C'è l'ignorante che ignora perché non sa, mentre c'è chi, pur non sapendo, professa saccenza.
Rileggendo quanto scrissi il 7 marzo in un post trovo che i fatti mi danno ragione: non è così semplice riconvertite una produzione (i.e. nelle mascherine anti covid19) senza pensare ai costi e ai tempi per attuarla.
Le fabbriche italiane che, coraggiosamente, hanno intrapreso questa strada si sono dovute fermare: il prezzo calmierato di € 0,50 cad. non permette loro di coprire le spese; ecco allora che si devono spalancare le porte all'Estremo Oriente che fa arrivare in Italia la propria produzione (come avvenga si può solo immaginare) a prezzi fortemente inferiori dei nostri. Una strada che sta utilizzando qualche ex personaggio politico che si è riconvertito al commercio d'importazione.
Qualche sedicente opinion maker che da tv pubbliche e private ci esterna i propri pensieri, abbassi le arie e qualcuno ne controlli le reali conoscenze.
Un parere personale?
O, per amor di Patria, acquistiamo quelle assolutamente made in Italy oppure facciamocele in casa con materiali adeguati.
mercoledì 29 aprile 2020
giovedì 23 aprile 2020
MASCHERINE GRATIS
Non può che fare riflettere lo smodato, esagerato impiego di persone (costo?) nelle varie commissioni e task force istituite da Palazzo Chigi e dalla Protezione Civile per il Covid 19 perché è lecito domandarsi a cosa serve o fin dove sa o può operare il Ministero della Salute.
Tutto questo quando poi le Regioni operano - talvolta in modo molto oculato come la Lombardia - per interventi diretti a favore della popolazione.
Si veda il caso dell'ordinanza 528 dell'11 aprile a proposito delle mascherine, strumento ormai essenziale e di uso quotidiano.
Perché non fare come il Lussemburgo che ha spedito ad ogni famiglia un pacchetto con mascherine gratis, o il comune di Assago che le ha elargite a tutti gli ultra 65enni?
Per evitare vergognose speculazioni è bene che la Protezione civile disponga l'immediata gratuità di mascherine per ogni famiglia italiana. Le si ritirino presentando il codice fiscale/tessera sanitaria così da evitare i furbetti. I team di Borrelli e Arcuri ci hanno pensato?
Tutto questo quando poi le Regioni operano - talvolta in modo molto oculato come la Lombardia - per interventi diretti a favore della popolazione.
Si veda il caso dell'ordinanza 528 dell'11 aprile a proposito delle mascherine, strumento ormai essenziale e di uso quotidiano.
Perché non fare come il Lussemburgo che ha spedito ad ogni famiglia un pacchetto con mascherine gratis, o il comune di Assago che le ha elargite a tutti gli ultra 65enni?
Per evitare vergognose speculazioni è bene che la Protezione civile disponga l'immediata gratuità di mascherine per ogni famiglia italiana. Le si ritirino presentando il codice fiscale/tessera sanitaria così da evitare i furbetti. I team di Borrelli e Arcuri ci hanno pensato?
Le farmacie abbassino i prezzi
In un momento in cui la prevenzione è vitale, sconcerta, quando non irrita, venire a conoscenza che si vendono mascherine - durata 1 giorno - per 10 (dieci) € l'una mentre il costo può essere, al massimo, di € 0,50 - vale a dire 50 centesimi l'una
Altrove il prezzo di vendita al pubblico è repentinamente passato da 1 a 3 € cad.
Perché mai?
Aggiungo un'altra perla: 10 siringhe monouso* pagate € 4,20 in farmacia e solo € 1,60 al supermercato** (ho verificato).
Lo facesse un qualsiasi negoziante sarebbe bollato come "ladro"; come la mettiamo quando è in gioco la salute?
La Federfarma imponga limiti massimi comunque ben al di sotto di cifre "da speculazione".
Io non mi permetto alcun giudizio, ma ecco il mio invito:
Cari farmacisti, diamoci una regolata ricordando che la Regione Lombardia ha emanato una ordinanza - la n° 528 dell'11 aprile - secondo la quale - art 1.1 - è obbligatorio circolare con la "mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento atto a coprire naso e bocca" (per esempio una sciarpa o un foulard).
