare i turni nei call center per portare a casa qualche centinaio di euro. Altro che, come inqualificabilmente dichiarato tempo fa da qualche esponente di governo, i nostri giovani sono choosy o fannulloni: offese che meritavano l'immediata destituzione.
Al Ministro Giannini sarà doveroso comunicare il livello d'istruzione di dirigenti e funzionari che, accanto a innumerevoli "appiccicati", popolano le stanze di ministeri e uffici della pubblica amministrazione. Si abbia però anche l'accortezza di aggiungere il grado di efficienza, di produttività che questi dimostrano, ....oltre al sapere scrivere al pc, mi sembra ovvio.
Si cercano risorse? Si facciano dimezzare gli emolumenti di presidenti di consigli di zona, accorpare i piccoli comuni, eliminare strutture nate obsolete come la polizia provinciale (!!!); e che dire della vasta cerchia di super ufficiali della Difesa che, eliminata la leva obbligatoria, ha margini di esuberanza? Purtroppo, cronache alla mano, l'elenco degli sprechi per appannaggi vari ed opere pubbliche incompiute, rappresentano emorragie di denaro dei contribuenti. Si attende dai Presidenti di Camera e Senato assoluto rigore nel far osservare le presenze dei parlamentari e di vigilare affinché nelle votazioni di leggi non si inseriscano furtivamente dei privilegi. Vedrà che qualche milione di euro lo si recupera (....certo senza ipotizzare intollerabili tagli delle pensioni, grazie).

mercoledì 10 febbraio 2016

10 febbraio, Giorno del Ricordo...

...ma anche del rimorso che auguro abbia tormentato, da quelle dolororissime giornate,  la coscienza degli aguzzini e di tutti coloro che per decenni hanno taciuto o, non meno grave, sviato l'attenzione da quella tragedia che ha portato alla morte nelle foibe 15mila Italiani, supplizio patito dal 1943 al 1947, e all'esodo di 350mila nostri Connazionali dalle amate terre giuliano-dalmate.
Riporto volentieri un brano del discorso che tenne, nel 2006, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi: "...gli italiani nelle terre d’Istria, del Quarnaro e di Dalmazia, furono colpiti da una violenza cieca ed esecranda, ancora oggi viva e presente nella nostra memoria".
Per i congiunti delle vittime delle foibe è prevista la concessione di un riconoscimento a titolo onorifico, una insegna metallica con relativo diploma a firma del Presidente della Repubblica, consegnato annualmente con cerimonia collettiva. Le domande potranno essere inoltrate entro il termine di dieci anni dalla data di entrata in vigore della legge (aprile 2014), prorogata al 2024.