venerdì 20 dicembre 2019

ATM: "Reggersi ai sostegni"

Riporto qui quanto ho scritto oggi all'Ufficio reclami dell'ATM
Buongiorno, da alcuni giorni sui treni delle linee della metropolitana una voce dagli altoparlanti raccomanda di reggersi ai sostegni. Lo trovo appropriato, ma non sempre possibile attaccarsi ad un valido sostegno perché, per esempio, le aste orizzontali superiori sono alte e quelle verticali in numero insufficiente per tutti. Converrete tuttavia che, essendo all'indomani di taluni tristi incidenti, la vostra raccomandazione si presta anche a qualche considerazione, ne pongo una: che sia un modo per scaricarvi il problema nei confronti di un indennizzo assicurativo in caso di brusca frenata o, peggio, di incidente? Spero proprio di no... 
I migliori saluti e auguri.

Corriere.it del 20 dicembre riporta la notizia dei messaggi dagli altoparlanti e propone un video con la caduta generale dei passeggeri dentro una vettura della metro a causa di una brusca frenata (6 dicembre) che causò otto feriti. Chiunque può notare che caddero anche passeggeri che erano regolarmente seduti.
Sarebbe opportuno che ATM provveda con adeguati miglioramenti.

mercoledì 11 dicembre 2019

Giornalismo per migliorare l'approccio con i temi

Biblioteca di Casarile, uno scorcio dell'interno
Chi, in un compito in classe, non è rimasto un bel dieci minuti con la penna sospesa non sapendo come iniziare un tema?
Da una quindicina d'anni il giornalista Gianmaria Italia divulga  il concetto che un buon articolo di penna ben si può paragonare ad un tema scolastico, e i risultati gli hanno finora dato ragione. Ne ha parlato con le signore Cristina e Francesca, responsabili della Biblioteca comunale di Casarile, comune a sud di Milano, che, dando prova di encomiabile apertura mentale, hanno caldeggiato la proposta alle Insegnanti di Lettere della Scuola secondaria della cittadina che hanno risposto positivamente  offrendo pronta disponibilità. Questa lodevole sinergia ha permesso di fare vivere  alla trentina di studenti del terzo anno la possibilità di seguire una lezione un poco originale: il giornalismo applicato al tema.
E' stato un dono quello che Italia ha voluto riservare ai ragazzi illustrando loro suoi principi, e ne ha riportato questa opinione: "E' stata una conversazione oltremodo positiva, proficua; li ho visti attenti e partecipi, il loro  coinvolgimento è stato proprio lusinghieroincoraggiante. Aggiungo un grazie a Cristina e Francesca, così come alle Docenti di quelle due sezioni che mi hanno aperto le porte dopo aver adeguatamente preparato gli scolari alla lezione."
Preme sottolineare che la biblioteca comunale di Casarile si è già più volte distinta per appropriate iniziative nella promozione della Cultura nel territorio.
Che dire? COMPLIMENTI.
Biblioteca di Casarile, altra saletta

venerdì 6 dicembre 2019

EMIGRAZIONE ITALIANA - conferenza a Milano


L'Emigrazione italiana è un argomento di estrema attualità
Ecco in calendario una conferenza-dibattito dal titolo
UNA VALIGIA DI SPERANZE
L'evento è stato promosso dalla 
Biblioteca Gallaratese
grazie al suo responsabile, il Dott Andrea Mangini,  che ha così presentato l'evento:
I migranti sono sicuramente uno dei temi più complessi e controversi dell'agenda
politica nazionale ed europea. 
BiblioGallaratese non ha paura di affrontarlo ma da un punto di vista diverso, che ben poco spazio ha sui media.
Vediamo chi e quanti sono gli emigranti italiani.
E non parliamo solo di miniere, valigie di cartone o transatlantici ma di 130.000
persone soprattutto giovani, di cui 23.000 lombardi, che ogni anno espatriano.
Un flusso migratorio in continua crescita; nostri famigliari che cercano un lavoro,
una realizzazione all’estero, significative risorse che l’Italia sta perdendo.
Ne parliamo con Gianmaria Italia, esperto di Emigrazione italiana.

giovedì 6 febbraio, 18.00   ingresso libero
Biblioteca Gallaratese 
via Quarenghi 21 | Municipio 8   -   Milano 
(Centro Commerciale Bonola - di fronte all'Anagrafe)


mercoledì 27 novembre 2019

Telefonate strane, forse sospette?

"Buongiorno, sono Eulalia*, le telefono per una ricerca di mercato"
"Bene, domandi"
"Lei ha subito trattamenti di fisioterapia?"
"No"
"Ma quanti anni ha?"
"Cosa importa, magari ne può avere avuto bisogno un ragazzo, un giovanotto e non ancora un adulto"
E fino qui la conversazione ha una sua logica, ma ecco subito dopo la domanda:
"Quanti siete in famiglia?"
"Scusi, ma che c'entra la fisioterapia con il numero di quanti siamo in famiglia?"
La telefonata si interrompe.