Io uso quelle fatte in casa con la cartaforno oppure mettendo un elastico a pezze di camicia "igienizzate" all'interno da uno strato di carta (fazzolettino o cartacucina che getto al rientro a casa), ma in giro ne ho viste di tutte le fattezze, comunque efficaci e fuori da deplorevoli "leggi di mercato".
* con pezzetta disinfettante
** senza pezzetta disinfettante - ma la differenza di prezzo non è giustificata
Altrove il prezzo di vendita al pubblico è repentinamente passato da 1 a 3 € cad.
Perché mai?
Aggiungo un'altra perla: 10 siringhe monouso* pagate € 4,20 in farmacia e solo € 1,60 al supermercato** (ho verificato).
Lo facesse un qualsiasi negoziante sarebbe bollato come "ladro"; come la mettiamo quando è in gioco la salute?
La Federfarma imponga limiti massimi comunque ben al di sotto di cifre "da speculazione".
Io non mi permetto alcun giudizio, ma ecco il mio invito:
Cari farmacisti, diamoci una regolata ricordando che la Regione Lombardia ha emanato una ordinanza - la n° 528 dell'11 aprile - secondo la quale - art 1.1 - è obbligatorio circolare con la "mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento atto a coprire naso e bocca" (per esempio una sciarpa o un foulard).
Io uso quelle fatte in casa con la cartaforno oppure mettendo un elastico a pezze di camicia "igienizzate" all'interno da uno strato di carta (fazzolettino o cartacucina che getto al rientro a casa), ma in giro ne ho viste di tutte le fattezze, comunque efficaci e fuori da deplorevoli "leggi di mercato".
* con pezzetta disinfettante
** senza pezzetta disinfettante - ma la differenza di prezzo non è giustificata
venerdì 17 aprile 2020
Dagli USA l'esempio di Alba Coraini
I am Alba Coraini and I work as Internal Medicine physician
in a community Hospital near Boston, North Shore Medical Center at Salem, MA. I
am writing to you as I feel I have, as a doctor and as Italia, the responsibility
to share my insight of the COVID 19 global pandemic and raise my voice to ask
an immediate nationwide quarantine”
(Caro Direttore,
sono Alba Coraini e lavoro quale medico di Medicina interna in un ospedale di
comunità vicino a Boston, il North Shore Medical Center di Salem, Massachusetts.
Le sto scrivendo perché sento, da medico e da italiana, la responsabilità di
esprimere la mia opinione sulla pandemia del Covid19 e levare la mia voce per chiedere un’immediata
quarantena in tutta la nazione)
Iniziava
così la lunga accorata lettera che la dottoressa Coraini scrisse qualche
settimana fa al direttore del New York Times evidenziando il preoccupante
dilagare del Covid 19 negli USA; esortava quel governo a prendere immediati
provvedimenti simili a quelli adottati in Italia. Era la fine di marzo e nel
nostro Paese si contavano già 97.689 contagiati dal coronavirus e si piangevano
10.779 morti e Alba, riferendosi ai nostri tragici momenti, evidenziava lo
strazio di figli e figlie che non potrebbero stringere le mani dei loro cari
nei loro ultimi aneliti di vita – “Thousands of sons and daughters who couldn’t
hold the hands of their loved ones in their last breaths”, le sue parole.
![]() |
| ALBA CORAINI presso il North Shore Medical Center - Massachusetts (USA) |
“Perché sto
dicendo questo? – lei aggiunse – perché gli USA sono come l’Italia di 3
settimane fa. Il quadro che ci si presenta oggi in questa Nazione, che è oggi
la mia casa e il luogo dove lavoro, sta muovendo gli stessi passi dell’Italia e
del resto dell’Europa. Stiamo coltivando una bomba ad orologeria con la
potenzialità di fare milioni di vittime e comportando un tremendo impatto sull’economia
nazionale. Contiamo già casi in ogni Stato e lo riscontro perfino nel mio
ospedale, qui nel Massachusetts”.
Alba Coraini è una giovane scienziata milanese che da un anno opera negli USA dove è stata chiamata (unica italiana prescelta) dall'Harvard University Medical School.
Alba Coraini è una giovane scienziata milanese che da un anno opera negli USA dove è stata chiamata (unica italiana prescelta) dall'Harvard University Medical School.
