domenica 10 febbraio 2013





Giovedì 21 febbraio
UN IMPORTANTE APPUNTAMENTO
DI CULTURA NELLA NATURA (e il 15 maggio a Monza, alla Villa Mirabello) 

MARTA BONFANTI ha 23 anni; laureatasi con lode alla IULM  in Interpretariato e Comunicazione, fin da giovanissima dimostra  un'attenta sensibilità per la sua città, Concorezzo. Istruzione, Cultura, Politiche giovanili e sociali sono il suo quotidiano impegno e così trova presto molti estimatori che prevedono per lei un crescente ruolo di interprete del territorio lombardo.
Mi ha proposto questo incontro pubblico per un interessante scambio di opinioni su due professioni religiose, gli Ebrei (attraverso la lettura di alcuni brani del mio romanzo L'Inquisitore di Sabbioneta) e i Catari. Questi ultimi hanno segnato la storia locale nel XII secolo. Malgrado l'inclemenza del tempo la serata è stata particolarmente intreressante e partecipata da ospiti "di qualità" tra cui l'assessore Emilia Sipione a cui ho fatto dono di due copie del suo romanzo: una per lei e l'altra per la collezione della Biblioteca civica di Concorezzo.
Marta Bonfanti è comunque coerente con la sua indole alla comunicazione, per questo ha scelto per il nostro incontro l'Agriturismo "LA CAMILLA" di Massimo Ruisi. Un'area di sette ettari con ampi spazi verdi, un allevamento di bovini, equini, suini, alberi da frutto, un centro ippico, accoglienti sale per conferenze e un ristoro agrituristico che è abitualmente frequentato da esponenti del mondo dello spettacolo e del cinema ed è set abituale di spot pubblicitari. Si trova a Concorezzo, più esattamente in via Dante 267, ed è facilmente raggiungibile dalla Tangenziale Est, da Monza e da Agrate. 
 Il prossimo incontro sarà mercoledi 15 maggio - ore 17,30 - nella prestigiosa VILLA MIRABELLO, nel Parco di Monza, nell'ambito del progetto MIRABELLO CULTURA
http://www.lacasadellapoesiadimonza.it/progetti/progetto-mirabello-cultura/progetto-mirabello-cultura-2013/eventi/gianmaria-italia-i-narrativa/ 

sabato 9 febbraio 2013

Il GIORNO DEL RICORDO

Domenica 10 febbraio
GIORNO DEL RICORDO
per non dimenticare l'Esodo Giuliano Dalmata, la diaspora a cui fu costretta la comunità italiana in Istria sotto l'incalzare dei titini.
E' quantomeno opinabile, se non deplorevole, che località italiane abbiano dedicato vie al maresciallo Josip Broz TITO.
Questi, nel 1969, fu decorato dall'allora nostro presidente Saragat, del titolo di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana» con l'aggiunta del Gran cordone, il più alto riconoscimento previsto.
Luca De Carlo, sindaco di Calalzo di Cadore, ha avviato una raccolta di forme per chiedere al presidente Napolitano la cancellazione delle onorificenza che l'Italia riservò a Tito
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/883833.html   
Mi ribolle ancora il sangue nelle vene al ricordo del vergognoso trattato di Osimo firmato 21 anni dopo dal ministro degli Esteri Mariano Rumor a cui seguirono le "pensioni di Osimo": altro oltraggio agli Italiani.
Sono cresciuto con l'educazione all'amore per l'Italianità dei territori trentino, triestino e istriano; ricordo ancora adesso quell'ottobre del 1954 quando una folla strabocchevole accolse i Bersaglieri dell'8°  Reggimento e l'arrivo dell'incrociatore Duca degli Abruzzi scortato dai cacciatorpedienere Grecale, Artigliere e Artigliere. A scuola si fece festa e si espose il Tricolore alla finestra della scuola per festeggiare il ritorno di Trieste alla Madre Patria.  Eventi che sembrano ora leggersi scolpiti su una pietra.