Grazie a chiunque mi può fornire una spiegazione attendibile.


* nome di fantasia

lunedì 25 novembre 2019

Borraccetta in alluminio, proprio un'alternativa ecologica?

Aveva iniziato Sala, il sindaco di Milano, regalando migliaia di borracette in alluminio ad altrettanti alunni all'inizio dell'anno scolastico, gli farà eco in  Slow Food Campania il 28 novembre, tanto per citare alcune iniziative di catechizzazione alla tutela dell'ambiente.
Non ci è però dato sapere quanta energia e conseguente inquinamento comporterà la produzione di cotante borraccette;  e poi una domanda forse impertinente*: in regime di mercato ordinario quante ne avrebbero prodotte/vendute?
Ecco dunque una spiegazione, diciamo ecologica: chiunque, malvolentieri, vorrà disfarsene. Ritengo alquanto più difficile gettarla via con la stessa facilità di una bottiglietta di plastica (PET, polietilentereftalato riciclabile comunque al 100%) 
Perché allora non si insiste sull'educazione delle persone e si è più vigili con le amministrazioni locali affinché completino i piani di raccolta differenziata?
La plastica ci sarà sempre perché esprime oggetti di sempre più ardua sostituzione con altri materiali; la tecnologia italiana ha fatto passi da gigante, nel nostro Paese centinaia di fabbriche stanno dando lavoro a migliaia di padri di famiglia a cui nessun produttore di alluminio offrirà un rimpiazzo nel caso in cui, messa al bando la plastica, frutto del loro lavoro, si trovassero disoccupati.  
Oggi, in coda con me al supermercato, c'era una mamma che stava  spingendo avanti un pacco di bottigliette d'acqua da mezzo litro; a mezza voce commentò: "Mi rendo conto che non è ecologica ma mi serve per darla alla mia bambina".
Le risposi subito: "Ma perché mai deve giustificarsi, sentirsi colpevole? Un oggetto, qualunque esso sia, è contro l'ambiente se non è smaltito in modo corretto".
La signora mi sorrise confortata e mi accorsi che dalle altre casse mi stavano osservando; conclusi affermando: "Una bottiglia di vetro, igienico quasi per dogma, abbandonata in un'aiuola resterà sempre un pezzo di vetro, magari rotto, anche tra cinquant'anni come quella bottiglietta in plastica".
Aspetto smentite.
Intanto riporto quanto scrisse l'agenzia ADN Kronos lo scorso 14 agosto: "Dei 122 fiumi più inquinanti, quelli che contribuiscono per oltre il 90% allo sversamento di plastica in mare, 103 si trovano in Asia, 8 in Africa, 8 in Sud e Centro America e 1 in Europa".
L'Europa deve chiudere le proprie fabbriche di plastica per le colpe di altri, sia essi extra europei o, in modo più prossimo, di quelle amministrazioni pubbliche inadempienti con la raccolta differenziata?

* "le domande o sono impertinenti o non sono domande" mi rispose anni fa Gianni Agnelli

lunedì 18 novembre 2019

Ex ILVA, mercato e politica

Sulla grave situazione che si sta vivendo a Taranto per le sorti dell'ex ILVA si è già scritto e detto tanto e così sarà anche nei prossimi giorni; quello che invece non si è portato ad uguale livello è una considerazione sul mercato siderurgico europeo che sta già vivendo una palese crisi in paesi icone come Francia e Germania.
Si aggiunga che una settimana fa l'acquisto, da parte dei cinesi della Jingye, della British Steel, azienda  a lungo in amministrazione controllata, che ha stabilimenti a Scunthorpe e Teeside. Nell'accordo è stato programmato un investimento di 1,2 miliardi di sterline in dieci anni mirante alla competitività e miglioramento dell'impatto ambientale.
E intanto dall'India giunge, attraverso Le Monde, notizia che, "per la prima volga nella storia l'India ha perso dei posti di lavoro: 9 milioni dal 2012 al 2018"
Chi ci impedisce di pensare che il gruppo Arcelor Mittal, il più grande al mondo nella produzione dell'acciaio, intenda tutelarsi di fronte alla rafforzata concorrenza d'Oltremanica e si debba assistere, in un prossimo futuro, ad un'eutanasia di Taranto?
Che dire di qualche selfie in meno e un limite a dichiarazioni  esclamative per dedicarci a qualche lettura economica in più? 


lunedì 11 novembre 2019

EGEA HAFFNER, l’esule giuliana 30001

Il manifesto che ha rivelato la celebre foto, ora icona dell'Esodo giuliano dalmata ©
 “Vivevamo a Pola e la sera del 1° maggio 1945, verso le 8, due titini suonarono alla nostra porta di in via Epulo; chiesero di mio padre Kurt. Come mai?  Lo tranquillizzarono dicendo che dovevano condurlo al Comando per avere delle informazioni, cosa di poco conto, una pura formalità. Mio padre, rassicurato, uscì con il vestito che aveva addosso e una sciarpa al collo. Da quella sera non si seppe più nulla di lui.  Non avevo ancora 4 anni; in seguito i miei mi raccontarono che, qualche giorno dopo, videro la sciarpa del mio povero padre attorno al collo di un titino”.
Egea HAFFNER TOMAZZONI  ©