![]() |
| ALBA CORAINI all'Humanitas |
Tuttavia non è nuova negli USA; partì, allora diciassettenne, per frequentare
un anno scolastico a St. Louis nel Missouri, dove fece i dovuti confronti tra i
due paesi, e capì dove veramente viene riconosciuto il merito. Era appena
maggiorenne quando, alla fine del suo percorso scolastico durante il quale
aveva conseguito il diploma di maturità del Liceo classico “Tito Livio” e il
diploma ottenuto alla Pacific High School di St. Louis (entrambi con il massimo
dei voti) si appassionò allo studio del cervello sul quale ha redatto una tesi
all’esame di maturità e illustrato il caso di un suo paziente, malato di SLA,
nella tesi di laurea conseguita all'Humanitas University nel 2016 con 110/110 e lode.
A titolo personale, oltre che renderle questo pubblico elogio, sono particolarmente fiero di averle conferito, insieme all'amico Marco Contardi - presidente di ASI Lombardia - il Premio Italiani nel mondo (8 maggio 2019)
Da una figura
di così alto livello non potevamo attenderci che concludesse la sua lettera al
Direttore del New York Times con altre parole se non queste:
| Gianmaria Italia e Marco Contardi le consegnano il Premio ASI Italiani nel mondo |
“I, as doctor, will do whatever it is needed to take care
of the patients who will come through the hospital door and I will use my best
knowledge and all my heart to cure the sick. It is my job and I was born for
this.”
(Io,
quale medico, farò qualsiasi cosa possa servire nel prendere cura dei pazienti
che varcheranno la porta dell’ospedale e userò il meglio della mia conoscenza e
tutto il mio cuore per curare la malattia. E’ il mio lavoro e sono nata per
questo).
Offese non solo da Die Welt
Quando sentiamo talune affermazioni, sovente improprie quando non offensive da politici d'oltre confine, mettiamoci in testa che ben difficilmente sono elaborazioni del loro pensiero filosofico o sociale (perché i grandi pensatori stanno scomparendo), ma di giornalisti che si dilettano ad esprimere personalissimi punti di vista o fanno "copia e incolla" di altrui esternazioni assolutamente opinabili.
Ecco perché alcune firme si sono rivelate opinion maker.
Un esempio? Andiamo a pag 30 della rivista Internazionale (n°1353 - 10/16 aprile 2020), vi possiamo leggere uno stralcio dell'articolo "Una semplice domanda sul futuro dell'Europa" a firma Helena Janeczek* per il bavarese Suddeutsche Zeitung:
..."quello che avviene in Italia non potrà mai ripetersi in Germania. Gli italiani sono casinisti indisciplinati, vivono in famiglie allargate e, ovviamente, hanno una sanità pubblica peggiore della nostra. Quando in Italia sono state adottate le misure restrittive, un commentatore britannico le ha definite una scusa per "fare la siesta"; nel Paesi Bassi si è parlato di stupidità e melodramma".
* (tedesca di origine polacca, naturalizzata italiana)
Ecco perché alcune firme si sono rivelate opinion maker.
Un esempio? Andiamo a pag 30 della rivista Internazionale (n°1353 - 10/16 aprile 2020), vi possiamo leggere uno stralcio dell'articolo "Una semplice domanda sul futuro dell'Europa" a firma Helena Janeczek* per il bavarese Suddeutsche Zeitung:
..."quello che avviene in Italia non potrà mai ripetersi in Germania. Gli italiani sono casinisti indisciplinati, vivono in famiglie allargate e, ovviamente, hanno una sanità pubblica peggiore della nostra. Quando in Italia sono state adottate le misure restrittive, un commentatore britannico le ha definite una scusa per "fare la siesta"; nel Paesi Bassi si è parlato di stupidità e melodramma".
* (tedesca di origine polacca, naturalizzata italiana)
giovedì 16 aprile 2020
Bocconiani sul podio
Ieri Vittorio COLAO alla guida della task force per la ripresa nel dopo virus; oggi Carlo BONOMI designato alla presidenza di Confindustria
Entrambi sono imprenditori, quindi con una reale diretta conoscenza del mondo economico (non cattedratici), e si sono laureati alla Bocconi confermando quindi l'alto livello di questo ateneo milanese.
Molti bocconiani operano all'estero distinguendosi e portando grande onore all'Italia.
Confidiamo nel loro impegno.