Comincia così la rievocazione che mi fa Egea Haffner di quell’episodio così tragico per la sua famiglia: “La mia famiglia non si diede pace nel cercare sue notizie e, sperando che comunque potesse ritornare, mia nonna, ogni sera,  gli teneva via un pezzo di pane”.
Egea venne a sapere che quella delle visite informali, “tranquillizzanti”, erano una consuetudine da parte dell’OZNA, la famigerata polizia politica slava, e toccò decine di famiglie di quella zona istriana. Si diffuse la notizia che centinaia di Italiani, accusati superficialmente di essere “fascisti” quando erano semplici funzionari pubblici o nostri militari, erano già stati passati per le armi, soprattutto gettati nelle foibe,  profonde grotte carsiche così numerose in quel territorio. Persone che, senza alcun processo e senza alcun valido motivo e comunque senza colpe, dopo essere stati malmenati , seviziati , venivano legati con filo di ferro dietro la schiena ad altri sventurati e gettati in quelle voragini dove, dopo un’atroce agonia, vedevano spegnere  la loro vita. Si suppone che il papà di Egea sia stato gettato nella foiba di Pisino.
Narrazione di quella tragedia umana, con altre testimonianze, sono state raccolte da Elena Tonezzer nel libro Volti di un esodo.

Egea Haffner autografa il libro Volti di un esodo ©
e la sua consegna a Gianmaria Italia ©
Ma chi è Egea Haffner, un nome sconosciuto ai più? E’ la bimba di cinque anni dai capelli a boccoli,  ritratta con una borsa da viaggio, un ombrello ed un cartello “Esule giuliana 30001” scritto da suo zio Alfonso: il numero dei polesani più 1, lei, che stavano lasciando la città istriana, ricca di vestigia romane, per andare in Italia. Un doloroso esodo forzato che, al termine della Seconda Guerra Mondiale, rischiava di trasformarsi in una diaspora.
Egea Haffner Tomazzoni accanto al baule con i beni della sua infanzia

“Era il luglio del 1946 - mi racconta ora nella sua bella casa di Rovereto dove dal 1972 vive con suo marito, l’Ingegner Giovanni Tomazzoni, una persona davvero gradevole e di profonda cultura – la destinazione sarebbe stata Cagliari dove viveva una sorella di mia madre. Fummo accolti con grande affetto e io giocavo con i miei cuginetti mentre mia madre lavorava come parrucchiera. Si rimase lì per otto mesi, poi decise di raggiungere Bolzano dove, nel frattempo, si erano sistemati mia nonna e i miei zii paterni. Erano partiti, come profughi, da Pola imbarcandosi sulla nave Toscana il 10 febbraio 1947. Dato che parlavamo sia italiano che tedesco la scelta di Bolzano fu dettata dalla opportunità di mettere a frutto il bilinguismo. Vi arrivammo in aprile sistemandoci in un alloggio non molto agevole e lì iniziò la mia vita da esule. Bolzano fu molto importante per la mia vita perché nel 1962 conobbi  Giovanni, il mio futuro marito che sposai nel 1966”.
Egea Haffner con suo marito Giovanni Tomazzoni

Malgrado le vicende dell’esodo avessero interessato circa 350.000 italiani delle terre giuliane, istriane e dalmate, per il resto del Paese non ci fu grande risonanza, anzi, in alcune località erano malvisti, osteggiati perché accusati di togliere posti di lavoro ai locali, ma ignari di quale dramma li aveva condotti lì, lontani dalla loro terra, privati della loro casa, dei loro beni.
Trasferitasi con la famiglia a Rovereto ha cresciuto con il marito Giovanni, le figlie Ilse e Roberta e coltivando un hobby significativo: la pittura. 
Accanto ad alcuni suoi quadri ©
Qui, nel 1997, grazie alla sensibilità del Museo Storico della Guerra, venne organizzata la mostra Istria: i volti dell’esodo. Per la sua realizzazione, che ebbe grande successo e dove intervenne, fra gli altri, anche Fulvio Tomizza, furono raccolti cimeli e foto di quelle tragiche giornate; a simboleggiarla quella foto di una bimba dai capelli a boccoli, l’Esule giuliana 30001.


Il 29 aprile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su proposta di Silvio Berlusconi, conferì a Kurt Haffner, attraverso la figlia Egea, la "medaglia commemorativa del Sacrificio offerto alla Patria"
Le è appena giunta una notizia che le allarga il cuore: a Fertilia, comune nei pressi di Alghero che venne popolato del Dopoguerra da profughi istriani e dalmati, intendono creare un centro che ricordi l'esodo, si chiamerà proprio Egea. Lei  e  il marito sono stati invitati per la posa della prima pietra. 

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vedi anche   unavaligiadisperanze.blogspot.com