Entrambi sono imprenditori, quindi con una reale diretta conoscenza del mondo economico (non cattedratici), e si sono laureati alla Bocconi confermando quindi l'alto livello di questo ateneo milanese.
Molti bocconiani operano all'estero distinguendosi e portando grande onore all'Italia.
Confidiamo nel loro impegno.
mercoledì 15 aprile 2020
No aiuti di Stato ma autorevolezza di Governo
Il titolo era la sintesi di questo pensiero:
Non se ne esce con gli aiuti di Stato ma con un'autorevolezza di Governo.
In un Paese che ha voglie di riprendersi, di reagire, con un Popolo (iniziale maiuscola) che rifiuta orgogliosamente opinabili "redditi di cittadinanza" perché vuole essere protagonista aspettandosi una guida, un riferimento sicuro, un Governo che ha il dovere di essere attendibile in ogni suo passo, e che invece:
- contro il Covid 19 attua provvedimenti su scala nazionale solo dopo 40 giorni dalla proclamazione dello stato di emergenza nazionale: quanti i presi dalla chiusura di Codogno e di Vò Euganeo mentre fuori si seppellivano cadaveri;
- vara 4 modelli di autocertificazione in un mese per poter circolare senza essere in infrazione;
- malgrado la dichiarata emergenza, ha lasciato disputare la partita di calcio Atalanta-Valencia del 19 febbraio (45.000 spettatori);
- preferisce nominare commissario per l'emergenza un (pur apprezzato) manager di finanze piuttosto che un valido esperto di logistica;
- dispensa prescrizioni sul lavarsi le mani, ma non concorda se per 20 - 40 o 60 minuti;
- invoca mascherine in ogni dove, ma lascia che "super esperti" duellino tra loro se sono inutili, utili o indispensabili;
- assiste all'obbligo di mascherine, incluse sciarpe e foulard in Lombardia, ma non ne individua le proficue logiche conseguenze per dettare analoghi provvedimenti nel resto d'Italia;
- non sa mettere d'accordo le politiche di prevenzione e violazione nelle sue 20 regioni;
- si arrovella cercando soldi per bonus e contributi per tappare le perdite di lavoratori autonomi mentre dipendenti privati vanno in cassa integrazione o si vedono decurtare stipendi - al contrario i dipendenti pubblici e i parlamentari sono tutelati al 100%
Come si può risollevare questa Italia?
Non se ne esce con gli aiuti di Stato ma con un'autorevolezza di Governo.
In un Paese che ha voglie di riprendersi, di reagire, con un Popolo (iniziale maiuscola) che rifiuta orgogliosamente opinabili "redditi di cittadinanza" perché vuole essere protagonista aspettandosi una guida, un riferimento sicuro, un Governo che ha il dovere di essere attendibile in ogni suo passo, e che invece:
- contro il Covid 19 attua provvedimenti su scala nazionale solo dopo 40 giorni dalla proclamazione dello stato di emergenza nazionale: quanti i presi dalla chiusura di Codogno e di Vò Euganeo mentre fuori si seppellivano cadaveri;
- vara 4 modelli di autocertificazione in un mese per poter circolare senza essere in infrazione;
- malgrado la dichiarata emergenza, ha lasciato disputare la partita di calcio Atalanta-Valencia del 19 febbraio (45.000 spettatori);
- preferisce nominare commissario per l'emergenza un (pur apprezzato) manager di finanze piuttosto che un valido esperto di logistica;
- dispensa prescrizioni sul lavarsi le mani, ma non concorda se per 20 - 40 o 60 minuti;
- invoca mascherine in ogni dove, ma lascia che "super esperti" duellino tra loro se sono inutili, utili o indispensabili;
- assiste all'obbligo di mascherine, incluse sciarpe e foulard in Lombardia, ma non ne individua le proficue logiche conseguenze per dettare analoghi provvedimenti nel resto d'Italia;
- non sa mettere d'accordo le politiche di prevenzione e violazione nelle sue 20 regioni;
- si arrovella cercando soldi per bonus e contributi per tappare le perdite di lavoratori autonomi mentre dipendenti privati vanno in cassa integrazione o si vedono decurtare stipendi - al contrario i dipendenti pubblici e i parlamentari sono tutelati al 100%
Come si può risollevare questa Italia?
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